#OutThisWeek – Le novità in sala, 03/04

Tutte le uscite a cinema della prima settimana di Aprile

Eccoci alla prima settimana di Aprile, siete pronti a tornare bambini? Vi aspetta in sala il ritorno dei gloriosi Power Rangers, in una pellicola che il cui livello di tamarraggine sembra verrà sorpassato solo da quello di divertimento, e anche il terzo capitolo della poco fortunata trasposizione cinematografica de I Puffi. In aggiunta, una valanga di produzioni italiane.

Andiamo a vedere tutti i film insieme:

DA GIOVEDI’ 6 APRILE:

UNDERWORLD – BLOOD WARS, di Anna Foerster

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Siamo arrivati al quinto capitolo della saga dei vampiri e licantropi: il film parte dal momento in cui Selene è sotto attacco sia del brutale clan dei licantropi che del gruppo di vampiri che l’hanno tradita. L’eterno conflitto tra i due gruppi dovrà finire.


POWER RANGERS, di Dean Israelite

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Arriva al cinema la prima produzione hollywoodiana della popolare serie tv americana basata sui super-sentai giapponesi. Il film racconterà la storia di un gruppo di adolescenti dotati di super poteri che hanno il compito di salvare il mondo.


I PUFFI 3: VIAGGIO NELLA FORESTA SEGRETA (Smurfs: The Lost Village), di Kelly Asbury

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Il primo lungometraggio animato dei Puffi senza attori in carne e ossa vede una mappa misteriosa spingere Puffetta ed i suoi migliori amici Quattrocchi, Tontolone e Forzuto ad una corsa emozionante ed avvincente attraverso la Foresta Segreta, un luogo abitato da creature magiche, per trovare un misterioso villaggio perduto.


BRUTTI E CATTIVI, di Cosimo Gomez

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Un mendicante paraplegico della periferia di Roma soprannominato il Papero, mette a segno una rapina in banca grazie all’aiuto della moglie, una bellissima donna senza braccia detta la Ballerina, del suo accompagnatore, un tossico rastaman detto il Merda e di un nano rapper il cui nome d’arte è Plissé. L’unico problema è che in quella banca il boss di un potente clan mafioso cinese nasconde i guadagni delle sue attività illecite.


L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA, (Toivon tuolla puolen) di Aki Kaurismaki

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Khaled è un rifugiato siriano, e ha presentato una domanda di asilo che non ha molte prospettive di ottenimento. Wilkström, invece, è un commesso viaggiatore che vende cravatte e camicie e, vincendo al gioco, rileva un ristorante in periferia. I due si incontreranno a Helsinki.


PICCOLI CRIMINI CONIUGALI, di Alex Infascelli

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Dopo aver subito un brutto incidente, un uomo torna a casa dall’ospedale completamente privo di memoria, ragionando ma incapace di ricordare. Tenterà di ricostruire la sua vita di coppia, tassello dopo tassello, riportando alla luce informazioni dimenticate. In questa azione di riscoperta si manifestano però delle crepe, e sono molte le cose che cominciano a non tornare: come mai lei mente? E perché non vuole darsi fisicamente a lui, che pure è fortemente attratto da lei?


THE STARTUP – ACCENDI IL TUO FUTURO, di Alessandro D’Alatri

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Matteo Achilli ha 18 anni e decide di svoltare inventando una nuova app: si tratta di un social network che riesce a fare incontrare in modo innovativo domanda e offerta di lavoro. All’inizio nessuno crede al progetto, ma quando arriva la svolta il ragazzo si ritrova così, da un giorno all’altro, al centro degli interessi del mondo che conta, finendo sulle prime pagine dei giornali.


LA MECCANICA DELLE OMBRE (La mécanique de l’ombre), di Thomas Kruithof

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Dopo alcune ricerche di lavoro infruttuose Duval, impiegato modello, viene contattato da un certo Clément, un tipo misterioso che gli offre un nuovo impiego: Duval dovrà trascrivere, velocemente e senza errori, alcune registrazioni su cassetta ogni giorno, in cambio di uno stipendio ragguardevole. Ben presto Duval si rende conto che il contenuto di queste cassette “scotta” politicamente, ma tirarsi fuori dall’impegno non è un’opzione prevista.


LA PARRUCCHIERA, di Stefano Incerti

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Rosa è una bellissima ragazza dei quartieri spagnoli di Napoli che lavora nel negozio di parrucchiere di Lello e Patrizia: ma quando le avances di lui si fanno troppo pesanti, però, Rosa è costretta a scappare e a licenziarsi. A questo punto Rosa tenterà aprire un salone tutto suo.


LIBERE, DISOBBEDIENTI, INNAMORATE (Bar Bahr), di Maysaloun Hamoud

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Cosa fanno tre ragazze arabe a Tel Aviv? Mentre Hollywood plasma il terzo capitolo di Sex and the City, anche Israele racconta una città e parla schiettamente di sesso: una Tel Aviv metropolitana che ribolle di cultura underground, tre amiche divise dalle pulsioni e rese gemelle dalla necessità di essere forti. Una riflessione a cuore aperto sull’indipendenza femminile.


IL SEGRETO (The Secret Scripture), di Jim Sheridan

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Da 40 anni Rose è internata in un manicomio dell’Irlanda del Nord: un medico di buona volontà si appassiona alla sua tragica storia, cominciando ad indagare sul passato della donna nel tentativo di penetrare nell’oscurità che circonda la mente della donna.


OVUNQUE TU SARAI, di Roberto Capucci

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Marzo 2008. Quattro amici. Francesco, Carlo, Loco e Giordano, appassionati e tifosi di calcio decidono di andare a vedere la propria squadra del cuore in trasferta a Madrid. Partono da Roma, prendendo la trasferta come pretesto per vivere l’addio al celibato di Francesco ma soprattutto per fare, come successo già altre volte, un viaggio insieme.


DA VENERDI’ 7 APRILE:

PIANI PARALLELI, di Gianni Di Capua

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Piani Paralleli racconta le prove dell’Orchestra, l’approccio dei musicisti con la scrittura e la personalità di Mazzarino, i silenzi di Steve Swallow, l’energia di Adam Nussbaum, la classe di Fabrizio Bosso, la perizia di Paolo Silvestri. Le discussioni, l’amicizia, le paure, la consapevolezza di un momento unico e straordinario, la trasformazione delle partiture in materia sonora viva e vibrante, fino al concerto finale a porte chiuse.

Alla prossima settimana!

 

 

Il mostruoso e multiforme IT sta per tornare

it-movie-2017-pennywise-bill-skarsgardUna delle fobie che quasi tutti i bambini hanno la prima volta che entrano in un circo riguarda i pagliacci. Quei pupazzoni truccati e tutti colorati, col nasone rosso e le parrucche cotonate, con una voce buffa ed altrettanto inquietante, devo dirvi la verità, neanche a me sono mai piaciuti.

La colpa l’ho sempre data a Stephen King e a Tommy Lee Jones, i papà, rispettivamente letterario e cinematografico, di quel pagliaccio inquietante di nome Pennywise. Bene, in questo 2017 il regista Andres Muschietti è pronto a farci tremare di nuovo riportando sul grande schermo quel maledetto pagliaccio e tutte le altre mostruose trasformazioni di IT.

Il ritorno nelle sale americane è programmato per l’8 settembre, ma già il trailer sta facendo scaldare gli animi dei fan.
Ricordiamo che il romanzo originale di King si incentra sulle vicende legate a sette bambini – noti come “I Perdenti” – che si trovano a dover affrontare IT, mostro mutante incarnazione del male che il più delle volte appare nelle sembianze di un clown spaventoso: Pennywise. Nella nuova pellicola nei panni di IT ci sarà Bill Skarsgard che prenderà il posto di Tim Curry ed il progetto sarà diviso in due parti: una incentrata sulle vicende dei protagonisti da bambini e una incentrata sulle vicende dei protagonisti da adulti.

Che dirvi di più? Vi lascio al trailer, io sono già spaventato…

La Recensione de Il Permesso – 48 ore fuori

La recensione de Il Permesso – 48 ore fuori, un film di Claudio Amendola e soggetto di Giancarlo De Cataldo con la sceneggiatura dello stesso De Cataldo, Roberto Jannone e Claudio Amendola, il cast è composto da Luca Argentero, Claudio Amendola, Giacomo Ferrara e Valentina Bellè. Distribuito dalla EAGLE PICTURES e prodotto da Claudio Bonivento, Federico Carniel e Claudia Bonivento. Musiche di Paolo Vivaldi e suono di Stefano Campus. Durata 91 minuti al cinema dal 30 marzo 2017.

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Esordire alla regia Amendola l’aveva già fatto con “La mossa del Pinguino”, ma Il Permesso – 48 ore fuori è “stata la scelta giusta”, almeno in questa maniera ha esternato il suo ottimismo in conferenza stampa. Film affascinante, crudo e pieno di intensità, Claudio Amendola fa bene ad essere entusiasta, ha azzeccato tutti e 3 gli attori, 4 con lui. Un Luca Argentero eccezionale in film in cui è riuscito a esprimere tutto quello che doveva diree senza quasi mai professare parola e i due giovani Giacomo Ferrara e Valentina Bellè concludono un cast fresco e genuino, dimostrando che l’Italia ha giovani attori di gran talento, il futuro è nelle loro mani.

Adesso parliamo della storia, Luigi (Claudio Amendola), Donato (Luca Argentero), Angelo (Giacomo Ferrara) e Rossana (Valeria Bellè) sono 4 carcerati a cui è stato dato un permesso di 48 ore fuori dal carcere. Cosa fareste se foste in galera e avreste 48 ore di permesso? è questa la prima domanda che si pongono i 4, anche se il comune denominatore è l’amore: per una donna, per gli amici, per un figlio, per la vita… La bellezza della trama sta nel non raccontare per gran parte del film il passato di ognuno dei personaggi, in modo da non giudicarli per il passato. Il passato però, come diceva Emily Dickinson: “non è un pacchetto che si può mettere da parte”, una volta usciti faranno inesorabilmente i conti con il mondo che è mutato durante la loro prigionia.

La struttura della sceneggiatura a incastro ha contribuito a rendere affascinante il film, tiene alta la tensione e riesce ad attrarre lo spettatore. Il Direttore della Fotografia Maurizio Calvesi è stato bravissimo ad illuminare la scena, con sfumature crude e diverse per ogni personaggio, passando dalla malinconia al violento. Infine le musiche perfette per il film, ottima la scelta di Iron di Woodkid.

Consigliamo di vedere Il Permesso – 48 ore fuori, perché è una pellicola ben costruita, intensa e con un gran cast e una regia perfetta. La bella stagione italiana iniziata da Jeeg Robot di Mainetti, proseguita con Veloce come il Vento di Matteo Rovere o Indivisibili di Edoardo De Angelis ha fatto scuola, speriamo di continuare così.

“La Pazza Gioia” di vincere

originalRispettati i pronostici, nessuna sorpresa né scambio di buste – come accaduto ai nostri fratelli americani -, “La pazza gioia” di Paolo Virzì si aggiudica ben cinque statuette, tre le quali le più importanti: il David per il miglior film, quello per il miglior regista e quello per la miglior attrice protagonista.

Un successo atteso, ma non meno degno di lode perché arrivato nello scontro d’alta qualità con pellicole assai meritevoli; segno di quanto il cinema italiano degli ultimi anni si trovi in una situazione di eccellenza notevole.

la-pazza-gioia1-1000x600Bella e vera l’emozione provata da Valeria Bruni Tedeschi nel momento in cui ha ritirato la sua statuetta come miglior attrice, coinvolgendo in uno sketch involontario la collega co-protagonista de “La Pazza Gioia” Micaela Ramazzotti. Bellissimo il fatto che abbia vinto la statuetta come miglior pellicola un film che parla di persone vere e problemi reali, di quelle patologie mentali troppo spesso tristemente bollate come incurabili o vergognose.

“La Pazza Gioia” è la summa più completa di tanti piccoli aspetti che l’hanno resa una pellicola sublime; dalla scenografia alle acconciature (anch’esse vincitrici del David), dai costumi alle musiche, dalla sceneggiatura e dalle attrici alla regia magistrale di Virzì.

Il segreto della vittoria sta tutto qui.

Evviva “La Pazza Gioia” di vincere.

#OutThisWeek – Le novità in sala, 27/03

Le uscite in sala del primo weekend di Aprile

Eccoci al weekend a cavallo tra Marzo e Aprile: andiamo a scoprire tutti i film in uscita!

DAL 27 MARZO:

LA TARTARUGA ROSSA (La Tortue Rouge) di Michael Dudok de Wit

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Scampato a una tempesta tropicale e spiaggiato su un’isola deserta, un uomo si organizza per la sopravvivenza: i suoi molteplici tentativi sono costantemente impediti da una forza sotto marina e misteriosa che lo rovescia in mare. A sabotarlo è un’enorme tartaruga rossa.


DAL 30 MARZO:

17 ANNI (E COME USCIRNE VIVI) (The Edge of Seventeen) di Kelly Fremon

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Nadine e Krista sono migliori amiche, non si separano mai e cercano insieme di cavarsela nel crudele mondo del liceo: Krista sta frequentando segretamente suo fratello, e qualcosa si rompe nel loro rapporto.


CLASSE Z di Guido Chiesa

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Il preside di un liceo decide di isolare gli studenti più indisciplinati e pigri dell’ultimo anno in una classe separata, e se inizialmente ai ragazzi sembra una manna dal cielo, le cose cambieranno quando scopriranno i veri obiettivi del preside.


GHOST IN THE SHELL di Rupert Sanders

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Basato sul marchio di fantascienza di fama internazionale, Ghost in the Shell segue la saga di Major, un singolare ibrido umano-cyborg delle operazioni speciali a capo della task force d’elite Section 9.


IL PERMESSO – 48 ORE FUORI di Claudio Amendola

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Dalla regia di Claudio Amendola, seguiamo 4 detenuti che escono dal carcere di Civitavecchia con 48 ore di permesso: Rossana, 25 anni, arrestata in aeroporto per traffico di cocaina; il cinquantenne Luigi condannato per duplice omicidio che ha già scontato 17 anni di pena; Angelo, venticinquenne finito in prigione per una rapina compiuta con complici che non ha mai denunciato; Donato, 35 anni, condannato pur essendo innocente.


IL VIAGGIO (The Journey) di Nick Hamm

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Due uomini hanno poche ore per mettere fine alla guerra civile che da decenni ha insanguinato l’Irlanda del Nord. Il reverendo Ian Paisley leader del Partito Unionista Democratico e Martin McGuinnes del Sinn Féin trovano in quella giornata del 2006 un accordo di pace.


LA MIA FAMIGLIA A SOQQUADRO di Max Nardari

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Martino è un bambino di 11 anni che, arrivato nel nuovo mondo della scuola media, si trova di fronte ad una realtà inaspettata: i suoi genitori non sono separati, tutti quelli dei suoi compagni sì. Da qui scatta in lui l’idea diabolica: far separare i suoi genitori per diventare un bambino come tutti gli altri e godere anche lui degli stessi fantastici benefici dei compagni di scuola.


LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO (Tarde para la ira) di Raul Arévalo

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Curro è l’unico di una banda di quattro criminali che viene arrestato per una rapina in una gioielleria: scontata la pena, viene rilasciato e nutre la speranza di iniziare una nuova vita con Ana. Tornando a casa, però, trova una donna confusa e insicura e si troverà a dover affrontare un uomo che distruggendo le sue aspettative cambierà tutti i suoi piani.


LA VERITA’, VI SPIEGO, SULL’AMORE di Max Croci

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Sballottata tra i bambini e il lavoro, Dora si rifiuta di elaborare il lutto sentimentale della fine della sua relazione: quando arriva però il momento di raccontare la verità al piccolo Pietro, il quale crede ancora che il papà sia via solo per lavoro, Dora trova allora anche la forza di reagire. Il primo passo è riappropriarsi del proprio tempo assumendo l’insolito babysitter Simone (Edoardo Pesce), poeta-bidello.


PER UN FIGLIO di Suranga Deshapriya Katugampala

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Provincia di una città del Nord Italia: Sunita, una donna cingalese di mezz’età, divide le sue giornate tra il lavoro di badante e il proprio figlio adolescente, che non ha un buon rapporto con sua madre. La sua cultura e le sue tradizioni rischiano di essere annullate e dimenticate.


PIIGS -OVVERO COME IMPARAI A PREOCCUPARMI E A COMBATTERE L’AUSTERITY di Adriano Cutraro, Federico Grecoù

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Realizzato dopo cinque anni di ricerche e due di riprese, Piigs è un’immersione senza precedenti e senza censure nei dogmi dell’austerity e afferma con la voce di prestigiosi economisti, intellettuali ed esperti internazionali (tra questi Noam Chomsky, Erri De Luca, Yanis Varoufakis, Federico Rampini, Stefano Fassina, Warren Mosler, Paolo Barnard) quanto l’origine della crisi dei debiti europei non risieda nell’inadeguatezza delle popolazioni dei Paesi in crisi ma nelle fondamenta stesse dell’Euro.


THE MOST BEAUTIFUL DAY – IL GIORNO PIU’ BELLO di Florian David Fitz

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Il bizzarro pianista Andi (33) e lo spensierato scansafatiche Benno (36)fuggono dalla clinica dove sono ricoverati dopo aver racimolato con destrezza il denaro necessario, mettendosi in viaggio in prima classe verso l’Africa alla ricerca dell’ultimo e più bel giorno delle loro vite.


DALL’ALTRA PARTE (S One Strane) di Zrinko Ogresta

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Vesna, decide di trasferirsi con la sua famiglia tutti a Zagabria, in Croazia. Venti anni dopo, una chiamata inaspettata riporterà a galla il ricordo di un segreto che ha cercato di nascondere per molto tempo.

 

 

 

Jake Gyllenhaal e Ryan Reynolds alle prese con l’autocomplete di Google

Come sarà noto ai più, l’autocomplete di Google è una funzione del motore ricerca che – attraverso la digitazione di alcune parole chiave o di nomi di persona – è in grado di ricostruire e mostrare le frasi cercate più frequentemente dagli utenti in associazione a tali parole o nomi. Si tratta di una funzione certamente utile che può avere anche dei risvolti particolarmente divertenti, svelando ad esempio quali sono le ricerche più bizzarre che il popolo del web ha effettuato riguardo ad alcune celebrità.

Ovviamente l’assurdità delle ricerche aumenta con l’aumentare della notorietà dei personaggi coinvolti, ne sanno certamente qualcosa Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal che nel corso del tour promozionale per il loro ultimo film “Life – Non oltrepassare il limite” si sono prestati ad un piccolo test di WIRED: hanno letto, risposto e commentato – con molta ironia – alcune delle ricerche più bizzarre che li riguardano, emerse grazie all’autocomplete di Google.

Ecco il video in questione (per i sottotitoli, in inglese, cliccare sull’icona apposita in basso a destra):

 

Il primo a mettersi in gioco è stato Ryan Reynolds, che rispondendo ci ha messi al corrente del fatto che:

  • non è il figlio di Debbie Reynolds;
  • non è imparentato con Ryan Gosling (ma  dai?);
  • non ha denti mancanti (???);
  • non è cattivo, benché abbia picchiato degli orfani (ironia, n.d.r.);
  • ha alcuni tatuaggi;
  • non indossa eye liner (ma Jake afferma il contrario);
  • non conosce le arti marziali;
  • ha una vista perfetta di 10 decimi;
  • non ha un gemello.

Subito dopo è stato il turno di Jake Gyllenhaal, il quale ha reso noto che:

  • il suo segno zodiacale è il Capricorno;
  • il suo primo film è stato “A dangerous woman – Una donna pericolosa” (evidentemente una piccola défaillance, dal momento che il primo film a cui ha partecipato è stato “City Slickers – Scappo dalla città. La vita, l’amore e le vacche”);
  • mangia cuccioli di panda (ironia 2.0, n.d.r.);
  • non ha tatuaggi;
  • è nato (probabilmente) nelle prime ore del mattino;
  • ha davvero scalato l’Everest;
  • è andato alla Columbia University;
  • solitamente non si serve di stuntman, a meno che la pericolosità di una scena non sia eccessiva;
  • sa cantare.

Queste non sono che alcune delle risposte fornite dai due attori che, malgrado l’assurdità delle varie domande, si sono lasciati entusiasmare dal divertente teatrino. Dal video dunque, non sono emerse solo alcune particolari notizie riguardanti i due attori, ma una buona dose di ironia e autoironia – doti che di certo sono state incrementate dalla loro sintonia e spontaneità.

Che dire? Non rimane che vedere se questa sintonia traspare anche nel loro film “Life – Non oltrepassare il limite”, attualmente nelle sale.

Ciao Tomas Milian!

36747_pplAddio Nico Giraldi, addio Monnezza, addio Gobbo, addio immenso Tomas Milian.

Sono tanti i personaggi che nel corso della sua carriera cinematografica l’attore cubano ha magistralmente interpretato. Dal mondo del western, passando per il cinema d’autore (recitò anche per Lattuada, Visconti e Pasolini) fino ai polizieschi all’italiana, o come vengono tutt’ora chiamati, i “poliziotteschi” degli anni ’70-’80, Tomas Milian ha recitato in moltissime pellicole nostrane.

Grazie ai personaggi dei poliziotteschi Milian è entrato nel cuore delle persone. Protagonisti sempre un po’ sboccati, ma estremamente “bonaccioni” nei quali le classi più popolari della società si sono sempre riconosciute; icone scanzonate e travolgentemente simpatiche, sempre a stretto contatto con quei piccoli delinquentelli di borgata dediti a furtarelli e ad altri espedienti non per cattiveria, ma per fame.

Cubano di nascita dicevamo, ma romano d’adozione, Milian amò immensamente la Capitale, mamma dei suoi personaggi cult, tanto da rimanerci fin quasi alla morte avvenuta a Miami e da dichiarare all’amica Monica Cattaneo, pochi giorni prima di passare a miglior vita, di voler passare gli ultimi giorni di vita a Roma.

Con Milian se ne va l’interprete più celebre di quei film fatti da e per il popolo e che proprio in questi ultimi mesi sembrano essere tornati alla ribalta grazie a film come “Non essere cattivo”, l’ultimo capolavoro di un altro genio di questo genere di film “popolari”, il compianto Claudio Caligari.

Ciao Tomas Milian, te la posso dire una cosa? Tu te ne sei andato, eppure io “nun ce vojo sta…”