La battaglia di Hacksaw Ridge:la recensione(senza spoiler)

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The Hacksaw Ridge: regia di Mel Gibson, con Andrew Garfield, Vince Vaughn, Sam Worthington, Luke Bracey, Hugo Weaving, Ryann Corr, Teresa Palmer. Una produzione Icon Productions, distribuito da Eagle Pictures. Nelle sale italiane dal 2 febbraio 2017.

Dal titolo sembrerebbe il classico film di guerra in cui gli eserciti di due paesi si affrontano senza esclusione di colpi. La battaglia di Hacksaw Ridge racchiude invece tanto altro al suo internosentimenti profondi, valori, emozioni, a evidenziare la parte inconscia dell’essere umano. Quella di Mel Gibson è una pellicola sicuramente ben riuscita, che cattura completamente lo spettatore per 139 minuti proprio per questa capacità di raccontare il secondo conflitto mondiale in maniera diversa rispetto ai film del passato. Occorre innanzitutto sottolineare la grandissima prova di Andrew Garfield, nei panni di Desmond Doss, un ragazzo con principi precisi, che decide di arruolarsi per fare il medico e salvare vite umane. Coloro che associano la guerra all’uso delle armi, lo considerano un pazzo, un vigliacco senza onore. Desmond è un ragazzo capace di andare contro tutto e tutti, perfino contro la corte marziale, pur di seguire la sua indole di aiutare il prossimo per dare un contributo in battaglia. Una vocazione talmente forte, che ad un certo punto del film impedisce a Desmond di distinguere ciò che è bene da ciò che è male. Nella pellicola il regista cerca proprio di mettere in risalto questa indole del protagonista di andare in battaglia per salvare vite, guidato dalla fede  in Dio. Una fede che ad un certo punto sembra quasi vacillare di fronte agli orrori della guerra.

Nel film, il talento di Garfield oscura quasi le performance degli altri attori, che comunque danno il loro contributo a partire da Vince Vaughn, nei panni del sergente Howell, fino a Hugo Weaving, che interpreta Tom Doss, una figura centrale che darà modo al figlio  di realizzare quello che è il suo desiderio più grande. Nel raccontare i primi anni di vita del protagonista il ritmo è lento, per poi diventare più veloce e frenetico quando si passa all’azione sul campo di battaglia. Nella pellicola i dialoghi sono molto forti,  le scene realistiche e c’è una grande attenzione ai dettagli, che danno l’idea allo spettatore dell’orrore della guerra e dei suoi protagonisti.

Due i messaggi che emergono dalla pellicola: il primo riguarda la fede, che molto spesso può essere il sostegno più grande per un uomo; il secondo è il coraggio, che si può dimostrare in tanti modi diversi, non solo tenendo un’arma in mano. Un film in perfetto stile Mel Gibson, che segna una vera e propria rinascita del regista. Una pellicola sicuramente consigliata, soprattutto per gli amanti del genere di guerra, sempre più raro sul grande schermo e che Gibson riporta alla luce con grande maestria, raccontando con estremo realismo gli orrori del secondo conflitto mondiale.

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