MZK news vi aspetta al MONK per MEIllenials!

Il 21 e il 22 dicembre il MEI arriva al Monk di Roma con MEIllennials, I Premi degli Indipendenti per i Giovani, ideato da Giordano Sangiorgi: due giorni di musica e video, dedicati ai nuovi artisti della scena musicale indipendente ed emergente, che presenteranno le loro nuove uscite.

Anche noi di MZK News saremo presenti all’evento e, proprio in quest’occasione, oltre a parlarvi del primo anno di vita della rivista, presenteremo al pubblico il restyling di logo e grafiche pensati per il 2018.

Nella stessa occasione, sveleremo in anteprima la copertina e gli argomenti del numero, che celebra il nostro primo anno di vita, in uscita a gennaio e vi parleremo dei nuovi progetti per un nuovo anno nel segno della buona musica.

Vi aspettiamo per conoscerci, chiacchierare di “music e lifestyle” e per accogliere i vostri feedback!

I ragazzi della Riff service

Un team di professionisti completo pronto a nobilitare ogni fase del tuo rapporto con l’audiovisivo. Questo è Riff service.

Uno staff di esperti è a completa disposizione del cliente per lavori di service audio/video/luci, registrazione audio e video, produzione di videoclip, promozione sui social e realizzazione di book fotografici… il tutto al fine di imprimere la tua performance e la tua personalità nella mente di chi vi assiste.

I ragazzi della Riff seguono tutte le fasi di ogni progetto, non limitandosi al solo noleggio, ma accompagnando il consumatore fino alla soddisfazione del servizio richiesto. Un servizio unico che permette di rendere altrettanto unici i vostri progetti (artistici, lavorativi o privati).

Potete mettervi in contatto con la RIFF S.R.L.S. attraverso l’apposito form nella sezione contatti del loro sito www.riffsrl.it oppure attraverso l’indirizzo email info@riffsrl.it o, ancora, telefonando al numero +39 3486580288.

La RIFF S.R.L.S. si trova a Roma, in via Camastra, 35.

Piccoli Fastidi Quotidiani: il nuovo divertente disco dei Controsenso Acoustic Duo

Band LR

 

E’ mattina e sto tocciando il primo Pan di stelle nel mio zuppone di caffèlatte. Ovviamente la sonnolenza è tale che il biscotto va in immersione subaquea in due secondi. Cerco un po’ di sound per iniziare la giornata e scelgo “Piccoli Fastidi Quotidiani”, titolo che mi sembra idoneo per coronare tale tragedia mattutina.

Inizialmente, ascoltando l’apertura dell’album penso subito a Marco dei Cesaroni e a Ed Sheeran. Ammazza ha del sound questa roba! Subito mi metto a saltellare e penso soltanto “questi Controsenso Acoustic Duo mi capiscono proprio”! Tra lamentarsi degli esami, delle ascelle maleodoranti sugli autobus e delle dubitabili doti canore degli artisti che passano per radio costantemente, rappresentano proprio un manifesto di protesta alle mie mattinate tipiche! Mi innamoro di loro quando però descrivono la scena epica di un sorpasso a destra da parte di un vecchietto con improbabili capacità di guida e quando esordiscono con un “sono già le 7.30 e già non vi reggo più!”

I Controsenso Acoustic Duo sono partiti facendo cover di canzoni metal, rock, pop e rivedendole in chiave acustica e hanno esordito a febbraio con il loro primo album “Piccoli Fastidi Quotidiani”.

I contenuti sono alquanto ironici ma davvero poetici e sentiti, anche se dedicati ad un noioso “Correttore Corruttore” che devasta umore e amori.

Il loro sound rende la narrazione molto leggera e divertente grazie  a una chitarra acustica molto ben strimpellata e da due belle voci come quelle di Davide Cotena e Chiara Consolini. A dirla tutta, come raccontano loro stessi nel Manifesto, la loro musica è creata anche suoni prodotti da cimbalino, loopstation, stompbox, cimbali a piede e tanto altro (ma tutto suonato dal solo Davide)!

Vi lasciamo con il loro divertente video di The Odorante!

Prossime Date dei concerti dei Controsenso Acoustic Duo:

  • 6 maggio (Sorbakko, RN)
  • 12 maggio (Quingentole, MI)
  • 20 maggio (Scandiano, RE)

Artwork.png

Francis Ford Coppola: l’arte della produzione

Francis-Ford-Coppola

Francis Ford Coppola è un registra, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.  È considerato uno dei maggiori cineasti della storia del cinema americano. Insieme a colleghi e amici quali Martin Scorsese, Brian De Palma, Steven Spielberg e George Lucas, ha contribuito in maniera determinante alla nascita della New Hollywood consacrandosi autore di grande prestigio con la regia di pellicole del calibro di: Il padrino, Apocalyse Now, La conversazone e Dracula di Bram Stoke. 

Il noto regista americano di origine italiane nasce nella città di Detroit, nel Michigan, il 7 aprile 1939. Trascorre l’infanzia a New York con il padre, compositore e musicista Carmine Coppola, primo flauto dell’Orchestra Sinfonica della NBC, e la madre, l’attrice Italia PenninoFanciullo, il giovanissimo Coppola si ammala di poliomielite e pare che sia proprio durante la malattia che, passando il tempo animando marionette, si appassiona al teatro e al cinema. Dopo il diploma in drammaturgia alla Hofstra University, si specializza in cinematografia alla University of California a Los Angeles e nel frattempo, tra il 1961 ed il 1963, lavora con Roger Corman come direttore dei dialoghi, assistente fonico, produttore e sceneggiatore.

Nel 1961 gira un breve filmino pornografico, Questa notte di sicuro, poi nel 1963 esordisce con Terrore alla tredicesima ora, ambientato in un castello irlandese e ricco di atmosfere gotiche e inquietanti. Intanto, viene assunto come sceneggiatore dalla ‘Seven Arts’ per la quale scrive le sceneggiature di Questa ragazza è di tutti e Parigi brucia?Nel 1966 investe i soldi guadagnati per la sceneggiatura di Patton, generale d’acciaio, con la quale vince un premio Oscar, per realizzare il suo secondo film, Buttati Bernardo. 

padrino

Nel 1969, insieme a George Lucas, fonda a San Francisco la casa di produzione ‘American Zoetrope’ e nel 1971 dirige finalmente il film che gli regala il successo, Il padrino. Tratto dall’omonimo romanzo di Mario Puzo, il film riceve consensi unanimi dal pubblico e dalla critica e si aggiudica ben quattro premi Oscar, fra i quali quello per il miglior film e quello a Marlon Brando come miglior attore.

la conversazione.gif

Dopo il raffinato La conversazione (1974), che conquista la Palma d’Oro a Cannes, Coppola gira Il Padrino – Parte II(1974), vincitore di sei premi Oscar, tra cui miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura.

Poi il regista si concede una pausa di alcuni anni, nel corso dei quali si dedica soprattutto alla sua attività di produttore, e nel 1979 realizza Apocalypse Now, visionario spaccato sulla guerra del Vietnam, che gli regala ancora due Oscar e la Palma d’oro al Festival di Cannes. Dopo Un sogno lungo un giorno (1982), che spinge al fallimento la sua casa di produzione, Coppola dirige I ragazzi della 56 strada (1983) e Rusty il selvaggio (1983), che inaugurano un nuovo filone cinematografico, quello incentrato sulla violenza all’interno delle bande giovanili, e che contribuiscono a lanciare una nuova generazione di attori: Matt Dillon, Tom Cruise, Mickey Rourke, Nicholas Cage (suo nipote), Patrick Swayze, Rob Lowe ed Emilio Estevez.
Nel 1984 Coppola dirige l’ambizioso musical Cotton Club, che si rivela però un insuccesso al botteghino, poi gira Peggy Sue si è sposata (1986) e Giardini di pietra (1987). Sul set di quest’ultimo film, suo figlio Joe perde la vita tragicamente in un incidente nautico. Dopo l’insuccesso di Tucker – Un uomo e il suo sogno (1988), Coppola accetta di girare l’ultimo capitolo della saga del Padrino, ma nonostante una nomination all’Oscar, Il padrino – Parte III (1990) non si rivela all’altezza dei film precedenti.

aa48e9a0-a4e4-0132-a2d4-0e6808eb79bf.gif

 Nel 1991 Coppola vince un premio Onorario alla Mostra di Berlino e, l’anno successivo, un Leone d’oro alla carriera a Venezia. Lo stesso anno conquista un nuovo grande successo grazie all’adattamento cinematografico del Dracula di Bram Stoker.

Poi dirige L’uomo della pioggia (1998), tratto dal romanzo omonimo di John Grisham. Dal 1978, Francis Ford Coppola produce a Rutheford, in California, il vino ‘Rubicone’, molto apprezzato dagli appassionati, la cui rendita gli permette di rifiutare le sceneggiature che non lo convincono e di lavorare invece alla stesura di più ambiziosi progetti.

Dopo circa dieci anni di silenzio Coppola torna al cinema con il film Un’altra giovinezza, da un racconto di Mircea Eliade. Una storia ambientata in Romania prima della Seconda guerra mondiale, quando un bel pezzo d’Europa era soffocata dal nazismo: protagonista un timido professore la cui vita cambia, a causa di un evento sconvolgente: ringiovanisce dopo essere stato colpito da un fulmine. Da qui una fuga in vari paesi, tra cui l’India. I protagonisti sono Tim Roth, l’attrice nata a Bucarest Alexandra Maria Lara e Bruno Ganz. L’autore della sceneggiatura è lo stesso Coppola. Il film è uno dei fiori all’occhiello della seconda edizione della Festa di Roma.

Dopo aver diviso critica e pubblico con il film ‘Un’altra giovinezza’ Coppola si è dedicato nuovamente ad una saga familiare. Con ‘Tetro’ il regista di origini italiane ha raccontato la storia di una famiglia di artisti italiani emigrati in Argentina. Il film è in predicato per concorrere al festival di Cannes.

La figlia Sofia Coppola ha seguito le orme del padre diventando anche lei regista internazionale (“Il giardino delle vergini suicide”, 1999, “Lost in Translation”, 2002). Quando si dice ‘vizio di famiglia’. 

La luce sugli oceani – La recensione in anteprima (senza spoiler)

La luce sugli oceani (The light between the oceans) di Derek Cianfrance. Con Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz. Prodotto da Heyday Films, Reliance Entertainment, DreamWorks SKG, Participant Media. Distribuito da Eagle Pictures. Uscita in Italia: 8 Marzo

la-luce-sugli-oceani-michael-fassbender-alicia-vikander-trailer-italiano-ufficiale-2-hd-1200x630

Il melodramma è un territorio estremamente rischioso, ma ciò poco importa a Derek Cianfrance, 41enne regista americano, che torna a raccontare per la terza volta una storia di una coppia posta di fronte a duri eventi da superare: dopo l’apprezzato Blue Valentine (2010) e The place beyond the pines, in Italia Come un tuono (2012), La luce sugli oceani è invece un dramma storico di cui già le premesse non sono estremamente incoraggianti.

Tratto dal romanzo di M.L. Stedman, “The light between the oceans” è una storia strappalacrime che si ambienta dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, su un’isola australiana apparentemente dimenticata da Dio e dagli uomini. Qui Tom (Michael Fassbender), eroe di guerra, sarà il nuovo custode del faro e, nonostante abbia deciso di vivere questa vita di isolamento forzato per sfuggire dal doloroso ricordo della guerra, troverà inaspettatamente anche l’amore negli occhi della dolce Alicia Vikander.

La-Luce-sugli-oceani

Accolto abbastanza freddamente dopo la presentazione allo scorso Festival di Venezia, se questa storia dovrebbe cercare nell’alchimia e nell’empatia per i due protagonisti il suo punto di forza si trova invece proprio qui il primo problema: da una parte il camaleontico Fassbender è in evidente disagio per tutta la pellicola, e dall’altra anche il personaggio interpretato dalla Vikander risulta più antipatico che altro, schermando qualsiasi possibilità di commiserazione da parte dello spettatore per il dolore della donna.

Il problema più grande della pellicola si trova però soprattutto nella generale messa in scena: le onde del mare, i primi piani sui protagonisti addolorati e sui loro pensosi e languidi sguardi, la colonna sonora da drammone composta da un poco ispirato Alexander Desplat, sono tutti fattori che creano un prodotto così classico e prevedibile da risultare anacronistico sia nella storia che nello stile. In aggiunta anche la durata della pellicola non aiuta, dando la sensazione di trascinarsi stancamente per tutta la sua parte centrale, per poi avere una soluzione finale inspiegabilmente frettolosa.

La-luce-sugli-oceani-3-650x300

Forse l’unica cosa che si salva sono le location, già di per sé incredibili ma dietro le quali il regista si scherma un po’: le condizioni atmosferiche tempestose rispecchiano abbastanza bene il tormento emotivo dei protagonisti, ma finiscono per essere più efficaci delle interpretazioni stesse.

Insomma, viene proprio da chiedersi come sia possibile che si sia sentita l’impellente necessità di adattare su schermo una storia così classica, in una maniera altrettanto canonica: le melassose pose da quadro vittoriano e gli insistenti tramonti sembrano provenire direttamente da un cinema antico, di cui sinceramente non se ne sente più il bisogno. Il risultato finale è quindi una pellicola vecchia come il target a cui si rivolge, composto principalmente da appassionate lettrici di romanzi rosa dal fazzoletto facile.

Dunkirk: la copertina su Premiere e i primi dettagli sulla struttura del film

Cominciano a trapelare le prima informazioni su Dunkirk, il nuovo film di Christopher Nolan, al quale la rivista Premiere ha dedicato il numero di marzo e aprile 2017.

Oltre alla copertina, all’interno è presente anche una dichiarazione del regista a proposito dello stile narrativo della pellicola che, non tradendo lo stile del regista, si preannuncia ancora una volta estremamente intrigante:

Il film sarà raccontato da tre punti di vista: l’aria (gli aerei), la terra (la spiaggia) e l’acqua (le imbarcazioni dell’esercito).

Per i soldati coinvolti nel conflitto gli eventi si svolsero in tempi diversi: sulla terra alcuni rimasero bloccati sulla spiaggia per una settimana, sull’acqua gli eventi durarono al massimo un giorno, mentre sugli aerei diretti a Dunkirk il carburante permetteva un’ora di volo.

Per raccontare tutte queste versioni della storia, ho dovuto mescolare gli strati temporali. Da qui la struttura così complicata, anche se la storia, ancora una volta, è molto semplice.

Ecco la copertina:

une_0