#OutThisWeek – Le novità in sala, 24/04

Le uscite al cinema dell’ultima settimana di Aprile

Aprile sta finendo, però se ne va col botto: tornano in sala infatti gli strampalati Guardiani della Galassia nel secondo capitolo della fortunata saga Marvel, in compagnia di parecchie altre pellicole da tenere d’occhio.

Andiamole a scoprire tutte quante:

DAL 24 APRILE:

LA TENEREZZA, diretto da Gianni Amelio

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Sentimenti che si incrociano tra il sorriso e la violenza. Un padre e i suoi figli non amati, un fratello e una sorella in conflitto, una giovane coppia che sembra serena. E i bambini che vedono e non possono ribellarsi. La storia di due famiglie in una Napoli inedita, lontana dalle periferie, una città borghese dove il benessere può mutarsi in tragedia, anche se la speranza è a portata di mano.


DAL 25 APRILE:

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL.2 (Guardians of the Galaxy Vol.2), diretto da James Gunn

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Mentre sono alle prese con il mistero che avvolge le vere origini di Peter Quill, i Guardiani dovranno cercare di mantenere unita la propria squadra, alleandosi anche con vecchi nemici per far fronte a nuove minacce.


DAL 27 APRILE:

L’AMORE CRIMINALE (Unforgettable), diretto da Denise Di Novi

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Tessa è in fase di separazione dal marito, ma allo stesso tempo deve fare i conti anche con la nuova fidanzata dell’uomo che si è trasferita nella casa che un tempo condividevano. Dall’altra parte Julia, la nuova compagna dell’ex marito, è convinta di aver trovato l’uomo dei sogni e una situazione ideale dove poter mettere fine al burrascoso passato.


LASCIAMI PER SEMPRE, diretto da Simona Izzo

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Dal romanzo “Baciami per sempre. Diario di una famiglia allargata” di Simona Izzo. Un film che riflette sul concetto di famiglia, in tutte le sue accezioni.


THE CIRCLE, diretto da James Ponsoldt

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Una giovane donna viene assunta per lavorare in un monopolio di Internet chiamato il Cerchio, che collega le e-mail personali degli utenti, i social media, la banca, gli acquisti in un sistema operativo universale, che permette la creazione di un’identità online in una nuova era di civiltà e trasparenza. Ma quando i dati personali vengono raccolti, setacciati, monetizzati ed utilizzati per la sorveglianza, la privacy diventa obsoleta.


GIFTED – IL DONO DEL TALENTO (Gifted), diretto da Marc Webb

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La storia di Frank, un uomo che prova a crescere la giovane figlia della sorella, morta in un incidente. La nipotina Mary si scoprirà un geniale prodigio della matematica.


ALTIN IN CITTA’, diretto da Fabio Del Greco

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Altin è un aspirante scrittore albanese che è sbarcato in Italia a bordo di un grande traghetto negli anni ’90. Ora lavora in una macelleria ma un giorno viene selezionato ad un provino di un reality per scrittori, vedendo quindi finalmente la possibilità di avere successo con il suo libro “il viaggio di Ismail”.

Alla prossima settimana!

#OutThisWeek – Le novità in sala, 17/04

Tutte le uscite in sala della terza settimana di Aprile

Siamo già nella seconda settimana di Aprile?! No, non è possibile… Beh dai, almeno consoliamoci con le uscite al cinema della settimana, puntuali come sempre con #OutThisWeek! Consigliatissimi, questa settimana, sono Boston – Caccia all’uomo (in America il titolo era un più efficace e conciso Patriots Day), la trasposizione su schermo della bellissima graphic-novel di Daniel Clowes Wilson e anche l’interessante documentario Libere di Rossella Schillaci. E voi, invece, cosa guarderete questa settimana? Ditecelo nei commenti!

Andiamo a vedere l’elenco completo di tutte le pellicole in uscita:

DAL 18 APRILE:

ALDABRA: C’ERA UNA VOLTA UN’ISOLA (Aldabra: Once Upon an Island), diretto da Steve Lichtag

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L’isola che non c’è esiste realmente e si trova nel cuore dell’Oceano Indiano: è Aldabra, ed è l’ultimo paradiso incontaminato al mondo. Per sei volte affondato e riemerso dalle acque e destinato ad inabissarsi ancora, è uno dei più grandi atolli del nostro pianeta, abitato soltanto da rare specie animali e sul quale l’uomo non può mettere piede.


DAL 19 APRILE:

THE BYE BYE MAN, diretto da Stacy Title

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Tre studenti universitari si trasferiscono in un vecchia casa fuori dal campus, dove si ritrovano braccati da un’entità soprannaturale chiamata Il Bye Bye Man. Questo spirito può essere responsabile del possesso di varie persone facendogli intraprendere imprese omicide folli. Esiste solo un modo per evitare la sua maledizione: non pensarci e non nominarlo.


DAL 20 APRILE:

BABY BOSS (The Boss Baby), diretto da Tom McGrath

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Al piccolo Tim, un bambino di sette anni, arriva un fratelino: il bimbo è però in realtà una spia inviata dall’agenzia Baby Corp. per investigare su un complotto ordito dalla PuppyCo., che vorrebbe sostituire tutti i bambini con dei cuccioli.


BOSTON – CACCIA ALL’UOMO (Patriots Day), diretto da Peter Berg

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Prodotto dalla CBS Films e acclamato in madrepatria, Patriots Day racconta la caccia ai terroristi responsabili dell’attentato alla maratona di Boston basandosi sul resoconto di prima mano del commissario della polizia di Boston Ed Davis.


FORTUNATA, diretto da Sergio Castellitto

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La storia di una giovane donna con un matrimonio fallito alle spalle, che combatte tutti i giorni per realizzare il suo piccolo sogno di aprire un negozio di parrucchiera tutto suo.


TWO IS A FAMILY (Demain tout commence), diretto da Hugo Gélin

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Un giorno una ex fidanzata dello spensierato Samuel si ripresenta nella sua vita e gli consegna una bimba di pochi mesi che dice essere sua figlia. Dopo un po’ di perplessità decide di tenerla con sé e quando, con il passare degli anni, il loro rapporto diventa bello e importante, la vecchia fiamma si ripresenta alla sua porta.


WILSON, diretto da Craig Johnson

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Trasposizione cinematografica della bellissima graphic-novel omonima, di Daniel Clowes, la storia si incentra attorno alla vicende di Wilson (qui Woody Harrelson), un solitario, misantropo e nevrotico uomo di mezz’età,  che scopre di avere una figlia adolescente di cui non sapeva l’esistenza. Per questo chiede aiuto all’ex moglie Pippi, per poterla incontrare per la prima volta.


RICHARD THE STORK, diretto da Toby Genkel, Reza Memari

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Il passero Richard viene adottato e cresciuto da una famiglia di cicogne ma incontra i primi problemi quando, con l’avvicinarsi dell’inverno, le cicogne devono migrare in Africa e anche lui vuole andare con loro.


L’ECCEZIONE ALLA REGOLA (Rules Don’t Apply), diretto da Warren Beatty

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Nel 1958, la ventiduenne battista Marla Mabrea aspira a diventare un’attrice e decide di andare ad Hollywood. Poco prima anche Frank Forbes, ambizioso e giovane uomo d’affari e devoto metodista, si sposta a Los Angeles. La loro figura di riferimento sarà l’eclettico Howard Hughes.


LIBERE, diretto da Rossella Schillaci 

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Il film racconta una Resistenza parallela, la Resistenza delle donne, a volte non coincidente nelle diverse motivazioni e modalità d’azione con la Resistenza cui convenzionalmente ci si richiama.

Alla prossima settimana!

 

 

 

Dalì Experience

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I weekend Bolognesi sono contraddistinti dalle lunghissime file alle tante mostre e musei che la città offre ai suoi cittadini e turisti. Uno di questi, è la Dalì Experience a Bologna che si propone come un’esperienza museale unica nel suo genere nel contesto Bolognese. 200 opere appartenenti alla Collezione di Beniamino Levi saranno infatti esposte e inserite in un contesto multimediale ed interattivo a Palazzo Belloni fino al 7 Maggio. Particolarmente significativo il contributo di Loop srl, una realtà imprenditoriale creativa bolognese che costruisce interazione tra arte ed utenti attraverso alla tecnologia. Un percorso museale che si allontana dal tradizionale ed “ingessato” museo e che cerca di far esplorare la dimensione psicologica e filosofica dell’artista. L’esposizione è stata organizzata da con-fine Art con il patrocinio del Comune di Bologna e supportata da alcune realtà giornalistiche quali QN Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Sarà forse questa ampia partecipazione dei giornali o l’autovalutazione dell’esperienza come “provocante, paranoica, esagerata e ri-creativa”che ha prodotto non poche aspettative tra gli utenti. Si può dire che in generale, per coloro che non sono familiari con i format museali già presenti in altri paesi europei, questa mostra potrebbe essere vista come innovativa e all’ avanguardia. Positivo è senza dubbio il percorso animato da installazioni suggestive e che stimolano una riflessione sui temi che l’artista metteva in discussione con le sue opere. In generale, è facile ripercorrere i principali aspetti dell’arte di Dalì e con questo della sua vita grazie a una divisione concettuale delle stanze. Le installazioni multimediali potrebbero essere anche una buona scusa per distrarre i bambini e farli interessare a complessi concetti filosofici quali le illusioni percettive, il concetto di tempo, le quattro dimensioni ed ad aspetti della psiche umana. La mostra è indubbiamente “social” attraverso all’ immancabile app e all’ hashtag #daliexperience che ha collezionato quasi 4000 condivisioni su Instagram.

Apprezzatissimo sembrerebbe essere il sofà a forma delle labbra di Mae West in rosa Schiapparelli, il bagno, decisamente molto creativo e i baffetti forniti all’ ingresso con cui scattare favolosi selfie. Purtorppo però le tecnologie che erano disponibili non sono state valorizzate al massimo. Secondo quanto riportato da alcuni visitatori su TripAdvisor, i tablet contenevano descrizioni troppo lunghe e per nulla interattive. L’audiopen fornita all’ ingresso si limitava a trasmettere materiali audio quali suoni o poemi che purtroppo erano troppo lunghi o irrilevanti. Poca attenzione è stata data all’ importanza dell’arte surrealista nei diversi ambiti creativi tra cui moda, arredamento funzionale, pubblicità e cinema. Pur essendo chiaro il tentativo di sottolineare questi aspetti fondamentali ed evidenti nell’attualità, questi non sono stati resi esaustivamente visibili all’utente ad esempio attraverso proiezione di video. Indubbiamente questa esperienza costituisce un passo in avanti nel lungo viaggio che porterà verso un tipo di museo più coinvolgente, che sappia intrattenere e mantenere l’attenzione del visitatore, smettendo di radicarsi dietro ad antiche gerarchie dove la cultura appartiene solo ai più istruiti. Questo percorso è ancora lungo ma sicuramente questa mostra indica una buona direzione per una nuova esperienza di museo per tutti.

#OutThisWeek – Le novità in sala, 10/04

Tutte le uscite al cinema della seconda settimana di Aprile

Siamo già a metà Aprile e i film continuano ad arrivare, così come la nostra rubrica #OutThisWeek, puntuale come ogni settimana. In particolare, questa i fan storici della saga non potranno fare a meno che gioire nel vedere tornare in sala Vin Diesel & company nel nuovo capitolo della saga action Fast & Furious, l’ottavo per la precisione! E voi cosa andrete a vedere in sala?

Ecco tutte le uscite della settimana!

DALL’11 APRILE

OLTRE LE NUVOLE: IL LUOGO PROMESSOCI, di Makoto Shinkai

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Hiroki Fujisawa e Takuya Shirakawa sognano di costruire un velivolo capace di volare vicino alla torre di Hokkaido: le loro ambizioni vengono condivise da Sayuri Sawatari, giovane di cui Hiroki finisce con l’innamorarsi. Con il passare del tempo, i tre prendono strade diverse.


DAL 13 APRILE:

PLANETARIUM, di Rebecca Zlotowski

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Parigi. Sul finire degli anni Trenta Kate e Laura Barlow sono due spiritiste americane impegnate in una tournée mondiale. Le loro doti medianiche colpiscono l’importante produttore André Korben, che vuole compiere un’impresa senza precedenti: impressionare sulla pellicola la presenza di uno spirito.


FAST & FURIOUS 8 (The Fate of the Furious), di F. Gary Gray

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L’ottavo capitolo della saga di Fast and Furious. Dom e Letty sono in luna di miele e Brian e Mia sono partiti: la squadra sembra aver finalmente trovato la tranquillità tanto desiderata, ma ovviamente i guai sono dietro l’angolo. Questa volta si manifestano sotto le spoglie della bella e letale Cipher, una spietata terrorista, che riesce a spezzare l’equilibrio della squadra trascinando Dominic dalla sua parte: per riportarlo alla ragione, Letty, Hobbs e gli altri saranno costretti a chiedere aiuto ad una loro vecchia nemesi, Deckard Shaw.


LE COSE CHE VERRANNO (L’Avenir), di Mia Hansen-Love

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Nathalie ha cinquantacinque anni, due figli, un marito e una madre fragile: la sua vita si muove tra casa e scuola, principi filosofici e interrogativi morali. Improvvisamente, arrivano sia la confessione del consorte, che vuole lasciarla per un’altra, che la morte della madre, ricoverata a malincuore in una casa di riposo. Disorientata dal doppio abbandono e da una libertà ritrovata, Nathalie ripiega nel ‘rifugio’ di un ex allievo brillante e anarcoide.


LASCIATI ANDARE, di Francesco Amato

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Nel caso di Elia, un analista ebreo interpretato da Toni Servillo, c’è il sospetto che l’impermeabilità ai problemi degli altri con gli anni si sia trasformata in indifferenza, distacco e noia. Con un senso dell’umorismo arguto e impietoso, Elia tiene tutti a distanza di sicurezza, persino la sua ex moglie Giovanna (Carla Signoris), che vive nell’appartamento di fronte e con cui continua a condividere il bucato e qualche serata al teatro dell’Opera.


LA PRINCIPESSA E L’AQUILA (The Eagle Huntress), di Otto Bell

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La tradizione dei cacciatori con le aquile, presso le popolazioni nomadi della Mongolia, ha duemila anni di storia. Il metodo per questo tipo di caccia, a volpi, lupi e altri animali, si tramanda di padre in figlio, laddove la persona mostra una propensione spiccata per la collaborazione con l’aquila. Aishoplan è una ragazzina di tredici anni che non ha mai avuto paura di un’aquila né di arrampicarsi in altissima montagna per catturare il suo personale aquilotto, per crescerlo e addestrarlo secondo gli insegnamenti del padre.


UN ALTRO ME, di Claudio Casazza

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Nella casa di reclusione di Bollate (Milano) ha luogo il primo esperimento italiano di “trattamento intensificato” per responsabili di violenze sessuali: giorno dopo giorno i racconti, le osservazioni, le opinioni degli internati si intrecciano con le sollecitazioni e gli interrogativi posti dagli psicologi.


UN SACCHETTO DI BIGLIE, di Christia Duguay

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La vera storia di due giovani fratelli ebrei nella Francia occupata dai tedeschi che, con una dose sorprendente di malizia, coraggio e ingegno riescono a sopravvivere alle barbarie naziste e a ricongiungersi alle famiglie.


PERSONAL SHOPPER, di Olivier Assayas

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Maureen ha da poco perso il fratello Lewis per una disfunzione cardiaca congenita, da cui anche lei è affetta. Maureen è una medium e come tale cerca un contatto con l’aldilà per poter salutare definitivamente il fratello e riappacificarsi con la sua perdita. Maureen è anche una personal shopper, ovvero ha l’incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star esigente di nome Kyra.


MAL DI PIETRE (Mal de pierres), di Nicole Garcia

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Gabrielle è una donna che fa parte della borghesia agricola. Il suo destino, deciso dai genitori, è il matrimonio con José, un lavoratore stagionale che tenta in tutti i modi di renderla felice e trasformarla in una donna rispettabile di fronte alla comunità. Gabrielle però non lo ama e soffre in silenzio la sua condizione. Per tentare di curare i calcoli renali va alle terme dove incontra André Sauvage, un tenente ferito nella guerra in Indocina di cui si innamora. I due decidono di fuggire insieme.


MOGLE E MARITO, di Simone Godano

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Sofia e Andrea, sposati da dieci anni, sono in piena crisi e pensano al divorzio. A seguito di un esperimento scientifico di Andrea, però, si ritrovano improvvisamente uno dentro il corpo dell’altra. Lei nei panni di lui, geniale neurochirurgo che porta avanti una sperimentazione sul cervello umano, lui nei panni di lei, ambiziosa conduttrice televisiva in ascesa, saranno costretti a vivere l’uno l’esistenza dell’altro.


SAVVA (Hero Quest), di Max Fadeev

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La storia di un ragazzo di 10 anni che vive in un piccolo villaggio in una foresta. Una volta protetto dai regali lupi bianchi, il villaggio ora è facile preda di una banda di spietate iene. Savva riesce a fuggire nel bosco, dove viene salvato da Angee, un maestoso lupo bianco, l’unico sopravvissuto alla scomparsa di massa della sua specie. Angee confida a Savva che un potente mago racconta che vi è un guerriero in grado di liberare il suo villaggio. Sfortunatamente, però, il mago vive su una montagna completamente circondata dalle forze di Mom Jozee, la malvagia Regina Scimmia a tre teste.

Alla prossima settimana!

 

 

Francis Ford Coppola: l’arte della produzione

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Francis Ford Coppola è un registra, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.  È considerato uno dei maggiori cineasti della storia del cinema americano. Insieme a colleghi e amici quali Martin Scorsese, Brian De Palma, Steven Spielberg e George Lucas, ha contribuito in maniera determinante alla nascita della New Hollywood consacrandosi autore di grande prestigio con la regia di pellicole del calibro di: Il padrino, Apocalyse Now, La conversazone e Dracula di Bram Stoke. 

Il noto regista americano di origine italiane nasce nella città di Detroit, nel Michigan, il 7 aprile 1939. Trascorre l’infanzia a New York con il padre, compositore e musicista Carmine Coppola, primo flauto dell’Orchestra Sinfonica della NBC, e la madre, l’attrice Italia PenninoFanciullo, il giovanissimo Coppola si ammala di poliomielite e pare che sia proprio durante la malattia che, passando il tempo animando marionette, si appassiona al teatro e al cinema. Dopo il diploma in drammaturgia alla Hofstra University, si specializza in cinematografia alla University of California a Los Angeles e nel frattempo, tra il 1961 ed il 1963, lavora con Roger Corman come direttore dei dialoghi, assistente fonico, produttore e sceneggiatore.

Nel 1961 gira un breve filmino pornografico, Questa notte di sicuro, poi nel 1963 esordisce con Terrore alla tredicesima ora, ambientato in un castello irlandese e ricco di atmosfere gotiche e inquietanti. Intanto, viene assunto come sceneggiatore dalla ‘Seven Arts’ per la quale scrive le sceneggiature di Questa ragazza è di tutti e Parigi brucia?Nel 1966 investe i soldi guadagnati per la sceneggiatura di Patton, generale d’acciaio, con la quale vince un premio Oscar, per realizzare il suo secondo film, Buttati Bernardo. 

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Nel 1969, insieme a George Lucas, fonda a San Francisco la casa di produzione ‘American Zoetrope’ e nel 1971 dirige finalmente il film che gli regala il successo, Il padrino. Tratto dall’omonimo romanzo di Mario Puzo, il film riceve consensi unanimi dal pubblico e dalla critica e si aggiudica ben quattro premi Oscar, fra i quali quello per il miglior film e quello a Marlon Brando come miglior attore.

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Dopo il raffinato La conversazione (1974), che conquista la Palma d’Oro a Cannes, Coppola gira Il Padrino – Parte II(1974), vincitore di sei premi Oscar, tra cui miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura.

Poi il regista si concede una pausa di alcuni anni, nel corso dei quali si dedica soprattutto alla sua attività di produttore, e nel 1979 realizza Apocalypse Now, visionario spaccato sulla guerra del Vietnam, che gli regala ancora due Oscar e la Palma d’oro al Festival di Cannes. Dopo Un sogno lungo un giorno (1982), che spinge al fallimento la sua casa di produzione, Coppola dirige I ragazzi della 56 strada (1983) e Rusty il selvaggio (1983), che inaugurano un nuovo filone cinematografico, quello incentrato sulla violenza all’interno delle bande giovanili, e che contribuiscono a lanciare una nuova generazione di attori: Matt Dillon, Tom Cruise, Mickey Rourke, Nicholas Cage (suo nipote), Patrick Swayze, Rob Lowe ed Emilio Estevez.
Nel 1984 Coppola dirige l’ambizioso musical Cotton Club, che si rivela però un insuccesso al botteghino, poi gira Peggy Sue si è sposata (1986) e Giardini di pietra (1987). Sul set di quest’ultimo film, suo figlio Joe perde la vita tragicamente in un incidente nautico. Dopo l’insuccesso di Tucker – Un uomo e il suo sogno (1988), Coppola accetta di girare l’ultimo capitolo della saga del Padrino, ma nonostante una nomination all’Oscar, Il padrino – Parte III (1990) non si rivela all’altezza dei film precedenti.

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 Nel 1991 Coppola vince un premio Onorario alla Mostra di Berlino e, l’anno successivo, un Leone d’oro alla carriera a Venezia. Lo stesso anno conquista un nuovo grande successo grazie all’adattamento cinematografico del Dracula di Bram Stoker.

Poi dirige L’uomo della pioggia (1998), tratto dal romanzo omonimo di John Grisham. Dal 1978, Francis Ford Coppola produce a Rutheford, in California, il vino ‘Rubicone’, molto apprezzato dagli appassionati, la cui rendita gli permette di rifiutare le sceneggiature che non lo convincono e di lavorare invece alla stesura di più ambiziosi progetti.

Dopo circa dieci anni di silenzio Coppola torna al cinema con il film Un’altra giovinezza, da un racconto di Mircea Eliade. Una storia ambientata in Romania prima della Seconda guerra mondiale, quando un bel pezzo d’Europa era soffocata dal nazismo: protagonista un timido professore la cui vita cambia, a causa di un evento sconvolgente: ringiovanisce dopo essere stato colpito da un fulmine. Da qui una fuga in vari paesi, tra cui l’India. I protagonisti sono Tim Roth, l’attrice nata a Bucarest Alexandra Maria Lara e Bruno Ganz. L’autore della sceneggiatura è lo stesso Coppola. Il film è uno dei fiori all’occhiello della seconda edizione della Festa di Roma.

Dopo aver diviso critica e pubblico con il film ‘Un’altra giovinezza’ Coppola si è dedicato nuovamente ad una saga familiare. Con ‘Tetro’ il regista di origini italiane ha raccontato la storia di una famiglia di artisti italiani emigrati in Argentina. Il film è in predicato per concorrere al festival di Cannes.

La figlia Sofia Coppola ha seguito le orme del padre diventando anche lei regista internazionale (“Il giardino delle vergini suicide”, 1999, “Lost in Translation”, 2002). Quando si dice ‘vizio di famiglia’. 

Vantablack is the new black: uno sguardo alla sostanza più scura creata dall’uomo

Pensate al nero: è il colore scuro per eccellenza, il più scuro. Ma pensate bene a tutti gli oggetti comuni di colore nero che possedete: se sono posti in un ambiente in cui la quantità di luce è sufficiente a permettervi di vedere, sono nettamente riconoscibili nella forma, nel modo in cui si propagano nello spazio. Potete distinguere chiaramente l’andamento della superficie dell’oggetto, grazie alla presenza di zone di luce e zone d’ombra (anche minime) che vi permettono di creare una precisa immagine mentale di com’è fatto quell’oggetto in ogni suo dettaglio.  Un esempio possono essere le sculture che seguono:

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non è forse chiaro già al primo colpo d’occhio che si tratta di un busto femminile (la prima scultura) e di una pantera (la seconda scultura)? Tutto questo è spiegabile con il fatto che qualunque oggetto, anche se nero, riflette la maggior parte della luce che riceve.

Per porre rimedio all’assenza di un vero nero, un nero assoluto, la Surrey Nano Systems ha prodotto il Vantablack, sostanza sviluppata e brevettata dalla Nasa a scopi militari con prospettive di impiego nei settori aerospaziali e della difesa. Il nome viene dall’accostamento di VANTA (acronimo di “Vertically Aligned NanoTube Arrays”, in italiano “schiere di nanotubi allineati verticalmente”) e “black”, che ovviamente significa “nero”.

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Due maschere identiche: a farle sembrare completamente differenti è il fatto che mentre una è di metallo, l’altra è rivestita in Vantablack.

La particolarità di questo materiale è che riesce ad assorbire ben il 99,965% della luce che riceve, rendendolo sostanzialmente la cosa più vicina a un buco nero che un essere umano può osservare con i propri occhi (almeno per ora).
L’assenza di luce riflessa rende la superficie degli oggetti rivestiti in Vantablack omogenea e di un nero assoluto, motivo per cui il solo modo di decifrare la trama superficiale e la forma degli oggetti in Vantablack è toccarli con mano.

La creazione del Vantablack è tutt’altro che semplice e richiede delicati processi di alta tecnologia – come illustrato nel video – e dai costi sicuramente non irrisori. Questo spiegherebbe perché inizialmente la sua creazione sia stata spinta esclusivamente da motivi pratici, come la possibilità di ricoprire i satelliti artificiali (diminuendo le interferenze visive nelle osservazioni astronomiche) o di poterla impiegare in campo militare (come ad esempio rendere invisibili agli occhi dei nemici gli Stealth jet da combattimento). Eppure, una volta affinata la produzione del materiale, è stato possibile pensare a diverse tipologie di applicazioni, ad esempio quelle artistiche: immaginate la rivoluzione che si può avere nel mondo dell’arte con l’avvento del nero assoluto!

Peccato che attualmente l’uso del pigmento di Vantablack sia per utilizzo “esclusivo” dello scultore e architetto britannico Anish Kapoor. Kapoor infatti, non appena la Surrey Nano Systems è stata in grado di riprodurre in serie il pigmento, si è messo in contatto con l’azienda per sperimentare il prodotto. Ecco che, per dirla sinteticamente, lo scultore si è garantito il monopolio del nero assoluto in campo artistico. Non è certo una novità che un artista abbia diritti esclusivi su alcune specifiche tonalità, basti pensare alla cosiddetta “ombra di Tiziano”, una miscela di nero e blu di Prussia che era stata presentata sul mercato come il colore segreto dell’antico pittore veneziano e che un tempo era utilizzabile solo dopo l’acquisto (salato) dei diritti. Ma fa storcere la bocca immaginare che nel terzo millennio sia vietato utilizzare su larga scala un prodotto altamente tecnologico.

I Vichinghi stanno per invaderci ancora (attenzione: SPOILER e anticipazioni)

La serie televisiva targata History Channel, frutto del genio di Michael Hirst, sta per tornare con la quinta stagione, di cui non è ancora nota la data ufficiale di rilascio. La quarta stagione (o meglio, la quarta bis) ci ha lasciati con non pochi avvenimenti di grande rilevanza:

  • il personaggio centrale, il grande e leggendario Ragnar Lothbrok, muore per mano di re Aelle – il quale verrà successivamente punito con l’aquila di sangue per mano dei figli di Ragnar;
  • lo spinoso personaggio di Aslaug viene ucciso – per la gioia di molti fan – per mano di Lagertha, che in un colpo solo vendica il suo cuore infranto e ottiene il titolo di Regina di Kattegat;
  • Re Ecbert muore, non prima di aver tratto in inganno i figli di Ragnar e di aver nominato come suo successore il figlio Aethelwulf;
  • durante un banchetto in Inghilterra, dopo aver vendicato la morte di Ragnar, Ivar il Senz’ossa uccide suo fratello Sigurd Serpe nell’occhio, sotto lo sguardo sbigottito degli altri fratelli.

Il finale dunque, più che concludere gli avvenimenti della stagione, ha aperto le porte per tutto quello che accadrà nella stagione a venire. Nel frattempo i fan – già in trepidante attesa – non perdono occasione per scovare indizi nelle decine di foto che i protagonisti della serie pubblicano sui propri social.

La “spontaneità” del cast nel condividere con il pubblico gli scatti rubati sul set viene temuta dalle “armate anti spoiler” che – a ragione – trovano poco prudente la pubblicazione del dietro le quinte di uno spettacolo ancora da vedere. Da ogni nuova cicatrice immortalata in sala trucco, da ogni nuovo dettaglio del set o dei costumi potrebbero emergere dei particolari rilevanti sulla trama della nuova stagione; persino l’assenza di immagini ritraenti alcuni specifici personaggi potrebbe essere vista come presagio della loro morte. Prendiamo ad esempio gli scatti pubblicati dall’attrice Katheryn Winnick, che nella serie interpreta Lagertha (prima moglie di Ragnar Lothbrok e attuale regina di Kattegat):

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My new chair.. #Lagertha #queen #myassisstayingputIvar

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Nel caso in cui la posizione fiera della Regina sul suo trono nuovo di zecca non fosse abbastanza esplicita, ecco che l’hashtag #myassisstayingputIvar ( – “Ivar, il mio sedere rimane dov’è “) toglie ogni dubbio: Lagertha non cederà presto il posto di sovrana e il Senz’ossa dovrà attendere per avere la sua vendetta. Ma non si fa in tempo a ben sperare, quand’ecco che sui social della Winnick spuntano immagini tutt’altro che rincuoranti:

https://www.instagram.com/p/BSQlltkhHxD/?tagged=katherynwinnick

Il nuovo tatuaggio della shieldmaiden, indubbiamente bello, non riesce a distogliere i fan più attenti dal trucco sul volto dell’attrice: tra ecchimosi, evidenti occhiaie e una grande cicatrice che parte dalla bocca e raggiunge lo zigomo – mal celata dall’uso dei divertenti filtri di snapchat – è evidente che Lagertha avrà dei momenti non facili. Un nuovo tentativo di invasione si abbatterà su Kattegat? Ivar tenterà davvero di vendicare sua madre? Che una nuova sanguinosa battaglia attenda i nostri vichinghi? Per ora non è dato sapere, ma incuriosisce constatare che al suo fianco potrebbe avere proprio Ubbe, primogenito di Ragnar e Aslaug.

Le teorie nate a seguito della pubblicazione di questa foto sono state molteplici. Alcuni vedono nella straordinaria somiglianza tra Ubbe e il Ragnar dei primissimi tempi un motivo sufficiente per far scattare la scintilla con Lagertha; altri ritengono che sia semplicemente un’alleanza politica per contrastare la lucida follia di Ivar e la sua smania di potere. Quale che sia la risposta, ne vedremo sicuramente delle belle.
Altrettanta curiosità è suscitata dalle foto pubblicate da Alexander Ludwing, interprete di Bjorn Fianco di Ferro, primogenito (e unico figlio in vita) di Lagertha e Ragnar.

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#vikings Season 5

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Savage makeup by @puffjockey #vikings #work

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Il personaggio di Bjorn – oramai maturo – ha assunto fattezze che ricordano moltissimo quelle del padre in età avanzata, ma la nuova cicatrice sull’occhio fa sorgere nuovi interrogativi: sarà il segno lasciato dalla conquista del Mediterraneo o il frutto delle stesse violente vicende di cui sarà protagonista sua madre?

Il fatto che tante domande sul futuro di una serie siano nate grazie ai canali social dei singoli interpreti, non attraverso pubblicazioni sulle pagine ufficiali del programma, è uno dei migliori esempi del funzionamento dei prodotti culturali ai tempi del web. L’utilizzo di canali innovativi – a conti fatti – sembra essere una scelta vincente non solo per tenere vivo l’interesso dei fan, ma anche per il plus di portare il pubblico ad affezionarsi ad altri personaggi: è infatti indubbio che la morte dell’amatissimo Ragnar, interpretato dall’australiano Travis Fimmel, abbia lasciato un enorme vuoto e dunque una pesante eredità. I suoi figli saranno in grado di tenere il programma allo stesso livello del padre? Non rimane che attendere la nuova stagione.
Nel frattempo,  vi lascio con un ultimo sguardo al nostro vichingo dagli occhi blu.

https://www.instagram.com/p/BLyG_fAjo7o/?taken-by=ragnar_the_lothbrok&hl=it