La vita di Tyrus Wong, “padre” di Bambi morto a 106 anni

Il famoso lungometraggio animato della Disney Bambi (1942) è divenuto immediatamente iconico grazie alla magia generata dalle ambientazioni fortemente liriche dei suoi sfondi pastello: solo 50 anni dopo l’uscita della pellicola, però, si scoprì che questi erano stati opera di un immigrato cinese naturalizzato statunitense, Tyrus Wong, scomparso Venerdì 30 Dicembre 2016 all’età di 106 anni.

Nato in Cina nel 1910 e separato dalla madre quand’era bambino (proprio come il cerbiatto del film), Wong era arrivato negli Stati Uniti nel 1920, a 10 anni, subendo nei primi anni il carcere, l’isolamento, interrogatori durissimi, la povertà e la discriminazione nella speranza di costruirsi una vita in America.

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Tra le migliaia di cinesi che tentarono la sorte negli Usa in quegli anni le aspettative di lavoro erano umili, e la maggior parte di essi finivano con il fare il lavapiatti o il lavandaio: Wong, invece, grazie alle sue doti artistiche, riuscì a essere uno tra i pochissimi a lavorare ad Hollywood, occupandosi prima del lavoro di in-betweener (era uno di quelli che realizzavano migliaia di disegni intermedi che servivano per creare i film d’animazione), e solo in seguito della creazione di storyboard, gli schizzi disegnati usati dai registi per visualizzare le scene dei loro film prima di girarle. Tra i molti film a cui Wong collaborò ci sono Iwo Jima, deserto di fuoco, del 1949, Gioventù bruciata (il famoso film con James Dean del 1955) e, nel 1969, Il mucchio selvaggio, uno dei migliori western di sempre.

 Riuscì ad entrare alla Disney cominciando anche qui dal ruolo più basso della catena di montaggio dei cartoni, ma fu sin da subito vittima di insulti razziali, venendo scambiato più volte per un lavapiatti della mensa. Quando lo studio d’animazione cominciò a lavorare al lungometraggio Bambi, però, Wong riuscì a far notare i suoi bozzetti a Walt Disney: lo stile dei suoi sfondi, che traeva ispirazione dai dipinti della dinastia Song, era rivoluzionario, avendo più dettagli intorno al centro e meno ai bordi. Questa tecnica faceva in modo che il pubblico si focalizzasse di più sui personaggi e faceva sparire nei fondali, mimetizzandole, le creature della foresta.
Wong lavorò due anni a Bambi, diventandone di fatto il direttore artistico, ma il suo nome compare a malapena nei crediti finali: nel 1941, sulla scia di uno sciopero dei dipendenti, la Disney lo aveva licenziato nonostante lui non avesse aderito alla protesta.

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Dal 1942 Wong lavorò per la Warner Bros, ottenendo poi finalmente la cittadinanza statunitense nel 1946. Continuò a lavorare, senza mai grandi riconoscimenti economici o pubblici, e passò molto tempo a occuparsi della moglie malata.

Dopo il ritiro dal mondo dell’animazione nel 1968, Wong ha continuato a creare aquiloni colorati (di solito con animali come panda, pesci rossi o millepiedi), trascorrendo i suoi sabati facendo volare le sue creazioni sul molo di Santa Monica.

Nel 2001 fu nominato “Disney Legend”, ottenendo finalmente un pubblico riconoscimento per il suo contributo a Bambi: la notizia della sua morte, avvenuta negli Usa, è stata annunciata proprio dal Walt Disney Family Museum, che in una nota scrive che “nella composizione artistica del disegno di Bambi, il suo contributo fondamentale non potrà mai essere dimenticato”.

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