L’intervista a Mirkoeilcane: “Stiamo tutti bene”

 

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È tra i 16 finalisti delle Nuove Proposte della 68° edizione del Festival di Sanremo e presente alla serata di “Sarà Sanremo”, con il brano “Stiamo tutti bene”. Lui è Mirkoeilcane, nome d’arte di Mirko Mancini, e pochi giorni fa si è raccontato a noi di MZKnews.

Partiamo con una domanda semplice, ma complicata allo stesso tempo: chi è Mirkoeilcane?

Mi chiamo Mirko Mancini, ho 31 anni e sono nato e cresciuto a Roma. Sono un tipo piuttosto polemico e puntiglioso: se una cosa non mi va bene ci tengo a farlo presente. La motivazione del nomignolo Mirkoeilcane, ha tutta una storia dietro che mi piace tenere per me, forse in maniera un po’ egoistica. Comunque diciamo che è una sorta di difesa, una maschera, che indosso per fare musica.

Hai vinto già diversi premi, di cui 2 veramente importanti come il premio Bindi e il Musicultura 2017. Come sono state queste esperienze?

Sono state belle esperienze. Non vorrei dirti una bugia, ma è stata una soddisfazione incredibile. Io parto con l’atteggiamento del “lo faccio e vediamo che succede”; poi vinci un premio, ne vinci un altro ed è sempre più incredibile. Un incoraggiamento per la fatica e l’impegno che uno ci mette. Questi riconoscimenti sono una spinta per andare avanti per dire: c’è qualcuno che mi ascolta.

Nelle tue canzoni tratti spesso le tematiche sociali, come mai questa scelta?

Io mi rammarico tante volte: facendo una passeggiata, girando da una parte all’altra oppure nel vedere tutta questa superficialità, che non capisco. Nei miei testi non mi lancio a parlare di chissà che cosa, ma tratto di cose quotidiane, che mi piace analizzare e criticare per cercare una soluzione, anche se già il fatto di parlarne è importante. Già così c’è la volontà di cambiare le cose.

Il 15 dicembre parteciperai alla serata di “Sarà Sanremo” per decretare i finalisti che saliranno sul palco dell’Ariston di Sanremo per la sezione nuove proposte e porterai un brano scritto interamente da te, ce lo vuoi raccontare?

Il brano si chiama “Stiamo tutti bene” e, ti dico la verità, è un pezzo che nasce per caso. Stavo passando la serata in un locale qua a Roma, che mi piace tanto frequentare, quando ci vedo lavorare un ragazzo straniero molto giovane. Non so come, ma siamo arrivati a parlare di come era arrivato a Roma, una storia di un’atrocità che uno può solo immaginare, ma che lui comunque raccontava con il sorriso. Durante la conversazione, poi, mi ha detto che le prime parole che ha imparato in italiano sono state “stiamo tutti bene”. Ecco, partendo da quella storia, e romanzandola un po’, ho scritto la canzone di cui stiamo parlando. Ho pensato subito a quale fosse la maniera migliore per farla arrivare al pubblico, così ho deciso di raccontare questa storia dal punto di vista di un bambino, che lì per lì crede di partire per una vacanza per la prima volta e man mano si rende conto di non andare in vacanza.

Non ti chiedo un pronostico per la serata di “Sarà Sanremo”, ma quali sono i tuoi progetti futuri?

Sanremo è un momento e, comunque dovesse andare la selezione, presto uscirà il mio nuovo album di cui sono molto orgoglioso. All’interno sono presenti canzoni che mi piacciono molto e in cui credo sinceramente. Non vedo l’ora che qualcuno mi dica cosa ne pensi del disco e mi dia un riscontro. Di sicuro per il futuro, quindi, c’è un album,  poi ci saranno un sacco di date e tante altre cose che entreranno in gioco più avanti.

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