M¥SS KETA

Musica zero Miss keta
di Valeria De Medio

Il diavolo e’ biondo e ha il capslock

 

Lasciate ogni speranza voi ch’entrate nell’inferno M¥SS KETA, azzerate i ltri e conce- detevi all’angelo dall’occhiale da sera.

Ciao KETA, grazie della disponibilità.

MA FIGURATI, PLEASURE.

M¥SS KETA è prima di tutto maschera, elemento che ti avvicina al Teatro greco, a V per vendetta, ai Wu Ming, ai rapinatori e ai mascheroni in botox. Cos’è per te la maschera? Difesa o Sfida?

Ai rapinatori! (ride ndr) e’ un modo per attaccare con la forza che un viso scoperto non ha, e’ una s da, un’alterazione necessaria ad entrare in un altro personaggio. Come i kiss, che diventano irriconoscibili con maschere e trucco, oppure v per vendetta, che con la maschera si cala spiritualmente in un altro posto.
Ed e’ spunto di riflessione: ai miei concerti vedo tante persone vestite e travestite da KETA e loro non sono meno M¥SS di me.

Sussurri erotici, urla scimmiesche, elettronica, schitarrate graffianti e anche un sassofono: UNA VITA IN CAP- SLOCK non ha mezzi termini, rischioso per un primo album…

Si e’ vero, non ha mezze misure, o sussurro sexy o quasi “screamo”: quest’album lo portavamo in grembo da tanto tempo e con Riva e tutto il Motel Forlanini stavolta abbia- mo voluto osare nella forma discogra ca piu tradizionale, siamo degli sperimentatori pesanti.

Il rischio è solo con i fan della prima ora: quelli che non si limitano al singolone da club ci hanno capito.

M¥SS KETA è provocazione a 360° e stavolta allatti una scimmietta in copertina…

La scimmia è sempre stato il nostro spirito guida, e’ l’essere umano super selvaggio, libero dalle catene e dalle obbliga- zioni del vivere civile.

Finalmente superi la tua comfort zone milanese e sconfini da Napoli a Parigi.

La cadenza milanese non si toglie! (sorride ndr) Con il tour di adesso, però, guardo all’Italia intera e ai non luoghi: in ULTIMA BOTTA A PARIGI si respira l’atmosfera degli antichi alberghi di Parigi, unico riferimento geogra co del disco, ma come idea emotiva, la stessa che avevano Baudelaire e i poeti maledetti, quella che da sempre da luce ai miei lati più dark.

Con UNA DONNA CHE CONTA si scende giù all’Inferno e da INTERMEZZO inizia la risalita. In AFTER AMORE si intravede la luce del Paradiso?

Esatto, ma in questo caso ti trovi in un “paradiso club”, al chiuso e vedi la luce delle 6 di mattina.

Cosa rispondi a chi ti etichetta come “volgare, “trash”, “eccessiva”?

Mi sono rotta le scatole di queste etichette.
E’ vero, il mondo M¥SS KETA è un mondo pop, iper colorato, grottesco e iper saturato, raccontato con un linguaggio ironico ed estremo, ma chi lo definisce “trash” si ferma al primo strato.

Non credo che i miei testi siano più volgari ed eccessivi di quelli dei primi rapper, ma sono una donna e devo stare attenta a parlare solo d’amore e puttanate del genere. M¥SS KETA non è ne’ uomo, ne’ donna, semplicemente artista.

Cosa mangiano le tue orecchie?

Sono onnivora: ascolto elettronica, indie italiano, metal, Ra aella Carrà, Peaches, ogni forma di sperimentazione, adesso sono ssata con Marylin Manson e non ti nego che almeno due volte al giorno ascolto One kiss di Calvin Harris e Dua Lipa..è fatta da dio

Musica zero km Miss Keta Album

Populous, Clap Clap, Birthh, Adele Nigro, gli Zeus, etc: come avete scelto le collaborazioni?

Sono tutte persone con cui io e i ragazzi di Motel sognavamo di lavorare, nonchè miti personali.

Popoulous e’ ormai di famiglia, Congo Rock e’ mio mentore e maestro di musica e di vita. Birthh il mio angioletto guida nell’Inferno di ULTIMA BOTTA A PARIGI e Adele Nigro sono mie amiche, e’ stato naturale coinvolgerle.

Chi, tra gli emergenti, secondo te ha qualcosa in più da dire?

Sono una fanatica estrema di Birthh e Adele Nigro, mi piace anche Generic Animal, Giorgio Poi e la Love Gang, alla quale sono emotivamente legata. Vince Staples a manetta e Sophie è la mia ossessione, una produttrice di livello superiore.

Il tuo habitat naturale è l’oscurità. A New York, Amsterdam e a Londra hanno istituito il Sindaco della notte e stanno rivalutando la notte come momento culturale con una sua dignità. Che ne pensi?

Ho trovato il mio posto e valori vicini ai miei nel mondo della notte, lo spaziotempo preferito delle rivoluzioni, da quella sessuale, a quella lgbt. Culturalmente la notte ha tantissimo da dare e mi candiderei subito come Sindaco della notte di Milano.