#OutThisWeek – Le novità in sala, 06/03

Le uscite al cinema della seconda settimana di Marzo

Eccoci alla seconda settimana del mese più pazzerello dell’anno, con le uscite al cinema stiamo messi meglio? Beh, noi crediamo di sì. Questa settimana infatti vi aspettano in sala parecchie pellicole interessanti: su tutte vi segnaliamo Il diritto di contare, film amato negli States che si è meritato anche qualche nomination agli Oscar, la storia del pugile Vinny Pazienza Bleed – più forte del destino, prodotto dal maestro Martin Scorsese; e soprattutto lo spettacolare reboot del gorillone più famoso della storia del cinema in Kong: Skull Island.

Ma andiamo a vedere tutte le pellicole:

DALL’8 MARZO

AUTOPSY (The Autopsy of Jane Doe) di André Øvredal

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Tommy Tilden è un esperto medico legale e gestisce con suo figlio Austin un obitorio in Virginia. Un giorno lo sceriffo del posto arriva con un caso di emergenza, il cadavere di una donna sconosciuta ritrovato in un seminterrato a seguito di un pluriomicidio: il corpo della donna è perfettamente conservato all’esterno, ma all’interno è stato smembrato e rimangono segni di cicatrici e bruciature, come se fosse stata vittima di un orribile e misterioso rituale di tortura.


BLEED – PIU’ FORTE DEL DESTINO (Bleed For This) di Ben Younger

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La storia vera di Vinny Pazienza, è un pugile italoamericano famoso sia per le sue straordinarie vittorie sul ring che per la sua vita privata fatta di eccessi e stravaganze. Nel pieno della sua carriera rimane vittima di un terribile incidente automobilistico che rischierà di compromettere, in maniera irreversibile, l’uso delle gambe. Saranno la determinazione ed il coraggio del suo allenatore, Kevin Rooney, ad aiutarlo a rimettersi in piedi e a riprendere a combattere. Qui la nostra recensione.


IL DIRITTO DI CONTARE (Hidden Figures) di Theodore Melfi

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L’incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afroamericane che  lavorarono alla NASA fornendo il loro indispensabile contributo ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn.


LA LUCE SUGLI OCEANI (The Light Between Oceans) di Derek Cianfrance

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I coniugi Sherbourne (Michael Fassbender e Alicia Vikander) stanno facendo di tutto per avere un figlio, ma senza successo, quando trovano una neonata abbandonata in una barca alla deriva e la allevano in segreto come fosse loro: scopriranno presto, però, che la vera madre della piccola (Rachel Weisz) è viva e sono anni che la cerca senza riuscire a darsi pace. Qui la nostra recensione.


STRANE STRANIERE di Elisa Amoruso

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In uscita proprio l’8 Marzo, ecco le storie di cinque donne arrivate in Italia più o meno da lontano, spinte a lasciare le proprie radici da ragioni diverse: l’amore, il lavoro, la curiosità o forse il destino, con in comune l’essere riuscite a dar vita a un’attività propria, reinventandosi e integrandosi con successo in una nuova realtà.


DAL 9 MARZO:

KONG: SKULL ISLAND di Jordan Vogt-Roberts

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1973. All’indomani del ritiro delle truppe americane dal Vietnam, due scienziati convincono Washington a finanziare una missione segreta alla scoperta di un’isola nel sud del Pacifico. Quando gli elicotteri superano la nube tempestosa che nasconde l’isola al mondo esterno, fanno ben presto conoscenza con un gigantesco gorilla, venerato come un dio e chiamato Kong. Qui la nostra recensione.


MISTER UNIVERSO di Tizza Covi, Rainer Frimmel

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Tairo è un ventenne domatore di tigri e di leoni, membro della dinastia circense dei Caroli.: il circo risente della crisi ancor più di altri settori dello spettacolo dal vivo, e i Caroli se la passano piuttosto male. Uno dei leoni di Tairo è morto, una leonessa è anziana e malata, e qualcuno ha sottratto al ragazzo il suo portafortuna: una sbarra a forma di ferro di cavallo, piegata davanti ai suoi occhi di bambino dal culturista Arthur Robin, che fu Mister Universo nel ’57 e poi si esibì in tutta Italia a fianco di Orlando Orfei.


IL PADRE D’ITALIA di Fabio Mollo

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Questo inedito road movie all’italiana vede come protagonista Paolo, uomo appena lasciato dal compagno, che una sera, in cerca del suo vecchio amante, incontra invece Mia, giovane donna incinta che sembra non sapere cosa fare di se stessa né della bambina che aspetta: Paolo si farà carico di Mia e cercherà di riportarla a casa.


QUESTIONE DI KARMA di Edoardo Falcone

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p style=”text-align:justify;”>Regia Edoardo Falcone
Attori Elio Germano
Fabio De Luigi

Giacomo (Fabio De Luigi) è lo stravagante erede di una dinastia di industriali. La sua vita è stata segnata dalla scomparsa del padre quando era molto piccolo: dall’incontro con un eccentrico esoterista francese, che gli afferma di aver individuato l’attuale reincarnazione del padre in tal Mario Pitagora (Elio Germano), la sua vita cambierà drasticamente, così come anche quella di Mario.


PHANTOM BOY di Jean-Loup Felicioli, Alain Gagnol

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Il secondo film di animazione degli autori di Un gatto a Parigi (2010) è un omaggio ai polizeschi classici così come anche al mondo dei supereroi. Un bambino leucemico in cura all’ospedale scopre di avere dei superpoteri: il suo sangue gli consente di staccarsi dal corpo a mo’ di fantasma. Svolazzando per New York, diventa il braccio destro di un poliziotto in sedia a rotelle che dà la caccia a un gangster pagliaccio che sta ricattando la città.


GOMORROIDE di Francesco De Fraia, Raffaele Ferrante, Domenico Manfredi

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La camorra è in ginocchio. Il merito di questo inaspettato declino è del più grande fenomeno mediatico degli ultimi anni: GOMORROIDE, un telefilm comico che prende in giro la spietata organizzazione criminale. Quando all’emittente televisiva viene recapitata una busta con tre proiettili indirizzata agli attori, nessuno prende veramente sul serio quell’intimidazione. Almeno finché il trio sarà costretto ad entrare in un programma di protezione che lo sballotterà su e giù per l’Italia.

Alla prossima settimana!

LEGION: episodio 01×03 – La recensione

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La terza puntata di Legion si apre con una scena che vede la dottoressa Melanie Bird, a capo di Summerland, dialogare con una macchina del caffè futuristica che racconta alla donna la storia giapponese della ragazza- gru, Tsuru no Ongaeshi: un taglialegna e la moglie salvano una gru da una trappola e ricevono, subito dopo, la visita di una giovane donna vestita di bianco. La ragazza si ferma dai due coniugi e li convince ad acquistare un telaio, con il quale provvederà a cucire dei vestiti che i due poi potranno vendere, in modo da sdebitarsi della loro ospitalità. La regola da non infrangere è una sola: mentre ella lavora, i due non la dovranno mai guardare. Chiaramente, la promessa fatta verrà presto infranta e la ragazza verrà rivelata per quello che realmente è, ovvero la gru che poco prima i due avevano salvato: a causa della curiosità dei due, ella volerà lontano senza mai più ritornare.

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La curiosità può essere spesso controproducente, è il chiaro messaggio della storia fornita dalla saggia macchinetta del caffè, e sarà proprio la curiosità nei confronti della mente di David Haller il fattore che metterà in pericolo l’intera combriccola di personaggi di Legion. Anche questa puntata infatti, come la precedente, si svolge interamente con Ptonomy, Melania Bird e la dolce Syd che continuano ad indagare sulla memoria del potentissimo mutante: ad un incremento continuo dei flash che David ha della sorella imprigionata e interrogata, corrisponderà una parallela necessità di capire la portata e l’entità dei suoi poteri prima che essi possano essere controllati.

Come i personaggi continuano imperterriti a voler esplorare la mente di David, fino anche a venirne imprigionati all’interno, così anche lo stile visivo e narrativo della serie cambia poco o niente rispetto alla puntata scorsa: se la struttura di Summerland comincia un po’ a stancare soprattutto a causa della monotonia delle location, quando veniamo catapultati nella mente del mutante la serie mantiene i suoi altissimi standard qualitativi. La trama orizzontale infatti è anche qui praticamente inesistente, lavorando più che altro sul groviglio di sensazioni e riferimenti confusi della labirintica mente del mutante e mantenendo una narrazione estremamente compatta ed efficace: i giochi di montaggio si alternano a continui cambi del taglio d’inquadratura,  con uno stile riconoscibilissimo e unico.

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In aggiunta, in questa puntata la serie viene contaminata anche da con fortissime tinte horror: in attesa di scoprire chi (o cosa) sia il terrificante “Demone dagli occhi gialli” che infesta la mente del povero David, dai suoi ricordi emerge anche un’altra figura a tormentare i tre esploratori della mente. Si tratta di un pupazzo dalla testa gigante (e dai tratti un po’ hitleriani) che sembra essere uscito direttamente dal macabro libro della buonanotte che veniva letto  ogni sera al piccolo David dal padre, la cui identità ci è ancora ignota.

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Se questa inedita svolta horror funziona alla grande, c’è da dire che viene naturale chiedersi quanto ancora la serie ideata da Noah Hawley reggerà questo tipo di narrazione che tanto indaga sul passato del protagonista, quanto fa progredire quasi per nulla la storia principale. David è un teleporta? È un telecineta? Un telepate? Quanto è potente realmente? Cosa è successo nel suo passato? Cosa, di quello che stiamo vedendo su schermo, sta accadendo realmente e cosa invece è solo una sua allucinazione? Ancora sono molte le domande alle quali la serie dovrà rispondere: fatto sta che noi da questo labirinto mentale ancora non riusciamo a uscire.

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Legion è una serie televisiva ideata e prodotta da Noah Hawley, trasmessa negli Stati Uniti dall’emittente via cavo FX dall’8 Febbraio 2017 e che in Italia va in onda ogni lunedì su Fox. Interpreti: Dan Stevens, Rachel Keller, Aubrey Plaza, Bill Irwin, Jeremie Harris, Amber Midthunder, Katie Aselton, Jean Smart. Una produzione Marvel Television, FX Productions, 26 Keys Productions

Kong: Skull Island – La Recensione in anteprima (senza spoiler)

Kong: Skull Island, diretto da Jordan Vogt-Roberts. Cast: Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, Brie Larson, John Goodman, John C. Reilly, Toby Kebbell. Prodotto da Legendary Pictures e distribuito da Warner Bros. Pictures. Uscita nelle sale italiane: 9 Marzo

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È in uscita nelle sale italiane il 9 Marzo il secondo film appartenente all’ormai dichiarato universo condiviso dei mostri giganti, il MonsterVerse, che segue il Godzilla del 2014 diretto da Gareth Edwards.

Come il film del lucertolone, anche questo Kong: Skull Island è stato diretto da un regista semisconosciuto, Jordan Vogt-Roberts, a cui (nonostante avesse alle spalle solo una piccola pellicola indie) è stato affidato il budget stellare di questo reboot: quello a cui tiene Roberts è però mettere subito in chiaro, sin dall’inizio del film, la volontà di intraprendere una strada totalmente diversa rispetto alle varie versioni di King Kong che abbiamo in passato visto su schermo.

Questa grossa differenza si vede già a partire dal setting: dopo un’efficace sequenza di apertura ambientata durante la fine della Seconda Guerra Mondiale, che fa un po’ da prologo al film, veniamo catapultati nell’epoca in cui il resto della pellicola sarà ambientata, gli anni ’70. In questo salto cronologico l’associazione governativa M.O.N.A.R.C.H. (già vista proprio in Godzilla), guidata da John Goodman, decide di andare ad esplorare un’isola incontaminata a sud del Pacifico, l’Isola dei Teschi, da sempre rimasta fuori dalle mappe e ora finalmente trovata grazie a nuove foto satellitari. Gli scienziati saranno accompagnati da un gruppo di soldati guidati da Samuel L. Jackson, un comandante dei marines desideroso di rivincita dopo aver abbandonato la guerra contro i “Charlie”, dal cacciatore britannico Tom Hiddleston (vestito come Nathan Drake di Uncharted) e  da Brie Larson, una fotografa in cerca di nove avventure.

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A sostituire la classica ambientazione degli anni ’30, quindi, è proprio la gustosa estetica dei Seventy’s a farla da padrone: oltre ai numerosi rimandi alla guerra del Vietnam e ai suoi soldati in perenne ricerca di un’altra battaglia da combattere (alcune scene sono un chiaro omaggio ad Apocalypse Now), anche la colonna sonora pompa canzoni rock di quell’era, da Down on the Streets dei The Stooges fino a Run Through the Jungle di John Fogerty,  in una maniera che per fortuna ricorda più i Guardiani della Galassia che Suicide Squad (nel quale le canzoni sembravano inserite un po’ forzatamente).

Il tono del film è molto diverso anche dalla pellicola con la quale Kong: Skull Island condivide lo stesso universo: se Godzilla era abbastanza serioso e la sua estetica puntava a toni cupi e a colori tendenti al grigio e al bluastro, qui invece ci troviamo davanti ad un tripudio di rossi, arancioni e colori saturissimi che ricordano molto Mad Max Fury Road, così come non mancano parecchie battute e dialoghi divertenti. In aggiunta, se in Godzilla gli uomini erano protagonisti tanto quanto il lucertolone (comunque al centro di alcune sequenze di distruzione mozzafiato), qui il protagonista indiscusso è Kong, unico vero personaggio della pellicola a cui è riservato anche un po’ di background. I personaggi di cui abbiamo parlato, infatti, rimangono piatti quanto una sottiletta per tutta la durata della pellicola: non verremo a conoscenza di alcun retroscena né vera motivazione di alcuno di loro, nessuno avrà un’evoluzione, non ci interesserà della morte di nessuno, in una vuotezza così marcata che persino il tentativo dell’avventuriero interpretato da Tom Hiddleston di dire qualcosa sul suo passato, a un certo punto del film, ci sembrerà quasi fuori luogo.

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Ma tutto ciò è necessariamente un difetto? Dipende sicuramente con quale predisposizione e aspettativa state andando a vedere il film: se pensate di trovare approfondimento psicologico e sentimento, se volete commuovervi e meditare sulla differenza tra l’uomo e l’animale come nella versione di King Kong di Peter Jackson, allora state pure a casa. Se volete spegnere il cervello per due ore e lasciarvi trasportare dal divertimento eccessivo più assoluto, invece, siete nel posto giusto. Sì, perché Kong: Skull Island funziona così bene proprio perché non ha paura di dichiararsi apertamente tamarro e sopra le righe in tutto. L’approfondimento è accantonato in favore dell’estetica più assoluta: le location sono meravigliose, il design delle creature fa gioire chiunque da bambino abbia passato pomeriggi a disegnare mostri di ogni genere, lo scimmione e le sue scazzottate lasciano con gli occhi sbarrati dallo stupore. Sorprende soprattutto, infatti, come questo regista sconosciuto sia riuscito a mettere in scena queste sequenze di combattimento dove l’azione è fluida e mai caotica, con la telecamera che segue i bestioni che si cartellano di mazzate dando una chiara idea della loro mastodontica scala.

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Chiaramente non mancano degli eccessi, e questa grafica fumettosa a tratti richiama troppo un videogioco (per chi ha già visto il film: maschera antigas + katana), così come anche il montaggio frenetico e aggressivo funziona alla grande nelle sequenze d’azione ma forse dà leggermente fastidio in quelle che dovrebbero lasciare un po’ più di respiro allo spettatore. Tuttavia questo non voler essere autori a tutti i costi, questo divertirsi e voler divertire (e fare anche un po’ gli scemi) ci piace da morire, e crea un nuovo canovaccio-tipo da filmone di serie-B tutto made in Hollywood.

Si abbandona la civiltà per buttarsi a capofitto in una natura sconosciuta, in cui tutto è grande e ignoto:  lo scimmione sorge maestoso davanti al sole e gli elicotteri di lamiera, che poco prima hanno superato una tempesta di fulmini, cadono come mosche sotto la collera del mostro. Una delle icone cinematografiche più antiche di sempre è tornata, e stavolta Kong è veramente il Re indiscusso.

P.S.: Restate fino alla fine dei titoli di coda… Ne vale davvero la pena.

Dunkirk: la copertina su Premiere e i primi dettagli sulla struttura del film

Cominciano a trapelare le prima informazioni su Dunkirk, il nuovo film di Christopher Nolan, al quale la rivista Premiere ha dedicato il numero di marzo e aprile 2017.

Oltre alla copertina, all’interno è presente anche una dichiarazione del regista a proposito dello stile narrativo della pellicola che, non tradendo lo stile del regista, si preannuncia ancora una volta estremamente intrigante:

Il film sarà raccontato da tre punti di vista: l’aria (gli aerei), la terra (la spiaggia) e l’acqua (le imbarcazioni dell’esercito).

Per i soldati coinvolti nel conflitto gli eventi si svolsero in tempi diversi: sulla terra alcuni rimasero bloccati sulla spiaggia per una settimana, sull’acqua gli eventi durarono al massimo un giorno, mentre sugli aerei diretti a Dunkirk il carburante permetteva un’ora di volo.

Per raccontare tutte queste versioni della storia, ho dovuto mescolare gli strati temporali. Da qui la struttura così complicata, anche se la storia, ancora una volta, è molto semplice.

Ecco la copertina:

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Suicide Squad 2, Mel Gibson: “Abbiamo discusso della storia”

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Non è una novità che Mel Gibson sia ormai in aperte trattative con la Warner Bros. per dirigere il secondo capitolo di Suicide Squad, dove vedremo i supercattivi dal cuore tenero tornare sul grande schermo (nonostante l’accoglienza abbastanza tiepida riscossa nel grande pubblico e la demolizione della pellicola da parte della critica).

Arriva proprio dalle molte domande riservate all’eccentrico attore e regista durante la serata degli oscar qualche novità sullo stato delle trattative:

“Ho appena incontrato alcune persone e abbiamo parlato di alcuni punti della storia, ma non so ancora se lo farò. Ammetto però che è divertente chiacchierare di certe cose senza impegno. Se poi riusciremo a dare massima espressione a ogni nostra idea, vedremo!”

Ecco tutta l’intervista di Entertaiment Tonight:

#OutThisWeek – Le novità in sala, 27/02

Le uscite in sala della prima settimana di Marzo

Febbraio si è concluso e ha portato con sé moltissime pellicole interessanti, molte delle quali candidate ai premi Oscar che si sono svolti proprio lo scorso weekend. Con Marzo vediamo tornare sugli schermi il supereroe “artigliato canadese” più amato, Wolverine, per il suo ultimo film: Logan. Ma non solo: ecco il nuovo film di Ferzan Ozpetek, Rosso Istanbul (qui la nostra recensione); Omicidio all’italiana di Maccio Capatonda e anche il nuovo film che vede Ben Affleck alla regia: La legge della notte.

Ma andiamo a vedere insieme tutte le pellicole che vi aspettano al cinema a partire da questa settimana:

DAL 27 FEBBRAIO:

PIENA DI GRAZIA di Andrew Hyatt

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Questa pellicola storica ripercorre gli ultimi anni della vita di Maria di Nazareth, mostrando i suoi sforzi per aiutare la nascente Chiesa cristiana a riguadagnare il suo incontro con il Signore.


DAL 1 MARZO:

LOGAN di James Mangold

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L’ultimo capitolo della saga che ha visto uno straordinario Hugh Jackman ricoprire le vesti (e gli artigli) di Wolverne, si ambienta ad El Paso, nel 2029. Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione. Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funziona più come un tempo, mentre il Professor X ha novant’anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro. Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.


CARO LUCIO TI SCRIVO di Riccardo Marchesini

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Un viaggio nella poetica di Lucio Dalla ma anche nella città di Bologna. I personaggi principali della docufiction sono quelli delle canzoni di Lucio, tra Anna e Marco, Futura, Meri Luis. Saranno loro a prendere carta e penna per raccontare a Dalla le proprie vite, a partire dal momento in cui lui li ha persi di vista.


DAL 2 MARZO:

ROSSO ISTANBUL di Ferzan Ozpetek

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Qui la nostra recensione. Ferzan Ozpetek torna nella sua terra natale per adattare su schermo il suo libro, dedicato alla madre: Orhan Sahin è uno scrittore che torna ad Istanbul dopo vent’anni di lontnanza per fare da editor a un celeberrimo regista, Deniz Soysal, che ha scritto un libro in cui sono contenuti ricordi d’infanzia e giovinezza, nonché amori, amici e parenti: questi ultimi ancora vivi e presenti nella Istanbul contemporanea, e pronti a presentarsi al cospetto di Orhan. Soysal invece, dopo un breve contatto iniziale, scompare, come per lasciare il suo posto all’editor venuto dall’Inghilterra. Sahin raccoglierà suo malgrado il testimone del regista entrando nella sua vita e nel suo mondo degli affetti, con un coinvolgimento personale che sorprenderà lui per primo.


LA LEGGE DELLA NOTTE di Ben Affleck

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Veterano della Prima Guerra Mondiale, Joe Coughlin diventa un criminale nell’America del proibizionismo. Figlio del capo della polizia di Boston, ripudia il genitore e la buona educazione per trovare il suo posto nella guerra tra irlandesi e italiani, tra fiumi di champagne, club fumosi, banditi che volano dai tetti, Ku Klux Klan, fanatismo religioso e donne. Per guadagnarsi una vita di giorno, dovrà mettere mano alle armi e abbracciare la legge della notte.


OMICIDIO ALL’ITALIANA di Marcello Macchia (Maccio Capatonda)

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Una divertente commedia che mette in scena brillantemente il problema della cronaca nera “scandalistica”: nel paesino abruzzese di Acitrullo non succede mai niente, finché la contessa Ugalda Martiro In Cazzati non si strozza con un dolcetto e al sindaco Piero Peluria non viene in mente di trasformare quella morte accidentale in un accoltellamento multiplo, di quelli che piacciono tanto alla trasmissione televisiva Chi l’acciso. Da non perdere.


OZZY – CUCCIOLO CORAGGIOSO di Alberto Rodriguez

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Ozzy, un simpatico beagle, svolge una vita serena e idilliaca fino al giorrno in cui i suoi padroni, devono improvvisamente partire per il Giappone senza la possibilità di portarlo con loro. Profondamente addolorati, i Martins dovranno cercare una sistemazione temporanea per Ozzy e la scelta ricade su un canile extra lusso: quello che all’apparenza sembra un paradiso di amore e coccole, si rivelerà ben presto una terribile prigione per cani, gestita da un proprietario malvagio.


VI PRESENTO TONI ERDMANN di Maren Ade

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Winfried Conradi è un anziano uomo che ama scherzare, colpendo indistintamente da familiari a fattorini: a casa della ex moglie una sera a sorpresa ritrova sua figlia. Ines ha quasi quarant’anni e una carriera che impegna ogni ora della sua giornata, vivendo appesa al telefono e con poco tempo da spendere in famiglia. Senza preavviso, Winfried decide di farle visita, infilandosi una parrucca e una dentiera artificiale, irrompendo nella sua vita come Toni Erdmann, coach naïve e improvvisato che sa bene che una canzone crea più valore di un’azione in borsa.


A GOOD AMERICAN di Friedrich Moser

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La storia del più grande fallimento nella storia dell’NSA: William Edward Binney è un critto-matematico, decodificatore, analista dell’intelligence ed ex Direttore Tecnico della National Security Agency degli Stati Uniti. Bill Binney comincia a sviluppare un programma in grado di tracciare collegamenti precisi tra due miliardi e mezzo di telefoni, che pian piano si allargano a coprire la quasi totalità di individui e mezzi di comunicazione sul globo terrestre. Il programma si chiama Thin Thread e sarebbe stato probabilmente in grado di sventare l’11 settembre, come ha dimostrato un esperimento successivo, se non fosse stato subito proibito dalla sua eccessiva economicità, che avrebbe stravolto il mercato.


FALCHI di Toni D’Angelo

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Peppe e Francesco sono due Falchi, ovvero due poliziotti della sezione speciale della Squadra mobile di Napoli, e danno la caccia alla piccola e grande criminalità della città: sono però soprattutto uomini fallibili, fratelli di strada impegnati a distinguere il giusto dall’ingiusto in un mondo in cui quel confine diventa sempre più labile.


GOD’S NOT DEAD 2 di Harold Cronk

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Ispirato a numerose cause legali accadute negli Stati Uniti, il film affronta il delicato tema della difesa del diritto alla libertà di espressione e di opinione, spingendo a interrogarsi sui grandi valori della vita, per arrivare a chiedersi: quanto si è disposti a rischiare per difendere ciò in cui si crede?


PASSERI di Runar Runasson

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Questo racconto di formazione ambientato nella campagna islandese vede protagonista un ragazzino sedicenne che, quando la madre decide di partire per una missione in Uganda con il nuovo compagno, si vede costretto a trasferirsi da Reykjavik nel desolato e sperduto paese dove aveva vissuto da ragazzino. Nell’estate islandese, illuminata notte e giorno, Ari, dapprima perso e solitario, capisce che deve affrontare la vita.