Le 5 curiosità su… Lucio Dalla

– LUCIO DALLA-

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  1. Lucio Dalla e la censura sanremese

Sanremo, croce e delizia per tanti artisti e anche con Lucio Dalla non fu da meno. Era il 1971 e Dalla presentò “Gesù Bambino”, una delle sue canzoni più belle. Tuttavia il titolo fu giudicato inadeguato visto il tema della canzone, così lo stesso Dalla ribattezzò la canzone con il nuovo titolo “4/3/1943”, la sua data di nascita. Anche il testo fu in parte modificato: da «ladri e puttane…», la strofa cambiò in «per la gente del porto…». Conquistò comunque il terzo posto alla kermesse canora.

  1. Lucio Dalla o Domenico Sputo?

Lucio Dalla ha preso parte nelle vesti di corista, tastierista e sassofonista a diversi album di diversi “suoi” artisti, quali: Stadio, Ron, Luca Carboni, con lo pseudonimo di Domenico Sputo. Lo stesso Dalla alla fine si citerà nel brano “Domenico Sputo” presente nell’album Luna Matana.

  1. Talent scout di successo

Molti sono stati gli artisti che hanno avuto una gran carriera scoperti e lanciati da Dalla, a cominciare dagli stessi Stadio, Ron e Luca Carboni. A Dalla si deve anche il merito di aver scoperto Rino Gaetano: “Faceva l’autostop con la chitarra a tracolla e gli diedi un passaggio per Roma dove andava alla ricerca di un contratto. Mi fece sentire le sue canzoni in anteprima e lo portai da Vincenzo Micocci che poi lo lanciò”

  1. Lucio Dalla e l’orecchino di D10S

Abbigliamento e comportamenti estrosi e sempre sopra le righe hanno contraddistinto negli anni sessanta il personaggio di Lucio Dalla. In pochi però sanno, che in età più recente, gli venne regalato un orecchino con il brillantino da Diego Armando Maradona durante un incontro a Buenos Aires.

  1. Piazza Grande

Concludiamo con una delle canzoni più amate del suo vastissimo repertorio, “Piazza Grande” scritta insieme a Ron. Il brano racconta di una piazza che lo stesso cantautore amava frequentare da giovane. Tuttavia la piazza di Piazza Grande non è piazza Maggiore, come in molti hanno pensato e neanche l’omonima Piazza Grande di Modena, ma la più piccola Piazza Cavour a Bologna.

 

Cinque anni senza Lucio Dalla, il poeta che ci ha ricordato la bellezza del cantautorato

lucio-dalla-angelo_650x300“Se io fossi un angelo chissà cosa farei…” è una delle più belle frasi di uno dei capolavori di un cantautore geniale ed eclettico, che ci ha lasciato cinque anni fa: Lucio Dalla. A riascoltarlo oggi questo estratto, tratto da una canzone, tutta meravigliosa, intitolata per l’appunto “Se io fossi un angelo”, fa sempre un po’ sorridere; chissà, infatti, cosa stara combinando in cielo un cantautore unico come Dalla.

Di certo avrà già tenuto migliaia di concerti facendo innamorare intere “curve” di angeli; avrà poi messo su una scuola per i musicisti che ci hanno lasciato troppo presto e starà insegnando loro come toccare le corde dell’anima, quell’anima che canzoni, come quella sopracitata, colpiscono ancora oggi.

In questi cinque anni sono stati tanti gli omaggi che la musica italiana ha riservato al cantautore bolognese ed anche quest’anno, soprattutto la sua Bologna, lo ricorderà con grande affetto. Ringraziamenti dovuti ad un vero e proprio maestro del cantautorato, che, oltre a scrivere pezzi che resteranno per sempre nella storia della musica, ha permesso in primis a quei ragazzi della “scuola Dalla”, come Samuele Bersani, Luca Carboni o Gaetano Curreri tanto per citarne alcuni, di lasciare un segno tangibile nel nostro panorama musicale e, in secundis, ha regalato a tantissimi appassionati di musica l’opportunità di sognare, e magari intraprendere, il duro cammino della musica italiana moderna.

“Se io fossi un angelo… è chiaro che volerei. Zingaro, libero, tutto il mondo girerei…” e, questo lo aggiungo io, “con l’arte della mia musica ad emozionarvi continuerei…”.

Grazie Lucio!