#GiovaneAriston: Francesco Guasti

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Dalla gavetta di Area Sanremo, alla perseveranza negli anni. Stiamo parlando di Francesco Guasti, il primo cantante che prendiamo in considerazione, che ha superato tutti le selezioni ufficiali (finalmente) ed è giunto nell’agognato Ariston. Siete curiosi di conoscerlo? Allora seguitemi e capirete a cosa mi riferisco!


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‘Non c’è tre, senza quattro’: l’espansione del detto calza a pennello su Francesco Guasti che al terzo tentativo vede la luce dell’Ariston . Infatti il cantante di Prato, dopo le delusioni ricevute nel 2014 e nel 2015, trova la consacrazione quest’anno ed è pronto a conquistare tutti con la sua voce roca e graffiante.  In quei due anni, però, ha collezionato parecchia esperienza e una maturità tale da potersi considerare uno dei favoriti per la vittoria finale. Nel 2014 portò ‘Scintilla contro scintilla’, arrivando solo tra i primi 60 ma restando nella classifica di airplay per ben 1 mese: all’interno un messaggio così forte da accattivare anche i volontari che lo hanno chiamato nell’omonimo Festival. Poi arrivò nel 2015 la collaborazione totale con Piero Pelù dopo la permanenza nel suo team di The Voice (2013): prima ospite del tour ‘Identikit’ e poi un lavoro discografico da cui esce ‘Piovono rose’. Anche in questo caso piovono applausi, ma non risultati: il brano fu nuovamente bocciato. L’anno dopo, nel 2016 arrivò  ‘Io e te’ che fu fermato solamente nella finalissima dei 12 giovani.
Ma Francesco ha un cuore rock, duro, irrefrenabile: così si ricandida per la terza volta e porta ‘Universo’, riuscendo finalmente a guadagnarsi il pass per il Festival di Sanremo. In onore a questo risultato, rilascerà anche l’ultimo album con l’omonimo titolo dal 10 Febbraio per la gioia dei suoi fan!

Ecco cosa ci ha raccontato in esclusiva:

 

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La copertina del nuovo album

Cosa ci vuole raccontare ‘Universo’?
“Universo vuole innanzitutto essere un inno alla speranza, vuole scuotere chi si adagia su se stesso e non crede più nei propri sogni. Parla di una generazione, quella dei trentenni, di cui faccio parte, che si sente persa , ma non deve perché ognuno di noi ha il potere di creare il proprio Universo, la propria realtà”

 Dove la inserire in termine di generi musicali?
“Cantautorato con sonorità moderne”

Finalmente sei entrato ufficialmente tra gli 8 finalisti che saliranno sull’Ariston dopo esserci andato vicino nel 2014 e nel 2015. Secondo te cosa ha influito per arrivare stavolta in fondo?
“Eh, finalmente! Me la sono sudata, non c’è che dire… Penso fosse oggi il momento giusto:niente avviene per caso e questo l’ho capito dopo la delusione dello scorso anno. Credo fortemente in Universo perché parla di qualcosa che ho toccato, vissuto, sconfitto. Volevo portare un messaggio in cui credevo e questo, probabilmente, è arrivato a chi doveva scegliere”.

Tu rappresenti simbolicamente il rock in questa manifestazione: secondo te, com’è riuscito un genere così ‘underground’ a solcare il palco della musica mainstream per eccellenza?
“Il mio timbro vocale tinge il brano di questo genere musicale, ma le sonorità, stravolte, non sono rock. Spero di rappresentare proprio questo sul palco:un cantautore che vuol raccontare qualcosa, portare un messaggio e lo fa con sonorità che possono arrivare a tutti”.

Cosa rappresenta per te il Festival di Sanremo?
“Fin da piccolo ho guardato e ascoltato il Festival di Sanremo, quasi in modo sacro con la mia famiglia (babbo mamma e 2 sorelle  e 2 fratelli), erano giorni speciali, nei quali si respirava Musica, si imparavano le canzoni a memoria, ci si confrontava quasi come una giuria tecnica per decretare il vincitore, che poi, a vincere era la Musica, non un solo artista. Con questo “rito” sono cresciuto ed oggi, su quel palco adorato, porterò quello che sono oggi e quei ricordi.”

 

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