La Recensione de Il Permesso – 48 ore fuori

La recensione de Il Permesso – 48 ore fuori, un film di Claudio Amendola e soggetto di Giancarlo De Cataldo con la sceneggiatura dello stesso De Cataldo, Roberto Jannone e Claudio Amendola, il cast è composto da Luca Argentero, Claudio Amendola, Giacomo Ferrara e Valentina Bellè. Distribuito dalla EAGLE PICTURES e prodotto da Claudio Bonivento, Federico Carniel e Claudia Bonivento. Musiche di Paolo Vivaldi e suono di Stefano Campus. Durata 91 minuti al cinema dal 30 marzo 2017.

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Esordire alla regia Amendola l’aveva già fatto con “La mossa del Pinguino”, ma Il Permesso – 48 ore fuori è “stata la scelta giusta”, almeno in questa maniera ha esternato il suo ottimismo in conferenza stampa. Film affascinante, crudo e pieno di intensità, Claudio Amendola fa bene ad essere entusiasta, ha azzeccato tutti e 3 gli attori, 4 con lui. Un Luca Argentero eccezionale in film in cui è riuscito a esprimere tutto quello che doveva diree senza quasi mai professare parola e i due giovani Giacomo Ferrara e Valentina Bellè concludono un cast fresco e genuino, dimostrando che l’Italia ha giovani attori di gran talento, il futuro è nelle loro mani.

Adesso parliamo della storia, Luigi (Claudio Amendola), Donato (Luca Argentero), Angelo (Giacomo Ferrara) e Rossana (Valeria Bellè) sono 4 carcerati a cui è stato dato un permesso di 48 ore fuori dal carcere. Cosa fareste se foste in galera e avreste 48 ore di permesso? è questa la prima domanda che si pongono i 4, anche se il comune denominatore è l’amore: per una donna, per gli amici, per un figlio, per la vita… La bellezza della trama sta nel non raccontare per gran parte del film il passato di ognuno dei personaggi, in modo da non giudicarli per il passato. Il passato però, come diceva Emily Dickinson: “non è un pacchetto che si può mettere da parte”, una volta usciti faranno inesorabilmente i conti con il mondo che è mutato durante la loro prigionia.

La struttura della sceneggiatura a incastro ha contribuito a rendere affascinante il film, tiene alta la tensione e riesce ad attrarre lo spettatore. Il Direttore della Fotografia Maurizio Calvesi è stato bravissimo ad illuminare la scena, con sfumature crude e diverse per ogni personaggio, passando dalla malinconia al violento. Infine le musiche perfette per il film, ottima la scelta di Iron di Woodkid.

Consigliamo di vedere Il Permesso – 48 ore fuori, perché è una pellicola ben costruita, intensa e con un gran cast e una regia perfetta. La bella stagione italiana iniziata da Jeeg Robot di Mainetti, proseguita con Veloce come il Vento di Matteo Rovere o Indivisibili di Edoardo De Angelis ha fatto scuola, speriamo di continuare così.

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