DIRE STRAITS LEGACY

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di Francesco Nuccitelli

Una storia infinita… ma in continua evoluzione

Alan Clark (tastiere), Phil Palmer (chitarre), Danny Cummings (percussioni), Trevor Horn (basso), Steve Ferrone (batteria), Marco Caviglia (voce e chitarra), Primiano DiBiase (tastiere). Questi sono i membri dei Dire Straits Legacy, una band che ripropone i grandi successi dei DS, ma che è alla costante ricerca di una propria identità musicale, con nuovo album e un tour internazionale ormai prossimo. Nonostante i grandi impegni, siamo riusciti a raggiungere Alan Clark, per parlare dell’universo DSL.

Come è nata l’idea di creare i DSL – Dire Straits Legacy?

Marco è un grande fan dei Dire Straits. Invitò me e John Illsley a suonare nella sua band, più tardi invitò gli altri membri e la band diventò the DSLegacy.

Cosa hanno significato i Dire Straits nella cultura moderna e che responsabilità è riportarli in vita, senza un personaggio come Mark Knopfler?

Mark era un membro importante per i Dire Straits e non è facile sostituirlo. Marco, fa un bel lavoro e la band è fantastica. Noi, lo facciamo per il gusto di farlo (non è certo per i soldi!).

Perché la scelta di aggiungere LEGACY al nome?

Perché noi non siamo i Dire Straits

Presto partirà il vostro tour mondiale, ma cosa ci potete anticipare?

Citando quell simpaticone di Donald Trump: “It’s gonna be great!” (“Sarà fantastico!”)
Cosa ci potete raccontare invece del vostro progetto discografico?

Abbiamo una grande band e abbiamo tante belle canzoni. Così, la cosa più logica da fare era quella di fare un disco. Sono molto felice per questo.

Quanto c’è dei Dire Straits in voi e in questo album?

Non volevo che questo album avesse il sound dei Dire Straits. Se invece sarà così, questo è perché hpo suonato nei Dire Straits.

Siete tutti grandi strumentisti e ognuno con una propria particolarità, ma cosa ne pensate di queste figure del “one man”, dove grazie alla tecnologia gli artisti possono esibirsi utilizzando più strumenti contemporaneamente, con loopstation e sistemi che permettono di sviluppare un live composto unicamente da un solo artista?

Non ci sono regole per fare musica; l’unica regola che vale la pena seguire è “assicurati che sia buona”. Sia la buona che la cattiva musica, derivano dalla tecnologia utilizzata, come nel caso di ogni altro modo di fare musica.

Qualche aneddoto o ricordo legato ai Dire Straits?

Ho centinaia, migliaia, milioni, di ricordi; anche perché sono stato nella band per 12 anni e troppe sono le cose da ricordare! Non saprei scegliere.

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