La ‘Music’ di Bonolis: eterna, emozionante e brillante

Lo aveva definito “il suo Sanremo di Roma” e si può dire che ha colto nel segno. Paolo Bonolis trasforma il leggendario Teatro 5 di Cinecittà in un Ariston pieno di talenti e di grande musica con ‘Music’. Nella prima puntata sono già apparsi volti celebri come John Travolta, Simon Le Bon ed Enzo Avitabile, ma ancora c’è molto da vedere e ascoltare.

Grazie alla sua retorica talvolta aulica, talvolta popolare, il conduttore romano riesce a tenere incollati ben 4.659.000 di spettatori, toccando il punto più alto dello share nella serata (21,2%).  Il segreto sta nella scomposizione del programma nei vari generi, facendoci passare dal pop iniziale sino al jazz, senza dimenticare il rap e il rock. Come icone sono state scelte un mix tra star evergreen ed emergenti; così si spiega la contiguità sulla scaletta tra un Manuel Agnelli, rappresentante del rock indie con i suoi Afterhours, e i The Kolors, che hanno rivisitato il brano ‘Money’ dei Pink Floyd con Tullio De Piscopo a fare da cerniera.

Ad ogni artista la possibilità di esprimersi al meglio, grazie anche ai preamboli personalizzati ideati da Bonolis. Così vediamo Francesco Renga che racconta la sua infanzia mentre fa colazione, oppure Elisa Toffoli durante una sorta di pseudo-colloquio che ripercorre le sfaccettature della sua carriera. Un leit-motive di questo conduttore che sa’ mettere a proprio agio qualsiasi artista, tenendo sempre chi ha di fronte.

Ma cosa ci rimane del titolo? Sicuramente gli accenni storici, come collanti della scaletta e le emozioni degli ospiti. Tra tutte l’esibizione loquace di Ezio Bosso, che si prodiga su ‘Al chiaro di luna’ di Beethoven, e lo scambio intergenerazionale offerto da Fedez sulle note di ‘Domani Smetto’, insieme a J-Ax  – che ha creato scalpore e qualche polemica.

Infine la nota di merito per il Maestro  Luca Laurenti, definibile un vero e proprio co-conduttore per la tenuta del palco e  per le sue entrate in scena che, seppur brevi, raccolgono sempre gli onori del pubblico. Sulle note del tormentone dello scorso anno ‘Can’t stop the feeling’ di Justin Timberlake, l’artista romano ha infiammato il palco con una coreografia coinvolgente e frizzante, facendoci ancora domandare perché non si sia mai iscritto ad un corso di musica.

Dunque un prodotto convincente che alterna serietà e ironia, frutto di un conduttore collaudato sul tema (Arena di Verona -Lo spettacolo sta per iniziale) e sul genere del talk-show (Il senso della vita). Che sia un monito per i prossimi prodotti musicali da importare sul piccolo schermo!

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