SOS dalla Casa Bianca, c’è un messaggio per voi!

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Allontanandoci dall’euforia sanremese odierna che investe l’Italia, oltreoceano si festeggia in maniera più riservata un’importante tappa che collega il potere e l’ultracentenario mezzo di comunicazione, la radio.

Ben 95 anni fa, l’8 Febbraio 1922, veniva introdotta nella Casa Bianca la prima radio, sfondando il rigoroso muro alzato dal potere nei confronti di un mezzo puramente commerciale e del popolo. In quella data, arrivava in pratica la prima convergenza con un mezzo fresco e innovativo, pronto a divenire in Europa il centro pulsante della propaganda totalitaria. Invece, negli Stati Uniti, l’approdo non equivalse a promozione o altro: sino agli anni ’30 si preferì l’azione fisica con un forte proibizionismo da parte delle autorità che sapevano come farsi rispettare dai ceti bassi della popolazione.
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Si deve arrivare ad un impedimento fisico per trovare la prima convergenza tra il potere a stelle e strisce e la radio. Con un malandato Roosevelt in sedia a rotelle, nacquero i famosi ‘discorsi davanti al caminetto’  che crearono un’intimità familiare necessaria in futuro per la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Purtroppo si viveva in un periodo di fermento tecnologico e non si riuscì a coglierne l’essenza pura di questo rapporto.

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Lo dimostra proprio la ‘pausa di riflessione’ durata ben 40 anni. Sarà Reagan, convalescente dal proiettile di un attentatore, a riprendere il mezzo con un altro obiettivo. Dalla partecipazione comunitaria al paternalismo: il Presidente conservatore voleva creare un’immagine distorta ma vincente dell’America negli anni ’80, durante uno dei periodi più controversi della storia. L’esperimento riuscì a metà, non riuscendo più ad avvicinarsi all’aura creata dal creatore del New Deal.

Da lì, nacque l’ennesima pausa di riflessione che odora di addio. Tra nuove tecnologie più istantanee e  l’assenza (fortunatamente) di altri problemi fisici, nessun Presidente (eccetto un blando Clinton che provò senza successo) vide la radio come potenziale strumento di visibilità e appeal. Infatti oggi, a distanza di 95 anni, questa ‘relazione occasionale’ sarà vissuta come ricordo intimo che resta nel cuore di pochi americani.

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