L’intervista a Marina Rei: molto più di una semplice cantautrice

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Oltre vent’anni di carriera, Marina Restucci, in arte Marina Rei è una delle voci del panorama musicale italiano. Un’artista che ha saputo unire al meglio, la sua voce con il talento e l’amore per la musica; l’abbiamo raggiunta per un’intervista e che ci ha fatto conoscere meglio la  cantautrice.

Da grande cantante e grande artista quale lei è, come si autodefinisce, in 3 parole: “Innanzitutto grazie per il complimento. Onestamente non saprei definirmi, tanto meno in 3 parole. Non amo le definizioni in assoluto, né in campo personale né professionale. Mi sentirei in gabbia, e io invece amo sentirmi libera e scardinare le gabbie. Alla fine, come vede, mi sono anche un po’ autodefinita”.

Cantautrice completa, passa dal piano forte, alla chitarra e alla batteria, questo suo essere polistrumentale l’ha aiutata nella sua carriera? “Gli strumenti mi hanno aiutato e mi aiutano nella scrittura delle canzoni. Certamente, saper stare su un palco e poter interagire con altri musicisti è una sensazione meravigliosa e nuova ogni volta, che ti dà la possibilità di imparare continuamente. Aver dedicato gli anni allo studio, specialmente della batteria è stato un bene in ogni senso. Ho avuto la possibilità di suonare moltissimo e rendere importante il mio percorso artistico di musicista. Alla lunga ciò che resta quando la tv si spegne, è il talento e la capacità di dimostrarlo”.

La cantante romana ha collaborato con tanti artisti, come: Paola Turci e Max Gazzè, che adesso stanno riscontrando un buon successo dopo anni faticosi, le abbiamo chiesto come mai il pubblico fa fatica a comprendere il suo grande talento “Non credo che il pubblico faccia ‘fatica’ a comprendere il mio talento. Lo dimostra la gente che viene ad ascoltarmi ai concerti. Il talento non è proporzionale alla quantità di apparizioni televisive o di passaggi radiofonici che si collezionano. Anche se purtroppo questo falso ideologico ha spostato l’interesse del nuovo sistema discografico, generando pigrizia e disinteresse nei confronti di tanta buona musica. Sapessi quanti artisti talentuosi conosco che lottano per farsi ascoltare. Io ho una vita artistica dignitosissima, continuo ad andare in tour nonostante non abbia un supporto discografico o mediatico. E non per questo mi sento meno talentuosa o viva di altri, anche con tutte le difficoltà del caso”.   

Oltre alle partecipazioni al Festival di Sanremo, una vasta esperienza e soddisfazioni nel campo musicale, quali aneddoti, ricorda con più piacere? “Ho tanti ricordi meravigliosi. Uno impresso nella mente, il concerto in duo che feci con Carmen Consoli in Messico. Due donne sul palco, alla chitarra e alla batteria che hanno incantato un’arena di migliaia di persone. La rivoluzione al femminile!”. Oltretutto Marina Rei ha una canzone, che, oltre ad esserci più legata è stata anche parte se non artefice della sua svolta professionaleForse ‘Al di là di questi anni’ per il ricordo di quella esperienza importante, era il Sanremo 1996”.

Un’artista con così tanta esperienza può mandare un messaggio ai giovani talenti che vogliono intraprendere la professione “Oddio, non so se sono in grado di dare un messaggio. Quello che posso dire in base alla mia esperienza, è di non fermarsi di fronte ai primi ostacoli o ai primi rifiuti, perché ce ne saranno tanti nella vita. L’importante è essere consapevoli del proprio valore e andare avanti nonostante tutto con coraggio e determinazione. Studiare e migliorarsi sempre, soprattutto quando ci si sente bravi”. 

Marina Rei, un’artista completa, con più di vent’anni di carriera, un traguardo molto importante, con obiettivi e progetti chiari “Ho imparato ad affrontare una cosa per volta. Nell’ultimo anno ho scritto molto, per cui prima o poi spero di riuscire a pubblicare un nuovo disco. Nel frattempo suono più che posso!”.

Abbiamo finito parlando anche della sua prossima tournée unplugged, che la vedrà girare gran parte dell’Italia:” Mi esibirò in duo con il violoncellista Mattia Boschi e sarà un vero e proprio esperimento. Lascerò i miei strumenti sul palco come a voler ricreare il mio mondo. Come la batteria, che è certamente lo strumento con cui mi sento a mio agio. Ci saranno quindi momenti musicali in cui le canzoni verranno scardinate dalla loro forma originale per essere trasportate in una nuova dimensione sonora per solo batteria e violoncello. Altri, in cui, tenterò di vincere la timidezza accompagnandomi con la chitarra e il piano”.

Di seguito riportiamo l’ultimo singolo “Portami a ballare“:

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