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la-zattera-della-medusa-gericault-analisiTitolo: La zattera della Medusa

Autore: Théodore Géricault

Data: 1819

Tecnica: Olio su tela

Ubicazione: Museo del Louvre, Parigi

Nobilitare una tragedia ed incastonarla nella storia dell’arte francese.

Il 2 luglio 1816 la nave francese Medusa naufragò nell’Oceano Atlantico al largo delle coste del Senegal. A bordo c’erano circa 400 persone. Le scialuppe risultarono insufficienti, così venne costruita una zattera sulla quale vennero ammassati 149 naufraghi rimasti senza mezzo di salvataggio.

L’episodio colpì così tanto l’immaginazione di Géricault che all’età di soli 27 anni partorì questo capolavoro dell’arte francese, un quadro che sembrava incarnare lo stato d’animo dei francesi, che dopo il Congresso di Vienna, provavano una sensazione di disagio e di impotenza di fronte alla nuova situazione geo-politica transalpina.

Il quadro riprende quindi questo episodio per raccontare metaforicamente un destino in bilico: la vita umana sospesa tra speranza e disperazione. Un naufragio non solo per i ragazzi della Medusa, ma per la Francia intera.

Si racconta che negli studi preliminari alla realizzazione finale del quadro, il francese mise una nave all’orizzonte nella direzione in cui guarda l’uomo che agita il panno. Una speranza che poi si rivela vana nel quadro finale; La nave all’orizzonte, infatti, è scomparsa proprio per aumentare il senso della disperazione, per affermare, nemmeno troppo fantasiosamente, che con la fine dell’“impero” post Rivoluzione, la paura del futuro era vera ed incombente ed anche se al pubblico moderno la cosa non sembrerà così evidente, per i francesi del tempo questo pezzo da novanta del romanticismo pittorico rappresentava una vera e propria pugnalata al cuore.

 

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