Manuel Aspidi: “Let out this light? Mi sono sentito onorato, ma con una responsabilità non indifferente”

 Di Francesco Nuccitelli

MANUEL_ASPIDI_VIDEO_2

Un progetto dal sapore internazionale e che arriva dopo anni di gavetta conditi da diverse partecipazioni televisive attraverso due talent (Amici e The Voice). Manuel Aspidi, nella sua grande umiltà è pronto per il salto di qualità e il suo “Libero (I’m free)” è la dimostrazione di una crescita costante, di una consapevolezza sempre maggiore e con uno sguardo all’estero. Lo abbiamo raggiunto per una piacevole chiacchierata, tra i grandi risultati in termini di views, la collaborazione con i Dire Straits e il tour che partirà a gennaio:

“Let out this light” è il tuo ultimo singolo internazionale. Cosa ci puoi raccontare di questo brano?

Questo brano è stato scritto da Julian Hilton, uno degli autori di Robbie Williams e collaboratore di Trevor Horn. Con Hilton ci siamo conosciuti a Roma, durante una cena dove ero con la mia produzione e dove era presente anche lui. Nel corso della serata ci siamo messi a parlare di musica e del mio percorso artistico, così ho chiesto ad Hilton se, una volta rientrato a Londra mi avrebbe potuto inviare qualcosa da ascoltare. Qualche giorno dopo mi sono arrivati i brani “Un angelo per me”, che ho subito inserito all’interno del disco e poi “Let out this light”. Quest’ultimo è un brano che per anni è rimasto nel cassetto e Julian ha voluto che lo interpretassi per questo progetto. Lì mi sono sentito onorato, ma con una responsabilità non indifferente. Siamo tutti felicissimi per il risultato finale, che fortunatamente sta avendo molto successo anche all’estero.

Invece, del progetto intero che prende il titolo di “Libero (I’m free)” e che vede grandi collaborazioni al suo interno cosa ci puoi dire?

Il disco è stato prodotto dai “Dire Straits” Phil e Alan (Phil Palmer e Alan Clark ndr) che si sono messi al lavoro con tanto amore e rispetto nei miei confronti. Veramente una cosa incredibile. Un lavoro enorme per far sì che il progetto girasse nel modo migliore possibile. L’album è stato scritto praticamente da loro tre (Palmer, Clark e Hilton ndr) e anche da Numa Palmer, la mia direttrice artistica che ha coordinato e realizzato tutto. Anche perché i brani ci arrivavano in lingua e noi non dovevamo solo tradurli, ma in alcuni casi riscriverli del tutto e adattarli alle tematiche scelte. Come è successo per “Un angelo per me” che ho dedicato a mia nonna o proprio del brano “Libero (I’m free)” che apre questo progetto.

Più di due milione di visualizzazioni su Youtube, ottimi risultati anche in streaming su spotify e nelle classifiche americane. Ti aspettavi un risultato del genere?

A distanza di diversi anni (dall’edizione di Amici del 2006) vedere un riscontro così grande, positivo e immenso, mi ha un po’ scombussolato. Questo grande successo all’estero mi ha meravigliato, comunque in Italia ho la mia fan base che mi sostiene da molto tempo. Però devo ammetterlo, il successo all’estero mi ha lasciato interdetto. Mi sento un pesce fuor d’acqua.

Amici del 2006, The Voice del 2016, quanto sono state importanti questi talent per diventare il Manuel Aspidi di oggi?

Amici 2006 è stato il mio trampolino di lancio, quello che mi ha permesso di muovere i veri passi nel mondo della musica e farmi conoscere al grande pubblico. Poi il programma è un’arma da guerra. Ogni cosa che tocca Maria (De Filippi ndr) fa successo. Quell’anno ricordo che fu un successo enorme, il più seguito e andò benissimo. La visibilità è stata tanta e a livello di esposizione siamo stati veramente fortunati. Poi dopo amici c’è stato tutto un percorso che avviene grazie all’esperienza televisiva. Naturalmente arriva poi un momento della tua vita dove devi anche capire cosa fare. Io come ogni artista sono un po’ folle e mi sono detto: “perché non riprovare l’onda d’urto del talent?” Così ho deciso di partecipare a The Voice Of Italy 2016. Quella è stata un’esperienza totalmente diversa da Amici, però è comunque un talent che ti scombussola e ti reindirizza verso un percorso preciso.

Per il tuo timbro vocale e per la tua personalità preferisci cantare in italiano o in inglese?

Io amo cantare in italiano perché sono molto patriottico, amo l’Italia e amo il mio paese, nonostante ci siano delle cose che non condivido per alcuni meccanismi. Però quello che sento più vicino a me è cantare in inglese. Da piccolo ascoltavo Stevie Wonder e cantavo le sue canzoni. Sono cresciuto con la black music. Inoltre, ringrazio tantissimo la mia produzione, perché mi ha lasciato una grande libertà di espressione.

A cosa ti riferisci quando dici che ci sono dei meccanismi che non condividi?

In Italia purtroppo va avanti chi ha più santi. In America le cose funzionano se c’è meritocrazia. Qua anche solo per essere ascoltato devi pregare ogni santo possibile. Laggiù ad esempio hanno parlato di me e della mia voce, non di chi ho dietro. Hanno parlato di chi sono io come artista, di chi sono come cantante, del mio background, della canzone e della mia voce. Qua per andare avanti devi avere qualcuno alle spalle (come ad esempio i “Dire Straits” ndr) da poter far parlare e a quel punto vieni ascoltato. Là invece non funziona così, c’è meritocrazia e se hai talento vai avanti.

Com’è essere libero per Manuel Aspidi?

Sicuramente cantare! In assoluto è la prima cosa, io quando canto sono la persona più felice del mondo. Quando canto mi sento completo a 360 gradi. Uno potrebbe dire che sono frasi fatte ma non è così. Io canto da quando sono piccolo, ho iniziato a capire che amavo cantare all’età di 6 anni con le canzoni della Disney. Quando canto mi sento libero da ogni problema, pregiudizio mentale, vincolo o barriera. Mi sento me stesso. Mi sento libero da quelle esperienze che non sono state molto positive, ma che adesso fanno parte del mio passato. Ora sto con la testa verso il futuro.

MANUEL ASPIDI

A gennaio partirà il tuo prossimo tour e vedrà in Livorno la città di partenza. Cosa ci puoi anticipare di questo tour?

Partirà il 31 gennaio al teatro Goldoni di Livorno. Sarà uno spettacolo dove io canterò tutti i pezzi del mio disco e ripercorrerò anche il mio passato. Canterò anche i brani che hanno fatto la mia storia artistica. Ci saranno molte sorprese che adesso non posso però dire. Non vedo l’ora che sia il 31 gennaio per poter cantare nella mia città natale.

Inoltre, questo tour avrà anche uno scopo benefico. Una raccolta fondi per una giusta causa, di cosa si tratta?

Sì, c’è uno scopo benefico in questo tour, poiché in ogni data farò una raccolta fondi per Jo, una bambina livornese che deve essere operata al pala-institute in Florida, per tornare a camminare. Visto che per queste strutture ci sono dei costi non indifferenti ho pensato che attraverso il mio tour potevo fare qualcosa per aiutarla.

Grandi I numeri in costante aggiornamento per Manuel Aspidi: Global Top 200 Airplay Chart nella DRT, posizione 47 della Top 50 Adult Contemporary Airplay Chart e alla posizione 29 della DRT Global Top 150 Indipendent Airplay Chart. Il video conta oltre 2 MILIONI di visualizzazioni youtube ed è in rotazione su MTV USA e in 750 emittenti mondiali e di recente anche su Music Choise.

SERENA BRANCALE

Serena Brancale 01

Una vita d’artista per raccogliere le esperienze vissute

di Francesco Nuccitelli

Serena Brancale è un’artista a 360° dotata di grande ironia e grande talento. Giovane, eppure già con diverse collaborazioni importanti alle spalle come quelle con il Volo e Mario Biondi. “Vita d’artista” è il suo ultimo progetto all’attivo, ma già molto bolle in pentola.

Ciao Serena, “Vita d’artista” è il tuo ultimo impegno discografico. Cosa ci puoi raccontare di questo progetto?
“Vita d’artista” nasce in realtà tre anni fa. Anche perché ci sono delle canzoni che ho scritto prima di pensare all’album. Nasce dall’esigenza di cogliere le esperienze di vita che ho vissuto. Un progetto diverso dal mio penultimo lavoro “Galleggiare”. Insomma, una vera scommessa.

Vedendo i tuoi social ami molto giocare con i tuoi followers e raccontare i tuoi vari backstage. Quanto pensi siano utili i social per un cantante?
Io trovo fondamentale l’uso dei social. Nei primi anni mi sono divertita a far emergere la mia parte più ironica. Ora li sto utilizzando in maniera più seria. La gente vuole vedere anche il dietro le quinte, è curiosa del comportamento di un artista nel backstage. L’importante è essere sempre naturali, questo è davvero importante.

L’illusione del controllo in ambito musicale può essere un problema per un cantante?
Bisogna essere sicuri di quello che si sta proponendo. Perché poi devi essere anche capace di non offenderti e non indurirti quando le cose non vanno bene. È una domanda molto delicata. Ci sono nei momenti in cui l’artista non riesce a dare 100, ma è normale che arrivi anche questo momento. È una sorta di altalena.

Cosa ne pensi degli artisti che si sono reinventati seguendo la moda o il genere musicale del momento?
Anche questa è una domanda delicata. Io certo seguo la moda, però poi, quando mi metto al pianoforte canto quello che mi viene meglio da raccontare. Io “amo l’amore”, amo il gusto, amo la musica in tutte le sue forme. Non mi creo problemi, penso alla cosa migliore che posso fare e la faccio al 100%.

In conclusione, nel nuovo festival di Sanremo ci sarà il ritorno della categoria nuove proposte. Cosa ne pensi di questa scelta visto che ci sei passata?
Nel mio caso sono stata fortunata perché ho cantato anche se non ho vinto. Però, se devo essere onesta preferivo la formula che ha visto vincere Mahmood. Perché spesso ci troviamo dei cantanti che arrivano e non si sa bene perché stiano lì. Anche se quello che dico è un po’ il contrario di quello che è accaduto a me.

Oscar: “Quando il sentimento è estremo diventa travolgente”

di Francesco Nuccitelli

Oscar_foto di Andrea Gallina bDopo una carriera dedicata interamente alla band mod più famosa d’Italia, ovvero gli Statuto… Oscar si è preso una piccola pausa dal gruppo per dedicarsi ad un lavoro in solitaria. “Sentimenti travolgenti” è infatti il titolo del suo primo album da solista. Un album che vede 8 brani tra inediti e brani già presenti nella discografia della band torinese. Eleganza e raffinatezza sono l’obiettivo di questo progetto cantautorale. Noi di Musica Zero Km lo abbiamo raggiunto per una chiacchierata telefonica:

Come nasce l’esigenza di fare un album da solista, dopo più di trent’anni di carriera vissuti con gli Statuto?

Perché con il tempo ho maturato una capacità e un’attenzione particolare nel voler comporre delle canzoni emozionali. Per rendere il tutto efficace, sentivo la necessità di farlo da solo, in modo cantautorale, utilizzando quindi liriche e sonorità diverse dal solito.  Nell’ultimo anno/anno e mezzo, mi sono accorto che c’erano degli aspetti artistici ai quali non avevo mai dato il giusto peso. Così ho ritenuto che in questo momento era giusto far emergere, ma anche riemergere, canzoni che prima forse non erano state capite.

Come mai questo titolo “Sentimenti travolgenti”?

Perché in tutte le canzoni sono narrate storie legate alle questioni sentimentali – non solo d’amore – vissute in maniera estrema e con vera passione. Quando il sentimento è estremo diventa travolgente e quindi non più razionale.

Nella tracklist c’è una canzone particolare, “Lei Canterà” dedicata a Mia Martini. Come è nato questo brano?

OSCAR 4_foto di Andrea Gallina_b (1)Rimanendo sul tema dei sentimenti, il brano rappresenta il mio senso di vergogna per quella che poi è stato l’epilogo della storia di Mia Martini. Questa canzone è la fotografia di un incontro speciale, di quando a Sanremo nel 1992 la conoscemmo (con gli Statuto, n.d.r.). All’epoca era consuetudine da parte dei discografici portare noi giovani delle nuove proposte a conoscere i vari big in gara. Abbiamo fatto il giro di tutti i camerini fino ad arrivare da Mimì. Il camerino era chiuso, ma dopo aver bussato riuscimmo ad incontrarla e a parlare un po’ con lei. Mi fece una bellissima impressione, anche se non riuscivo a capire perché fosse chiuso il suo camerino. Solo in seguito ci raccontarono che era per colpa delle maldicenze nei suoi confronti. Poi nel maggio del 2018, mentre mi trovavo a Sanremo, mi sono accorto che stavano girando la fiction su Mia Martini (poi andata in onda su Rai 1 con Serena Rossi protagonista, n.d.r.). Vedendo quelle riprese, è tornato alla mente quell’incontro. Così visto che stavo completando l’album mi è sembrato giusto ricordarla con una canzone.

Perché la scelta del vinile?

Perché ho voluto mettere l’eleganza al centro di tutto questo progetto. L’eleganza nel comporre la canzone, l’eleganza nel fare i testi, l’eleganza nel supporto e anche l’eleganza nella parte estetica. Il vinile sta riprendendo mercato ed è una bella cosa e ci tenevo a mettere in questo contesto il mio disco.

Qual è stato il criterio per la scelta dei brani?

Avevo già in mente quale tipo di canzoni mettere, realizzare e come trattarle musicalmente. I brani inediti sono 5 e sono quelli che ho composto nell’ultimo anno dove ho scritto musica e testo… mentre le altre 3 canzoni sono state scelte dal repertorio degli Statuto.

C’è una canzone che più di tutte rappresenta questo progetto?

È difficile la scelta, ma forse “Rimani”… un brano sentimentale, ma non banale, con una forte impronta classica. In generale, comunque, vorrei che tutte queste canzoni suonassero fuori dal tempo e fossero ascoltabili ancora tra venti o trenta anni. Questo è il mio obiettivo primario.

Ecco la tracklist di Sentimenti Travolgenti”:

Lato A “Rimani”“Provaci Con Me”“Sentimenti Travolgenti”“Avversaria E Bella”;

Lato B Lei Canterà”“Ti Amo”, “Invisibile”, “Neanche Lei”.

FEDERICO BARONI – NON PENSARCI

FEDERICO BARONI_cover_NON PENSARCI (2).JPG

Nome: Federico Baroni

Titolo: Non Pensarci

Genere: Pop/Funk

“Non pensarci” è il primo album del cantautore e busker romagnolo Federico Baroni. Questo è un disco che contiene 9 brani e che ripercorrono la vita del giovane artista, il tutto racchiuso in un progetto personale e che vede Baroni raccontarci tutti i punti di vista della sua giovane carriera. Il tema predominante dell’album è l’amore. Il sentimento inteso in tutte le sue forme e in tutte le sue sfaccettature. Funk, pop e R’n’B, sono solo alcuni dei generi presenti e che mettono in mostra tutto il talento del giovane busker. Un vero inno alla positività.

Di Francesco Nuccitelli

 

Ascolta su Spotify: https://artistfirst.lnk.to/NonPensarci

NON PENSARCI, il primo album di Federico Baroni, ora in preorder: https://musicfirst.it/693-federico-ba…

https://www.instagram.com/federicobar…

La Rappresentate di Lista al Primo Maggio di Roma

Di Francesco Nuccitelli

Tra i protagonisti del pomeriggio del Primo Maggio a Roma troviamo La Rappresentante di Lista, band che si è esibita – per la gioia dei fan – sopra lo storico palco di Piazza San Giovanni con due brani: “Questo corpo” e “Maledetta tenerezza”. Durante il concertone, noi di MZKnews, lì abbiamo raggiunti nel backstage per una veloce chiacchierata:

la rappresentante di lista.JPG

Vi siete esibiti sul palco del primo maggio, tra la pioggia e il pubblico festante. Ma qual è stato il tocco queer che avete portato su questo palco?

Sicuramente il mio rossetto… questo mi sembra abbastanza queer. Ma aldilà di questo, se intendiamo queer come fuori da ogni schema o fuori da ogni genere e categorizzazione, potremmo dire che ciò lo già è la nostra musica.

Per quello che facciamo, grazie ad un lessico nuovo e all’utilizzo di codici diversi, ma anche per il fatto di non metterci dentro delle gabbie di generi musicali… né pop e né rock. Ecco, in questo senso noi portiamo questo tipo di esibizione.

Per voi cos’è oggi il primo maggio?

Ora sarà un modo per ricordare questa esperienza, questa possibilità di trovare un bellissimo pubblico, ma anche di trovare e ri-trovare dei fantastici colleghi e compagni di lavoro con cui ragionare anche sui temi delicati, come appunto il tema del lavoro. Anche perché questo è sicuramente l’argomento più importante di questa giornata.

Sì, questi sono quei momenti dove c’è la necessità di riaccendere il fuoco del dibattito, sui temi caldi e si spera che vengano protratti oltre la giornata del primo maggio.

Cosa potete dirci del lavoro del musicista, che ancora oggi, in Italia non è considerato tale…

Che effettivamente il lavoro del musicista diventa lavoro e diventa professione solo in un secondo momento, anche per noi è stato così. Basta pensare a tutte le giovani band, i giovani cantautori che si approcciano al mondo del lavoro come musicisti, spesso devono fare tantissima gavetta prima di considerarlo un vero lavoro.

È un investimento continuo nei primi tempi e si fa veramente fatica a far valere i propri diritti sul lavoro. Però, dal momento in cui ci si inserisce in un team di persone che ti stanno accanto e che riescono anche a tutelarti, cambiano molti aspetti. Anche la nostra serenità è cambiata in questo mestiere. Noi oggi lo sentiamo più libero, ma per gli artisti in generale è un mondo impossibile.

Federico Baroni: Non pensarci? È un disco molto vero e molto personale

 

Di Francesco Nuccitelli

FEDERICO BARONI_cover_NON PENSARCI“Non pensarci” (Artist First) è il primo album del cantautore e busker romagnolo Federico Baroni. Il disco, che al suo interno presenta 9 brani è il riassunto della sua vita. Un progetto personale che vede Baroni raccontarsi e raccontarci tutte le sfaccettature della sua giovane vita. In attesa del suo street tour e dei vari impegni estivi, noi di MZKnews – Musica ZeroKm lo abbiamo raggiunto per una bella chiacchierata:

Ciao Federico, grazie per questa intervista. “Non pensarci” è il titolo del tuo progetto, ma cosa ci puoi raccontare di questo tuo album d’esordio?

Sì, questo è il mio primissimo disco e farlo è stata un’emozione pazzesca. Sicuramente verranno altri dischi e altre canzoni, ma è il primo progetto e non me lo dimenticherò mai. È un disco che al suo interno contiene 9 pezzi che ho scritto in questi 5/6 anni, il tema predominante è l’amore in tutte le sue declinazioni e in tutte le sue sfaccettature (come l’amore per un’altra persona, per il viaggio, per la famiglia ecc.), è un disco molto vero e molto personale. Il mio obiettivo è quello di far arrivare a tutti le emozioni di questo disco.

Quanto è personale per te questo album?

Sono tutti brani autobiografici. Tutte esperienze che ho vissuto in prima persona. Anche il titolo “Non pensarci” è legato ad una storia importante e così anche le altre canzoni. Come ad esempio “Spiegami”, “Profumo” o anche “Mamma tutto ok” in particolare questa, è una canzone che ho scritto nel periodo di transito tra lo studio e la musica, una canzone che può sembrare leggera, ma che invece nasconde un aspetto nostalgico per me importante. Poi c’è il brano “Londra” che racconta la tematica del viaggio e che può dare l’impressione di una canzone d’amore, poiché ho descritto Londra come una donna che cambia e non sa mai cosa vuole, poiché Londra è una città imprevedibile. C’è una canzone all’interno del disco che si chiama “Diverso”, in questo brano ho affrontato una tematica importante come quella dell’omosessualità e anche lì la storia è molto personale perché ho raccontato lo sfogo di un amico che si è confidato con me. L’album è molto personale, perché queste 9 canzoni scelte erano tutte collegate tra loro per il percorso, le tematiche, ma anche per il sound.

Se non sbaglio ti sei approcciato tardi alla musica. Quando è nato in te il bisogno di comunicare con la musica?

Sì, mi sono approcciato molto tardi alla musica, ho iniziato a suonare a vent’anni circa. Prima lavoravo nelle discoteche e quindi ero molto lontano dal mondo musicale. Quando sono arrivato a Roma per studiare non ascoltavo niente, ero proprio ignorante da quel punto di vista. Una volta però, un mio amico per gioco mi ha detto: “guarda dovresti prendere delle lezioni di canto”. Così ho iniziato a fare canto e a suonare. Ho dovuto recuperare tanto tempo e ho potuto farlo grazie al fatto di suonare per strada, dove ogni giorno avevo un palco per migliorarmi e per farmi conoscere. Ho finito gli studi e mi sono laureato sia nella triennale, in economia e management e sia nel master per diventare manager musicale. Perché mi è sempre piaciuto gestirmi tutto da solo. Oggi che sono arrivati dei numeri importanti (Per quanto riguarda le vendite e per i social ndr.) posso vivere di sola musica. Confesso che fino a qualche mese fa era molto difficile.

Come sei cambiato dai talent (“Amici” e “X-Factor”) all’album “Non pensarci”?

Sono cambiato molto perché nella mia prima partecipazione ad un talent ero molto immaturo, non avevo mai arrangiato un pezzo in studio, non avevo mai lavorato con dei professionisti e prima avevo sempre fatto tutto da solo. Queste partecipazioni mi sono state utili perché i “no” che ho ricevuto mi hanno fatto crescere e ho avuto la possibilità di arrivare ad un pubblico più vasto. Anche se certe critiche riguardavano il numero di like nei social o il mio personaggio… certo però che il talent deve essere un punto di partenza e mai un punto di arrivo. Dopo devi continuare con un bel progetto, perché se no duri poco fuori. Proprio per questo la fiducia della mia etichetta, una volta uscito dal talent è stata fondamentale per me.

Sei molto amato sui social, questa cosa la vedi come una responsabilità verso i più giovani?

È una bella responsabilità, tuttavia non è solo del cantante, dell’attore o del vip di turno, ma è di chiunque attraverso i social riesce ad ottenere dei numeri di seguaci o like importanti e quindi arrivare a tante persone. Il messaggio che cerco di mandare lo mando attraverso le canzoni, però sono consapevole che con una storia (su Facebook o Instagram ndr.), una foto o altro, posso influenzare delle persone. Da parte mia c’è la volontà di mandare messaggi positivi e di spensieratezza, un po’ come ho fatto poi con il disco. Però è ovvio che bisogna fare attenzione.

Com’è cambiata la tua vita da busker dopo le tue varie esperienze televisive?

È cambiata molto. Un conto è suonare per strada con qualcuno che si ferma perché gli piaci, un altro conto è perché ti ha visto in tv e quindi chiaramente il riscontro per strada è diverso. Però la cosa che mi ha emozionato maggiormente, è vedere che la gente che si fermava per strada prima, è la stessa che oggi mi segue e compra i dischi. Tutto ciò mi fa molto piacere. Cantare per strada abbatte il muro dei social e ti da la possibilità di instaurare un rapporto diretto con il pubblico.

FEDERICO BARONI 3_photo credit Mattia Greghi.jpg

Per presentare ufficialmente l’album ti sei affidato al brano “Disordine”. Come mai questa scelta?

È l’ultimo brano che ho scritto. Ho scelto il brano per la tematica, poiché riguarda l’ultima storia importante che ho avuto e quindi come tema lo sentivo molto personale. Ma il brano è stato scelto anche per il tipo di arrangiamento che accompagna il brano. È questo il tipo di stile che vorrei portare anche con il secondo disco. Uno stile tra funk, pop, R ‘n’ B, o anche come Charlie Puth ecc. insomma, un insieme di cose che al momento rappresentano la mia musica e che vorrei rappresentassero anche il prossimo disco.

Per quanto riguarda il tour, ci puoi già dire qualcosa?

Per l’estate o comunque a breve, avrà inizio uno street tour come quelli che ho fatto anni fa. Uno street tour per presentare in maniera anomala il disco e portarlo in maniera acustica in giro per l’Italia. Poi proveremo a portare il disco in giro per i vari festival estivi e In seguito, ci sarà un tour vero e proprio nei locali, dove suonerò live con la band e per me questa è una delle cose più importanti.

FEDERICO BARONI_photo credit Lorenzo Silvestri BENDO (2)
Questa la tracklist di “NON PENSARCI”:

  • “Non pensarci”,
  • “Spiegami”,
  • “Domenica”,
  • “Disordine”,
  • “Profumo”,
  • “Mamma è tutto ok”,
  • “Londra”,
  • “Diverso”,
  • “Tutte le cose che”.

Manca pochissimo al “The Italian Job il tour 2018”

The italian job tour Stef-Gallo-Juan

Dopo le fatiche con il VascoNonStop tour 2018, Stef Burns è subito pronto per ripartire con un nuovo tour per un’estate in musica che lo vedrà protagonista in tutta l’Italia. Infatti, il 6 luglio 2018 partirà da Milano il suo “The Italian Job Tour 2018”, dove Stef, sarà accompagnato da Claudio “Gallo” Golinelli (ormai guarito) al basso e dall’olandese Juan Van Emmerloot alla batteria, per un power trio d’eccezione.

Il trio si esibirà in diversi concerti in tutta Italia. Il tour partirà da Milano e toccherà le provincie di Asti, Bologna, Padova, Latina, Terni, Chieti e Ascoli Piceno.

“Cresciuti con Jimi Hendrix, Alice Cooper, Jeff Beck e altri mostri sacri del rock, i tre musicisti promettono di regalare ancora una volta al pubblico uno show energico e divertente, che ripercorre con il loro inconfondibile sound la storia della musica: un viaggio emozionante tra brani rock’n’roll, rockblues e qualche sorpresa”.

Questi gli appuntamenti imperdibili già confermati: 6 luglio Milano, Serraglio; 7 luglio Baldichieri (AT), Piazza Romita; 9 luglio Bologna, Bravo Caffè; 10 luglio Padova, Parco della musica; 12 luglio Latina, Polo Fieristico; 13 luglio San Venanzo (TR), Villa Faina; 14 luglio Vasto Marina (CH), Rotonda V.le Dalmazia; 15 luglio Porto d’Ascoli (AP), Florentia rock club

the italian job

Per maggiori informazioni e aggiornamenti sul tour visitare la pagina: www.facebook.com/ulivebooking

Inoltre, l’ultimo album di inediti di Stef Burns è Roots&Wings (etichetta Ultratempo),  ed è disponibile nei migliori negozi in versione digitale, CD e Vinile.

Qui sotto la sua ballad “Home Again”, l’ultimo singolo estratto dall’album: