Le famose “vittime” di questo Referendum

Il sole è sorto anche qui, stamattina. E’ un sole che non scalda, ma vigila su tutto il popolo italiano all’indomani del referendum costituzionale. Com’era prevedibile, questo voto è stato un tremendo spartiacque, dove ci sono state vittime dall’accento toscano  e carnefici spietati dal mantello pentastellato verde-blu.
Ma chi sono i paladini del voto che hanno scommesso la faccia come se fosse un semplice match sportivo?
Andiamo a rivederli, con spirito goliardico e dovere di cronaca.

Le cucine prestigiose hanno aggiunto un pizzico di sì insieme al sale, senza badare ai clienti da servire. In particolare Massimo Bottura non ha proprio considerato l’ipotesi opposta, a tal punto da giocarsi il ristorante per spostarsi negli States, a New York precisamente. Infatti aveva dichiarato di ‘lasciare l’Italia’ in caso di vittoria del no, ma lo farà davvero? Sui social si intravede una foto a Londra di ieri sera. Veggenza oppure lavoro? Di certo, la valigia è già pronta per questo viaggio oltreoceano.

La sala cinematografica è diventata un punto di ritrovo di molti registi. Circolo culturale o politico? Stavolta è la seconda, visto che parecchi registi – da Ozpetek a Sorrentino passando per Virzì e Salvadores – si sono volti per il cambiamento. Ciò non è arrivato, forse l’obiettivo si sposta sui film che ci offriranno nei prossimi mesi?

Dal cinema al teatro, il passo è breve pure nel tema politico. Carla Fracci e Roberto Bolle si sono volti all’opera renziana, non senza trovare difficoltà con i propri fan. In particolare il secondo è stato bersagliato dagli utenti e dovrà sicuramente simulare ‘la morte del cigno’ per evitare il ‘linciaggio social’. Un altro Roberto – Benigni – rischia grosso in termini di popolarità visto il sostegno massiccio nella campagna referendaria ai danni di ‘colei’ che gli ha dato visibilità in televisione. Riuscirà a riconquistare il cuore dei suoi fan e della ‘più bella’?

Tralasciando le grandi aziende – da quella di Tronchetti Provera a Marchionne – che non perderanno di certo né la credibilità, né la forza per il voto filo-governativo, si arriva alle star del web che d’estate fanno ridere e d’inverno entrano in letargo. E’ il caso di Gianluca Vacchi, idolo con i suoi video musicali e trasparente agli occhi degli elettori. Un crollo inevitabile nel passaggio dall’ironia alla serietà, frutto del pubblico che si è creato. Forse è meglio mantenere la propria natura..

Infine la musica, ogni giorno innovativa ma restia dal cambiamento politico. Pochi infatti hanno prediletto la via del ‘pacato sì’: Bocelli, Caselli e Il Volo. Nessun manifesto, nessuna dichiarazione fuori le righe: la cosa meno traumatica rispetto alla stragrande maggioranza (e a quella povera camera di hotel)

Un palmares di caduti davvero notevole, a testimonianza della loro ininfluenza in una sfera estranea. E’ proprio il caso di dire, come Miguel Indurain,  ‘si vince amando il proprio lavoro’.

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