Mafia contro Stato: una storia di stragi e vittime innocenti

falcone borsellino.jpg

Una lotta di tutti, una politica impermeabile a infiltrazioni e  l’azzeramento della corruzione: queste i punti principali su cui si è soffermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni che hanno anticipato la XXII edizione nazionale della ‘Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia‘, in programma il 21 marzo. Chi meglio del nostro Capo dello Stato sa cosa vuol dire la parola ‘mafia’, lui che nel 1980 ha perso suo fratello per mano di ‘Cosa Nostra’, l’organizzazione mafiosa più importante del nostro tempo. Piersanti Mattarella è solo uno dei tanti nomi nell’elenco delle vittime della mafia, che tra gli anni 80 e 90′ ha fatto strage di donne, bambini, personaggi illustri appartenenti al mondo giudiziario, religioso, che hanno cercato di fermare con tutte le armi a loro disposizione ‘Cosa Nostra’. Un’organizzazione talmente potente da sfidare, ad un certo punto della sua storia, lo Stato italiano grazie all’assassinio di ‘nemici storici’  come i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, appartenenti al cosiddetto ‘pool antimafia’, un gruppo troppo fastidioso per poter essere lasciato libero di operare.

Da Totò Riina a Bernardo Provenzano, la mafia ha avuto i suoi boss, i suoi ‘uomini d’onore’, personaggi senza pietà ne umanità capaci di eliminare chiunque si opponeva ai loro interessi, pronti a tutto pur di raggiungere i loro obiettivi di denaro, potere, impunità. Le vittime di ‘Cosa Nostra’ non sono stati solo il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Don Pino Puglisi, i già citati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma anche tutte le persone a cui la mafia ha tolto la speranza e la dignità, privandole con gli anni della sicurezza, degli affetti più cari, della voglia di vivere, di un futuro… “Che il ricordo dei familiari, martiri della mafia, rappresenti la base su cui costruire,  giorno dopo giorno, una società più giusta, più solidale, più integra, più pacifica“, le parole di Sergio Mattarella suonano quasi come una sirena per questa bella terra chiamata Sicilia, che per troppo tempo ha permesso  alla violenza e alla morte di oscurare quella sete di giustizia. In passato, a causa della corruzione e di una debolezza generale dei poteri forti, tutto ciò è avvenuto. Forse è arrivato il momento di cambiare finalmente rotta…

Rispondi