Il ritorno del vinile

E se fosse il vinile a risollevare il mercato sempre più arido dell’industria discografica?
La questione naturalmente è abbastanza utopica, ma i dati di vendita del formato, che sembrava destinato a diventare soltanto un pezzo d’antiquariato, sono quanto mai sbalorditivi.
Secondo il resoconto fornito dalla Entertainment Retailers Association, nel 2016 in Gran Bretagna le vendite del vinile hanno superato quelle dei download digitali: 2.4 milioni di sterline contro i 2.1 milioni del digitale.Lo scorso anno di questi tempi, invece, il rapporto parlava di 1.2 milioni di sterline provenienti dalla vendita dei vinili contro i 4.4 milioni provenienti dai download digitali.Una grossa inversione di tendenza che fino a un anno fa sembrava veramente impensabile.
E le vendite del vinile sono in crescita un po’ in tutto il mondo: negli Stati Uniti si è passati dai 4 milioni di pezzi venduti nel 2011 ai 13 milioni del 2014, mentre in Italia, nei primi sei mesi del 2016, si è registrato un +43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un boom caratterizzato dalla nuova rotta intrapresa dalle case discografiche che, mentre fino a poco tempo fa pubblicavano i dischi dei loro artisti – sopratuttto quelli pop – esclusivamente nei formati
“moderni”, oggi hanno deciso di mettere in commercio vinili di ogni genere, dal pop alle compilation fino alle colonne sonore.
Infine, un’altra spinta importante a questo mercato, quella forse più romantica, è stata data dalla riscoperta della “seduta d’ascolto”, il momento di relax al quale sia il vero intenditore di musica che il semplice fruitore non possono e non devono rinunciare.
Insomma, muniamoci immediatamente di un lettore, il vinile non è morto!

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