#OutThisWeek – Le novità in sala, 13/03

Tutti i film al cinema in uscita durante la terza settimana di Marzo

Siamo già arrivati alla terza settimana di Marzo, e insieme all’allergia tornano anche parecchi personaggi conosciuti. Ecco infatti che ritroviamo sul grande schermo il corrucciato faccione di Keanu Reeves in John Wick 2, l’ancora più corrucciato volto di Samara in The Ring 3 (remake/reboot/sequel della famosa saga della videocassetta mortale), e infine Belle (Emma Watson) e “la bestia” nel remake live-action di, appunto, La Bella e la Bestia.

Ecco tutte le pellicole:

DAL 16 MARZO:

LA BELLA E LA BESTIA (Beauty and the Beast) di Bill Condon

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Ecco finalmente approdare in sala l’atteso adattamento live-action del classico Disney de La Bella e la Bestia: il film sarà un vero e proprio musical e includerà tutte le canzoni già universalmente conosciute e amate nell’originale. Il ruolo di Belle sarà di Emma Watson, mentre il motion-capture della bestia sarà interpretato da Dan Stevens (star protagonista del nostro amato tv-show Legion).


JOHN WICK 2 (John Wick: Chapter Two) di Chad Stahelski

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Ecco il ritorno sul grande schermo anche del killer professionista John Wick: dopo il bagno di sangue svoltosi nel primo film della serie, il desiderio di vendetta dello spietato Keanu non si placa. Nel Capitolo 2 a trascinarlo di nuovo dentro è un boss italiano, Santino D’Antonio, che vuole rubare il posto della sorella Gianna alla Gran Tavola. Che la carneficina abbia inizio.


LOVING di Jeff Nichols

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Una straordinaria Ruth Negga, candidata all’Oscar, accompagna Joel Edgerton nel ruolo da protagonista per Loving. Il muratore Richard Loving vive in una zona rurale della Virginia americana, ed è deciso a sposarsi con Mildred, ragazza afroamericana. Siamo però nel 1959 e la Virginia punisce con il carcere le unioni miste: al bianco Richard e alla nera Mildred non resta che dichiararsi colpevoli e accettare un esilio di 25 anni in un altro stato. Grazie all’interessamento della lega per i diritti civili, il caso Loving versus Virginia arriverà fino alla corte Suprema.


THE RING 3 (Rings) di F. Javier Gutiérrez

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Torna inaspettatamente al cinema un nuovo capitolo della fortunata serie horror di The Ring, in una veste di remake/reboot/sequel. Una giovane donna comincia a preoccuparsi per il suo ragazzo quando lo vede interessarsi ad un’oscura credenza intorno ad una misteriosa videocassetta che si dice uccida dopo sette giorni chi la guarda. Nelle ricerche per documentarsi scoprirà però qualcosa di terribile: c’è un “film dentro il film” che nessuno ha mai visto prima.


CHI SALVERA’ LE ROSE? di Cesare Furesi

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Giulio Santelia è un anziano signore. Ha fatto del poker una professione, dimenticando il titolo di Avvocato, e dedicandosi alla sua storia d’amore con Claudio: ha anche una figlia, Valeria, rimasta orfana prestissimo, che da tempo non vive con lui, con cui ha un rapporto conflittuale e che invece adora Claudio. Valeria ha a sua volta un figlio, Marco, che ha cresciuto da sola, che adora i “nonni” e ha ereditato la passione del poker, seppur con scarsi risultati. Quando Claudio si ammala gravemente, tutto l’amore viene raccolto da Giulio in una rosa, portata al suo capezzale ogni mattina.


AEFFETTO DOMINO di Fabio Massa

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Lorenzo è un trentenne che lavora in un’associazione che si occupa di insegnare ai bambini disagiati. Tra questi c’è il piccolo Kalid, che presto gli trasmette l’amore per il “continente nero”. Quando si presenta l’occasione di andare a lavorare proprio in Africa, Lorenzo non se la lascia sfuggire. Una notizia lo costringerà però a tornare in Italia deve fare ritorno in Italia per ricevere una brutta notizia: un melanoma in fase avanzata innesca un effetto domino sulla sua vita, dal rapporto con la famiglia all’amore, all’amicizia, alle scelte.


UN TIRCHIO QUASI PERFETTO (Radin!) di Fred Cayavé

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François Gautier è tirchio fatto e finito. La sua unica gioia è risparmiare, tanto che la sua vita è scandita in funzione di un unico obiettivo: non mettere mai mano al portafoglio. Due eventi lo costringeranno a cambiare stile di vita: si innamora di una donna e scopre di avere una figlia di cui ignorava l’esistenza.

Ci vediamo la prossima settimana!

 

 

Gomorroide: La presentazione a Roma del film

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Siamo stati alla presentazione a Roma della pellicola Gomorroide, prodotta da Tunnel produzioni, Bronx Film e Minerva Pictures, del trio comico I Ditelo Voi, in uscita nelle sale italiane il 9 Marzo, dove abbiamo avuto modo di chiacchierare sia con i protagonisti che con i produttori, venendo a conoscenza di un po’ di particolari inediti.

“Non è una presa in giro della serie Gomorra”, ci tengono a precisare subito i produttori “quanto più che altro trae ispirazione dalla fonte originale, ovvero il libro di Roberto Saviano, per cercare di esorcizzare il problema della Camorra attraverso la risata”. Dai pochi sketch che ci hanno mostrato i rimandi alla serie sembrano però immediati sia per l’estetica che per alcune citazioni, come l’“E adesso ci ripigliamo tutto quello ch’è nuostr'” di uno dei personaggi.

La formula dei tre è già collaudata: Gomorroide è infatti già uno spettacolo live dei tre comici di Made in Sud, che hanno dovuto però rimaneggiare i tempi comici alla struttura filmica. In aggiunta, i tre questa volta non interpreteranno solamente degli strampalati camorristi, ma si “sdoppieranno” in una sorta di meta-narrazione nella quale vestiranno panni degli attori  protagonisti di una serie contro la camorra, oggetto di minacce dal mondo della malavita per la potenziale lesione alla credibilità dell’organizzazione.

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Gomorroide è anche carico di riferimenti a fatti di cronaca realmente accaduti nella città di Napoli, dove il film è ambientato (come l’incendio alla città della Scienza), e anche di numerosi omaggi alla storia del cinema. Vista la scarsa presenza di nuovi volti della comicità italiana, il produttore Nando Mormone ha illustrato come la pellicola sia un importante investimento per lanciare nuovi talenti emergenti.

Durante la conferenza, infine, è stato fatto notare come Rai Cinema non abbia sostenuto economicamente il film, senza alcuna chiara giustificazione, nonostante il trio di comici venga etichettato come direttamente legato all’emittente televisiva.

Ecco il video della breve intervista che abbiamo fatto al trio I Ditelo Voi:

 

 

La luce sugli oceani – La recensione in anteprima (senza spoiler)

La luce sugli oceani (The light between the oceans) di Derek Cianfrance. Con Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz. Prodotto da Heyday Films, Reliance Entertainment, DreamWorks SKG, Participant Media. Distribuito da Eagle Pictures. Uscita in Italia: 8 Marzo

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Il melodramma è un territorio estremamente rischioso, ma ciò poco importa a Derek Cianfrance, 41enne regista americano, che torna a raccontare per la terza volta una storia di una coppia posta di fronte a duri eventi da superare: dopo l’apprezzato Blue Valentine (2010) e The place beyond the pines, in Italia Come un tuono (2012), La luce sugli oceani è invece un dramma storico di cui già le premesse non sono estremamente incoraggianti.

Tratto dal romanzo di M.L. Stedman, “The light between the oceans” è una storia strappalacrime che si ambienta dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, su un’isola australiana apparentemente dimenticata da Dio e dagli uomini. Qui Tom (Michael Fassbender), eroe di guerra, sarà il nuovo custode del faro e, nonostante abbia deciso di vivere questa vita di isolamento forzato per sfuggire dal doloroso ricordo della guerra, troverà inaspettatamente anche l’amore negli occhi della dolce Alicia Vikander.

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Accolto abbastanza freddamente dopo la presentazione allo scorso Festival di Venezia, se questa storia dovrebbe cercare nell’alchimia e nell’empatia per i due protagonisti il suo punto di forza si trova invece proprio qui il primo problema: da una parte il camaleontico Fassbender è in evidente disagio per tutta la pellicola, e dall’altra anche il personaggio interpretato dalla Vikander risulta più antipatico che altro, schermando qualsiasi possibilità di commiserazione da parte dello spettatore per il dolore della donna.

Il problema più grande della pellicola si trova però soprattutto nella generale messa in scena: le onde del mare, i primi piani sui protagonisti addolorati e sui loro pensosi e languidi sguardi, la colonna sonora da drammone composta da un poco ispirato Alexander Desplat, sono tutti fattori che creano un prodotto così classico e prevedibile da risultare anacronistico sia nella storia che nello stile. In aggiunta anche la durata della pellicola non aiuta, dando la sensazione di trascinarsi stancamente per tutta la sua parte centrale, per poi avere una soluzione finale inspiegabilmente frettolosa.

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Forse l’unica cosa che si salva sono le location, già di per sé incredibili ma dietro le quali il regista si scherma un po’: le condizioni atmosferiche tempestose rispecchiano abbastanza bene il tormento emotivo dei protagonisti, ma finiscono per essere più efficaci delle interpretazioni stesse.

Insomma, viene proprio da chiedersi come sia possibile che si sia sentita l’impellente necessità di adattare su schermo una storia così classica, in una maniera altrettanto canonica: le melassose pose da quadro vittoriano e gli insistenti tramonti sembrano provenire direttamente da un cinema antico, di cui sinceramente non se ne sente più il bisogno. Il risultato finale è quindi una pellicola vecchia come il target a cui si rivolge, composto principalmente da appassionate lettrici di romanzi rosa dal fazzoletto facile.

Kong: Skull Island – La Recensione in anteprima (senza spoiler)

Kong: Skull Island, diretto da Jordan Vogt-Roberts. Cast: Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, Brie Larson, John Goodman, John C. Reilly, Toby Kebbell. Prodotto da Legendary Pictures e distribuito da Warner Bros. Pictures. Uscita nelle sale italiane: 9 Marzo

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È in uscita nelle sale italiane il 9 Marzo il secondo film appartenente all’ormai dichiarato universo condiviso dei mostri giganti, il MonsterVerse, che segue il Godzilla del 2014 diretto da Gareth Edwards.

Come il film del lucertolone, anche questo Kong: Skull Island è stato diretto da un regista semisconosciuto, Jordan Vogt-Roberts, a cui (nonostante avesse alle spalle solo una piccola pellicola indie) è stato affidato il budget stellare di questo reboot: quello a cui tiene Roberts è però mettere subito in chiaro, sin dall’inizio del film, la volontà di intraprendere una strada totalmente diversa rispetto alle varie versioni di King Kong che abbiamo in passato visto su schermo.

Questa grossa differenza si vede già a partire dal setting: dopo un’efficace sequenza di apertura ambientata durante la fine della Seconda Guerra Mondiale, che fa un po’ da prologo al film, veniamo catapultati nell’epoca in cui il resto della pellicola sarà ambientata, gli anni ’70. In questo salto cronologico l’associazione governativa M.O.N.A.R.C.H. (già vista proprio in Godzilla), guidata da John Goodman, decide di andare ad esplorare un’isola incontaminata a sud del Pacifico, l’Isola dei Teschi, da sempre rimasta fuori dalle mappe e ora finalmente trovata grazie a nuove foto satellitari. Gli scienziati saranno accompagnati da un gruppo di soldati guidati da Samuel L. Jackson, un comandante dei marines desideroso di rivincita dopo aver abbandonato la guerra contro i “Charlie”, dal cacciatore britannico Tom Hiddleston (vestito come Nathan Drake di Uncharted) e  da Brie Larson, una fotografa in cerca di nove avventure.

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A sostituire la classica ambientazione degli anni ’30, quindi, è proprio la gustosa estetica dei Seventy’s a farla da padrone: oltre ai numerosi rimandi alla guerra del Vietnam e ai suoi soldati in perenne ricerca di un’altra battaglia da combattere (alcune scene sono un chiaro omaggio ad Apocalypse Now), anche la colonna sonora pompa canzoni rock di quell’era, da Down on the Streets dei The Stooges fino a Run Through the Jungle di John Fogerty,  in una maniera che per fortuna ricorda più i Guardiani della Galassia che Suicide Squad (nel quale le canzoni sembravano inserite un po’ forzatamente).

Il tono del film è molto diverso anche dalla pellicola con la quale Kong: Skull Island condivide lo stesso universo: se Godzilla era abbastanza serioso e la sua estetica puntava a toni cupi e a colori tendenti al grigio e al bluastro, qui invece ci troviamo davanti ad un tripudio di rossi, arancioni e colori saturissimi che ricordano molto Mad Max Fury Road, così come non mancano parecchie battute e dialoghi divertenti. In aggiunta, se in Godzilla gli uomini erano protagonisti tanto quanto il lucertolone (comunque al centro di alcune sequenze di distruzione mozzafiato), qui il protagonista indiscusso è Kong, unico vero personaggio della pellicola a cui è riservato anche un po’ di background. I personaggi di cui abbiamo parlato, infatti, rimangono piatti quanto una sottiletta per tutta la durata della pellicola: non verremo a conoscenza di alcun retroscena né vera motivazione di alcuno di loro, nessuno avrà un’evoluzione, non ci interesserà della morte di nessuno, in una vuotezza così marcata che persino il tentativo dell’avventuriero interpretato da Tom Hiddleston di dire qualcosa sul suo passato, a un certo punto del film, ci sembrerà quasi fuori luogo.

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Ma tutto ciò è necessariamente un difetto? Dipende sicuramente con quale predisposizione e aspettativa state andando a vedere il film: se pensate di trovare approfondimento psicologico e sentimento, se volete commuovervi e meditare sulla differenza tra l’uomo e l’animale come nella versione di King Kong di Peter Jackson, allora state pure a casa. Se volete spegnere il cervello per due ore e lasciarvi trasportare dal divertimento eccessivo più assoluto, invece, siete nel posto giusto. Sì, perché Kong: Skull Island funziona così bene proprio perché non ha paura di dichiararsi apertamente tamarro e sopra le righe in tutto. L’approfondimento è accantonato in favore dell’estetica più assoluta: le location sono meravigliose, il design delle creature fa gioire chiunque da bambino abbia passato pomeriggi a disegnare mostri di ogni genere, lo scimmione e le sue scazzottate lasciano con gli occhi sbarrati dallo stupore. Sorprende soprattutto, infatti, come questo regista sconosciuto sia riuscito a mettere in scena queste sequenze di combattimento dove l’azione è fluida e mai caotica, con la telecamera che segue i bestioni che si cartellano di mazzate dando una chiara idea della loro mastodontica scala.

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Chiaramente non mancano degli eccessi, e questa grafica fumettosa a tratti richiama troppo un videogioco (per chi ha già visto il film: maschera antigas + katana), così come anche il montaggio frenetico e aggressivo funziona alla grande nelle sequenze d’azione ma forse dà leggermente fastidio in quelle che dovrebbero lasciare un po’ più di respiro allo spettatore. Tuttavia questo non voler essere autori a tutti i costi, questo divertirsi e voler divertire (e fare anche un po’ gli scemi) ci piace da morire, e crea un nuovo canovaccio-tipo da filmone di serie-B tutto made in Hollywood.

Si abbandona la civiltà per buttarsi a capofitto in una natura sconosciuta, in cui tutto è grande e ignoto:  lo scimmione sorge maestoso davanti al sole e gli elicotteri di lamiera, che poco prima hanno superato una tempesta di fulmini, cadono come mosche sotto la collera del mostro. Una delle icone cinematografiche più antiche di sempre è tornata, e stavolta Kong è veramente il Re indiscusso.

P.S.: Restate fino alla fine dei titoli di coda… Ne vale davvero la pena.

Dunkirk: la copertina su Premiere e i primi dettagli sulla struttura del film

Cominciano a trapelare le prima informazioni su Dunkirk, il nuovo film di Christopher Nolan, al quale la rivista Premiere ha dedicato il numero di marzo e aprile 2017.

Oltre alla copertina, all’interno è presente anche una dichiarazione del regista a proposito dello stile narrativo della pellicola che, non tradendo lo stile del regista, si preannuncia ancora una volta estremamente intrigante:

Il film sarà raccontato da tre punti di vista: l’aria (gli aerei), la terra (la spiaggia) e l’acqua (le imbarcazioni dell’esercito).

Per i soldati coinvolti nel conflitto gli eventi si svolsero in tempi diversi: sulla terra alcuni rimasero bloccati sulla spiaggia per una settimana, sull’acqua gli eventi durarono al massimo un giorno, mentre sugli aerei diretti a Dunkirk il carburante permetteva un’ora di volo.

Per raccontare tutte queste versioni della storia, ho dovuto mescolare gli strati temporali. Da qui la struttura così complicata, anche se la storia, ancora una volta, è molto semplice.

Ecco la copertina:

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Suicide Squad 2, Mel Gibson: “Abbiamo discusso della storia”

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Non è una novità che Mel Gibson sia ormai in aperte trattative con la Warner Bros. per dirigere il secondo capitolo di Suicide Squad, dove vedremo i supercattivi dal cuore tenero tornare sul grande schermo (nonostante l’accoglienza abbastanza tiepida riscossa nel grande pubblico e la demolizione della pellicola da parte della critica).

Arriva proprio dalle molte domande riservate all’eccentrico attore e regista durante la serata degli oscar qualche novità sullo stato delle trattative:

“Ho appena incontrato alcune persone e abbiamo parlato di alcuni punti della storia, ma non so ancora se lo farò. Ammetto però che è divertente chiacchierare di certe cose senza impegno. Se poi riusciremo a dare massima espressione a ogni nostra idea, vedremo!”

Ecco tutta l’intervista di Entertaiment Tonight:

#OutThisWeek – Le novità in sala, 27/02

Le uscite in sala della prima settimana di Marzo

Febbraio si è concluso e ha portato con sé moltissime pellicole interessanti, molte delle quali candidate ai premi Oscar che si sono svolti proprio lo scorso weekend. Con Marzo vediamo tornare sugli schermi il supereroe “artigliato canadese” più amato, Wolverine, per il suo ultimo film: Logan. Ma non solo: ecco il nuovo film di Ferzan Ozpetek, Rosso Istanbul (qui la nostra recensione); Omicidio all’italiana di Maccio Capatonda e anche il nuovo film che vede Ben Affleck alla regia: La legge della notte.

Ma andiamo a vedere insieme tutte le pellicole che vi aspettano al cinema a partire da questa settimana:

DAL 27 FEBBRAIO:

PIENA DI GRAZIA di Andrew Hyatt

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Questa pellicola storica ripercorre gli ultimi anni della vita di Maria di Nazareth, mostrando i suoi sforzi per aiutare la nascente Chiesa cristiana a riguadagnare il suo incontro con il Signore.


DAL 1 MARZO:

LOGAN di James Mangold

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L’ultimo capitolo della saga che ha visto uno straordinario Hugh Jackman ricoprire le vesti (e gli artigli) di Wolverne, si ambienta ad El Paso, nel 2029. Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione. Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funziona più come un tempo, mentre il Professor X ha novant’anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro. Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.


CARO LUCIO TI SCRIVO di Riccardo Marchesini

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Un viaggio nella poetica di Lucio Dalla ma anche nella città di Bologna. I personaggi principali della docufiction sono quelli delle canzoni di Lucio, tra Anna e Marco, Futura, Meri Luis. Saranno loro a prendere carta e penna per raccontare a Dalla le proprie vite, a partire dal momento in cui lui li ha persi di vista.


DAL 2 MARZO:

ROSSO ISTANBUL di Ferzan Ozpetek

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Qui la nostra recensione. Ferzan Ozpetek torna nella sua terra natale per adattare su schermo il suo libro, dedicato alla madre: Orhan Sahin è uno scrittore che torna ad Istanbul dopo vent’anni di lontnanza per fare da editor a un celeberrimo regista, Deniz Soysal, che ha scritto un libro in cui sono contenuti ricordi d’infanzia e giovinezza, nonché amori, amici e parenti: questi ultimi ancora vivi e presenti nella Istanbul contemporanea, e pronti a presentarsi al cospetto di Orhan. Soysal invece, dopo un breve contatto iniziale, scompare, come per lasciare il suo posto all’editor venuto dall’Inghilterra. Sahin raccoglierà suo malgrado il testimone del regista entrando nella sua vita e nel suo mondo degli affetti, con un coinvolgimento personale che sorprenderà lui per primo.


LA LEGGE DELLA NOTTE di Ben Affleck

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Veterano della Prima Guerra Mondiale, Joe Coughlin diventa un criminale nell’America del proibizionismo. Figlio del capo della polizia di Boston, ripudia il genitore e la buona educazione per trovare il suo posto nella guerra tra irlandesi e italiani, tra fiumi di champagne, club fumosi, banditi che volano dai tetti, Ku Klux Klan, fanatismo religioso e donne. Per guadagnarsi una vita di giorno, dovrà mettere mano alle armi e abbracciare la legge della notte.


OMICIDIO ALL’ITALIANA di Marcello Macchia (Maccio Capatonda)

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Una divertente commedia che mette in scena brillantemente il problema della cronaca nera “scandalistica”: nel paesino abruzzese di Acitrullo non succede mai niente, finché la contessa Ugalda Martiro In Cazzati non si strozza con un dolcetto e al sindaco Piero Peluria non viene in mente di trasformare quella morte accidentale in un accoltellamento multiplo, di quelli che piacciono tanto alla trasmissione televisiva Chi l’acciso. Da non perdere.


OZZY – CUCCIOLO CORAGGIOSO di Alberto Rodriguez

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Ozzy, un simpatico beagle, svolge una vita serena e idilliaca fino al giorrno in cui i suoi padroni, devono improvvisamente partire per il Giappone senza la possibilità di portarlo con loro. Profondamente addolorati, i Martins dovranno cercare una sistemazione temporanea per Ozzy e la scelta ricade su un canile extra lusso: quello che all’apparenza sembra un paradiso di amore e coccole, si rivelerà ben presto una terribile prigione per cani, gestita da un proprietario malvagio.


VI PRESENTO TONI ERDMANN di Maren Ade

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Winfried Conradi è un anziano uomo che ama scherzare, colpendo indistintamente da familiari a fattorini: a casa della ex moglie una sera a sorpresa ritrova sua figlia. Ines ha quasi quarant’anni e una carriera che impegna ogni ora della sua giornata, vivendo appesa al telefono e con poco tempo da spendere in famiglia. Senza preavviso, Winfried decide di farle visita, infilandosi una parrucca e una dentiera artificiale, irrompendo nella sua vita come Toni Erdmann, coach naïve e improvvisato che sa bene che una canzone crea più valore di un’azione in borsa.


A GOOD AMERICAN di Friedrich Moser

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La storia del più grande fallimento nella storia dell’NSA: William Edward Binney è un critto-matematico, decodificatore, analista dell’intelligence ed ex Direttore Tecnico della National Security Agency degli Stati Uniti. Bill Binney comincia a sviluppare un programma in grado di tracciare collegamenti precisi tra due miliardi e mezzo di telefoni, che pian piano si allargano a coprire la quasi totalità di individui e mezzi di comunicazione sul globo terrestre. Il programma si chiama Thin Thread e sarebbe stato probabilmente in grado di sventare l’11 settembre, come ha dimostrato un esperimento successivo, se non fosse stato subito proibito dalla sua eccessiva economicità, che avrebbe stravolto il mercato.


FALCHI di Toni D’Angelo

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Peppe e Francesco sono due Falchi, ovvero due poliziotti della sezione speciale della Squadra mobile di Napoli, e danno la caccia alla piccola e grande criminalità della città: sono però soprattutto uomini fallibili, fratelli di strada impegnati a distinguere il giusto dall’ingiusto in un mondo in cui quel confine diventa sempre più labile.


GOD’S NOT DEAD 2 di Harold Cronk

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Ispirato a numerose cause legali accadute negli Stati Uniti, il film affronta il delicato tema della difesa del diritto alla libertà di espressione e di opinione, spingendo a interrogarsi sui grandi valori della vita, per arrivare a chiedersi: quanto si è disposti a rischiare per difendere ciò in cui si crede?


PASSERI di Runar Runasson

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Questo racconto di formazione ambientato nella campagna islandese vede protagonista un ragazzino sedicenne che, quando la madre decide di partire per una missione in Uganda con il nuovo compagno, si vede costretto a trasferirsi da Reykjavik nel desolato e sperduto paese dove aveva vissuto da ragazzino. Nell’estate islandese, illuminata notte e giorno, Ari, dapprima perso e solitario, capisce che deve affrontare la vita.