‘NA COSETTA intervista a LUCA BONAFEDE

musicazerokmdi Alessandro Sgritta

Ho intervistato Luca Bonafede, direttore artistico (e chef ) del locale ‘Na cosetta, uno dei principali riferimenti per la musica d’autore e indipendente nella Capitale degli ultimi anni, e da poco anche fondatore dell’etichetta discografica N’etichetta.

Dal 2014 a oggi avete fatto circa 1000 concerti, da voi si suona praticamente tutte le sere a ingresso gratuito, come fate a resistere? Qual è il segreto?

Il segreto? non c’è nessun segreto e niente a cui resistere. Il pubblico c’è, le buone pro- poste musicali anche, in sostanza ci sono tutti gli ingredienti per fare bene.

 

“Nulla in questo momento può essere casuale o fatto superficialmente.”

 

Certo va trovata una ricetta, ma mia nonna non mi ha mai confessato quella della sua torta (ride). Hai ospitato tanti artisti soprattutto della scena indie-pop-rock ma non avete alcuna preclusione di genere se non sbaglio, tutti i lunedì c’è una serata swing, avete fatto anche concerti folk, ecc. qual è il criterio di selezione?

Seguo il mio istinto. Una proposta mi convince quando, oltre il bel pezzo, noto una professionalità in ogni reparto della produzione. Un buon studio di registrazione, un lavoro di comunicazione ben fatto e tutti quegli elementi che negli anni ho trovato in quei progetti che, guarda caso, hanno riscosso successo. Nulla in questo momento può essere casuale o fatto superficialmente.

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Voi ad esempio per scelta non fate suonare cover o tribute band, avete tante richieste di questo tipo? Pensate che non farli suonare vi convenga?

Abbiamo molte richieste da parte di cover band e in realtà ci converrebbe anche farle suonare poiché il pubblico disattento (ovvero chi ascolta la musica superficialmente), è nettamente più numeroso rispetto a quello che ama scoprire progetti artistici nuovi.

In questo caso sì che parliamo di resistenza! Forse non ci sono molte realtà come le nostre perché semplicemente non è facile trovare uno chef che fa il direttore artistico.

Come vi è venuto in men- te di aprire un’etichetta? Non vi sembra una follia di questi tempi di crisi per la discografia? I dischi non si vendono quasi più, dopo LeSigarette avete intenzione di andare avanti e produrre altri gruppi?

Nascono Le Sigarette e poi l’etichetta. È stata un’esigenza, ma anche una cosa naturale. L’idea di continuare c’è ma ci penseremo molto bene prima di produrre un nuovo disco perché è davvero un lavoro duro e che non conoscevamo. Abbiamo ancora molto da imparare e la prossima volta vorremmo metterci qualcosa in più come in tutto ciò che facciamo.

Un simpatico aneddoto legato a un concerto in particolare che ti viene in mente? Qual è la cosa più divertente a cui hai assistito a ‘Na cosetta?

Ce ne sono tantissimi e alcuni preferisco non dirli (ride). Però una cosa degli ultimi tempi mi è rimasta impressa: Simone Cristicchi che racconta barzellette al bancone del bar! Non me lo aspettavo davvero, tu te lo aspetteresti da chi ha scritto “Ti regalerò una rosa”?.