Quacet Putèin, la ninna nanna dei “Modena”

E già, proprio loro: i Modena City Ramblers. Sì, non c’è da meravigliarsi, perché la band (nota anche nella forma abbreviata MCR) non ha smesso un attimo di stupire, sin dal 1991, anno della propria fondazione. Portata avanti da  “AlbertoneMorselli, Giovanni Rubbiani, “AlbertinoCotticaFranco D’Aniello e Luciano Gaetani, il gruppo vide l’approdo del bassista Massimo Ghiacci un anno dopo, nel 1992.

Autodefiniscono, da sempre, il loro genere musicale come combat folk, manifestando una grande passione ed una notevole propensione per il folk irlandese; tendenza, questa, che non abbandoneranno mai, nonostante l’avvicinamento e le contaminazioni rock e punk.

Va da sé, quindi, che i Modena utilizzino brani strumentali della tradizione più popolare come basi per i loro pezzi. Talvolta, fra l’altro, l’origine di questi è anche sconosciuta. Fine del preambolo. Entriamo nel merito.

Ciò che più ha sorpreso, infatti, avanzate le dovute presentazioni e distribuiti i meriti, è stata la creazione di una vera e propria ninna nanna, volta a ad essere un piccolo regalo di Natale per tutti i nostri fans. Queste le parole che appaiono sul sito ufficiale della band emiliana. Ma non solo. E’ stato anche un modo, precisano, per festeggiare la fine del tour celebrativo dei 25 anni dalla nascita della band, che li ha letteralmente portati a suonare per tutto l’anno. Inoltre, un anticipo del nuovo disco di inediti, la cui uscita è prevista per il prossimo marzo.

La Punk’n’Folk Revue dei Modena City Ramblers si chiude quindi in Sicilia. Location Noto (SR), con il concerto di fine anno. Cambiare genere, è risaputo, non è mai facile. Ma passare dallo stile combattivo – appunto – oltre che tambureggiante e profondamente ritmico ad una, pur sempre meravigliosa, ninna nanna in dialetto, dev’essere stata non poca roba per un gruppo che, negli anni, non ha mai smesso di misurarsi con nuove sfide, restando sempre però di nicchia, riservato, gelosamente nelle mani di non molti (ma neanche pochi) fruitori.

Un gruppo di piazza, ma una canzone d’ambiente, pacata, tranquilla. Ma attenta.

A cogliere gli stimoli esterni. Consapevole, ecco, forse è questo il termine che meglio esprime un’ ormai ampiamente raggiunta maturità musicale. Che non vuol dire accontentarsi, o riposarsi: ma rielaborare. Direi ci siano riusciti, ed anche bene. Ascoltatela.

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