Tazenda: I primi trent’anni della storica band sarda

Uno dei gruppi storici della musica italiana, che con il suo stile ha saputo unire il pop-rock alle origini Sarde. Creata dall’unione di pensiero di Andrea Parodi, Gino Marielli e Gigi Camedda, ex membri del “Coro degli Angeli” nasce nel lontano 1987 la storica band:” I Tazenda”.

Raggiunti telefonicamente, ci hanno raccontato del loro imminente concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, della loro raccolta “S’Istoria” e di molte altre curiosità, che li hanno portati ad arrivare ad carriera così lunga e con lo sguardo sempre al futuro.

L’intervista è iniziata parlando di questi primi trent’anni di carriera: “Era inimmaginabile, non siamo partiti pensando, quanto tempo sarebbe durato questo progetto, ma eravamo partiti come artisti con l’entusiasmo di chi inizia un progetto importante, solo ora ci siamo accorti di ciò che abbiamo fatto, che sono passati trent’anni, è stato un percorso giusto e importante

È uscito da poco il loro nuovo lavoro, “S’Istoria” dove i Tazenda ripropongono tutti i loro successi:” È un progetto molto importante, perché noi pensavamo al nostro futuro senza celebrarci, invece la SONY, una delle etichette mondiali, ci ha proposto di fare questa storia, per autocelebrarci, anche se a noi sembrava troppo, invece il materiale e la mole di lavoro raccolta in questi anni andava bene, quindi ci siamo trovati con una grande responsabilità, questo progetto ci consente di giustificare in modo positivo questa nostra storia, appunto S’Istoria”. Nel cofanetto è presente anche l’inedito “Sa Oghe”, dedicato al grande Andrea Parodi: “Non è il solito singolo radiofonico, è una cosa che nasce dal cuore, un regalo da fare alla famiglia di Andrea, con un testo importante e toccante, ma anche facile da suonare con la chitarra, dove si è deciso di far cantare anche le figlie più piccole di Andrea, come un dono dal punto di vista emozionale alla famiglia di Andrea, anche per noi, una sorta di chiave, una chiusura di un cerchio, la fine dei Tazenda di Andrea, un periodo finito intorno ai 2000 in linea di massima. Un testo importante, bello diretto, ma che parla di lui, di come i bambini di oggi si immaginano lui, la sua voce la sua persona, una cosa molto Naif. Andrea era un’artista insostituibile, un po’ come un Maradona o un Del Piero. Quando se ne andò abbiamo cercato altri artisti anche per variare, ma nessuno era come lui”.

Quale è il rapporto che avete con la vostra terra “Guarda essere Sardi è inspiegabile per uno che non lo è, perché il rapporto non è per quanto ci piace, o quanto ci fa soffrire, il rapporto è sei Sardo e basta, da piccolo sei orgoglioso di essere Sardo, il sardo è molto orgoglioso, quando ti manca la Sardegna è come se ti mancasse la mamma, è veramente una cosa particolare e difficile da dire, posso girare il mondo diventare un cosmopolita ma con la mia terra ho un legame unico”. Sempre rimanendo sul discorso della propria identità, il cantare in Sardo non è mai stato un problema per loro “Non credo, il cantare così ci ha dato la spinta della particolarità, rispetto ad altre band o artisti, che cantano solo in italiano, si crea il fenomeno della massificazione, un fenomeno dove sono tutti uguali, difficile riconoscere un cantante dall’altro a volte. Noi Tazenda abbiamo una riconoscibilità quasi immediata, nonostante la difficoltà di cantare in dialetto”.

Il passato dei Tazenda è costellato da numerose collaborazioni con artisti del calibro di De Andrè, Bertoli passando dai Modà e RamazzottiA noi piacerebbe collaborare ancora una volta con tutti. Ad esempio con De Andrè e Bertoli c’erano tanti progetti che non si sono concretizzati del tutto, con Grignani e i Modà potrebbe esserci la possibilità di lavorare ancora in futuro, anche con Ramazzotti sarebbe fantastico, un’artista internazionale e diverso da noi, uno come lui che canta in Sardo è una cosa fantastica, con una musicalità diversissima dalla nostra. Per quanto riguarda i nuovi cantautori li stimiamo molto, tuttavia il nostro sogno è collaborare con Battiato. Anche se ormai è un po’ sfumato, visto le molteplici proposte e la sua veneranda età

Arriviamo al concerto di Roma “Si il Concerto All’Auditorium Parco della Musica di Roma, è un concerto particolare perché non indosseremo i soliti panni, non sarà un concerto pop-rock, ma saremo un po’ acustici, uno spettacolo diverso, in una veste teatrale dove porteremo brani che non abbiamo interpretato spesso, (…) siamo molto contenti perché stiamo lavorando su nuovi aspetti della nostra musica, questo è stimolante perché non sarà un punto di arrivo ma un punto di partenza per i Tazenda dopo trent’anni

Concludendo, alla domanda di eventuali progetti futuri: “Allora negli ultimi anni abbiamo maturato molto materiale e una consapevolezza diversa, quindi vorremmo fare un disco vivo, con caratteristiche adatte al mercato perché è il nostro lavoro, non è che suoniamo solo per noi però vorremmo che ci siano delle cose nuove sperimentali, belle di cuore che siano vive, speriamo per il 2017” e alla domanda su una futura opportunità al Festival di Sanremo “ci proveremo nel 2018

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