John Wick – Capitolo 2, la recensione (senza spoiler)

John Wick – Capitolo 2 di Chad Stahelski con Keanu Reeves, Bridget Moynahan, Common, Ian McShane, John Leguizamo, Lance Reddick, Laurence Fishburne, Peter Stormare, Riccardo ScamarcioRuby Rose distribuito da  Eagle Pictures in collaborazione con Leone Film Group uscirà nelle sale italiane il 16 marzo 2017. Ecco la nostra recensione.

Ci mancherà John Wick, nonostante questo sequel si chiuda con la promessa di un nuovo ‘pegno’ e la delusione per una conclusione prevedibile. In fondo, già ci manca, considerata la sorpresa piacevole che fu la sua prima apparizione sul grande schermo. Certo, anche quella non certo esente da difetti, che ritroviamo – con incrollabile coerenza – più o meno simili in questa nuova avventura. Sin dalle prime scene del John Wick 2 del solito Chad Stahelski, in un prologo che in qualche modo chiude la faida lasciata aperta e la collega all’apparizione che in questo caso funge da ‘innesco’

Come noto, quella del nostro Riccardo Scamarcio, nei panni dell’infido camorrista che riporta il nostro eroe-sicario all’inferno. Non l’unica presenza ‘nazionale’ – ci sono anche Claudia Gerini, Franco Nero e tanta Roma – nel film, che nel nostro Paese affonda a piene mani per costruire la lunga risalita, proprio dall’Inferno suddetto. Qui rappresentato nei cunicoli e tra le rovine delle splendide Terme di Caracalla, a dare un tocco di fascino e mistero al nuovo massacro (siamo a 128 morti, contro i 77 del primo capitolo).

Che purtroppo sconta un incipit troppo lento e prolisso, delle caratterizzazioni piuttosto bidimensionali (con l’eccezione di un ottimo Ian McShane e in seconda battuta il revival di un Laurence Fishburne gigione o il quasi cameo di John Leguizamo) e una forma meno smagliante dello stesso protagonista, che costringe alcuni stunt a delle poco credibili ‘leggerezze’ affinché lo sviluppo possa procedere.

Verso un inevitabile redde rationem finale, in una New York completamente controllata dalla Gran Tavola criminale e dalla rete che ha nel Continental il suo quartier generale. Un inquietante ‘porto franco’ nel quale assassini e prede possono condividere un drink e che è forse la trovata migliore della storia, più affascinante persino del gran finale nel labirinto di specchi. Ora vedremo se l’abilità dell’Uomo Nero che ha ridato vigore alla carriera di Keanu Reeves potrà qualcosa contro il potere del suo amico Gran Burattinaio o contro il naturale inaridirsi della fantasia degli autori di questo tipo di saghe, gli unici ad avere la possibilità di riuscire nella impossibile missione di eliminare John Wick.

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