#TimeOfRock – Sweet Home Alabama

Come ogni settimana torna #TimeOfRock, la rubrica di musica che prova a portare l’immaginazione indietro nel tempo, parlando del Rock,  il Rock, quello con la R maiuscola, quello degli anni ’60 e ’70 quello che nasce da Elvis, Beatles e Rolling Stones e continua con Led Zeppelin, Deep Purple, Bob Dylan e molti altri.

Il 1974 è stato l’anno delle dimissioni del presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, in seguito allo scandalo Watergate, ma è stato anche l’anno della nascita della cultura hip hop a New York, grazie alle comunità afroamericane e latinoamericane che vivevano nel Bronx. Mentre la ABC mandava in onda per la prima volta la fortunata serie televisiva, “Happy Days” e a Jacksonville, in Florida, i Lynyrd Skynyrd pubblicavano “Sweet Home Alabama”, primo singolo estratto dal loro secondo album, “Second Helping”, LP che ottenne 2 dischi di platino. Sweet Home Alabama, probabilmente la più celebre canzone del gruppo Lynyrd  Skynyrd, non ha mai finito di suscitare discussioni riguardo al suo significato, che potrebbe sembrare molto chiaro, ma forse, a guardar bene, così chiaro non è.

La canzone festeggerà 46 anni: la registrazione del brano, infatti, risale al giugno del 1973, però la pubblicazione avvenne com già detto 1974, all’interno del secondo album dei Lynyrd Skynyrd, Second Helping. L’altro giorno mentre pensavo a cosa raccontarvi, mi è venuta in mente casa mia, quel paesino sperduto nella costa toscana, con molti, tantissimi difetti ma che però mi regala momenti e paesaggi unici, sicché mi pareva una buona occasione per rispolverare un brano storico, che ha fatto discutere molto, ma che sicuramente va interpretato in modo più attento rispetto ad una lettura superficiale.

E’ abbastanza  evidente che la canzone è stata scritta in risposta ad un paio di brani di Neil Young, Southern Man e per l’appunto Alabama, nei quali veniva fatto un quadro non proprio carino degli stati del Sud, con ampi riferimenti al passato schiavista, al Ku Klux Klan, al razzismo e alle violenze nei confronti della popolazione di colore.

lynyrd_skynyrd_logo_desktop_wallpaper

La reazione dei Lynyrd Skynyrd è spesso stata interpretata come una rinascita dell’orgoglio sudista, una rivolta contro le critiche dei liberali ed un vero e proprio inno alla bellezza degli stati del Sud, dove il cielo è più blu… L’ambiguità è cresciuta col tempo per l’uso frequente delle bandiere sudiste ai loro concerti, anche se pare che questo abbia suscitato più di un imbarazzo nella band, soprattutto in America, visto che la Confederate Flag era un po’ un simbolo dell’America Sudista, conservatrice, redneck e in parte razzista, cosa che la band non voleva certo rappresentare, come dichiarato più volte dal cantante Ronnie Van Zant. Il chiaro riferimento a Neil Young, invece, era sicuramente una critica verso il cantante canadese, ma non una vera e propria accusa. In un’intervista del 1975 Ronnie Van Zandt aveva commentato che la canzone era nata più che altro come uno scherzo e una presa in giro di Neil Young, che, secondo Ronnie, “aveva voluto sparare a tutte le anatre per abbatterne solo una o due”. E quindi, come dice la canzone, “un uomo del sud può anche fare a meno di lui”. Ronnie, invece, è sempre stato un grande fan di Neil, tanto da farsi vedere spesso con una sua t-shirt. Persino sulla copertina dell’album degli Skynyrd  “Street Survivors”, si può vedere Ronnie Van Zant ritratto con addosso la maglietta di Neil Young. E’ abbastanza evidente, quindi, che  i Lynyrd Skynyrd non avevano nessuna intenzione di montare una polemica con Neil Young, con il quale condividevano probabilmente più punti di vista che con i sudisti più sfegatati. La stima reciproca è ulteriormente dimostrata dal fatto che la canzone Powderfinger era stata proposta da Neil Young proprio a Ronnie Vand Zant per registrarla con i Lynyrd Skynyrd, anche se poi il tragico incidente aereo che coinvolse la band nel 1977 impedì la realizzazione del progetto.

george-wallace_segregation-forever_hd_768x432-16x9

La seconda strofa di Sweet Home Alabama ha dato motivo di ulteriori critiche verso la band, per la frase che dice  che a Birmingham (Alabama) amassero il Governatore  George Wallace, noto segregazionista. Anche qui però il significato è stato probabilmente male interpretato , in quanto l’aggiunta dei 3 “boo”, secondo i Lynyrd Skynyrd, doveva sottolineare l’ironia della frase. Chi vede gli Skynyrd come dei conservatori razzisti spiega la strofa più o meno così: qui in Alabama ci va bene il governatore razzista e dello scandalo Watergate non ce ne frega niente. Una visione più aperta del testo, lo interpreta invece così: qui abbiamo un governatore razzista, per quanto abbiamo fatto il possibile perché non fosse eletto (now we all did what we could do); cosa dovremmo dire allora del Watergate? Voi al nord vi sentite davvero in colpa per questo (does your conscience bother you)? Alla peggio, si può interpretare come un “ognuno ha i propri difetti: non venite a farci la morale”.

L’ultima strofa, infine, inneggia alla musica popolare locale dell’Alabama, che alla fine ci fa stare meglio quando siamo giù di morale (pick me up when I’m feeling blue). Con questo finale i Lynyrd Skynyrd sembrano voler smorzare tutte le polemiche, inneggiando semplicemente all’ allegria della musica del sud, allegria che la stessa Sweet Home Alabama non finirà mai di trasmetterci…

Rispondi