Matteo Alieno, la sua prima “Non mi ricordo” e il suo amore appassionato e maturo per la musica

Di Alessio Boccali

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Matteo Pierotti in arte Matteo Alieno è un cantautore, produttore musicale e polistrumentista romano classe ‘98. Nonostante la sua giovanissima età, ha una testa ben salda sulle spalle e le idee molto chiare sul suo futuro. “Non mi ricordo”, il suo primo singolo ufficiale, è un brano dalla scrittura assolutamente non banale che entra in testa per la sua semplicità e che rispecchia tutti noi nel nostro essere perennemente in moto.

 

Ciao Matteo, mi racconti com’è nato il tuo singolo “Non mi ricordo”?

Non sono molto forte con la memoria a breve termine, anzi, spesso combino dei veri e propri disastri quando mi dimentico le cose. “Non mi ricordo” è nato, quindi, dal mio quotidiano, è un pezzo della mia vita quotidiana. Così come pezzi disparati della mia vita quotidiana saranno i brani contenuti nel mio primo album.

Molto carino e allo stesso tempo molto semplice il video del singolo. Al centro ci siete solo tu e la tua musica?

Sì, volevo proprio che al centro dell’obiettivo ci fosse soprattutto la mia musica. Per quanto mi riguarda, non mi piace molto stare sotto ai “riflettori” e spesso me ne vergogno pure (difatti anche nel video spesso sto di spalle o a testa chinata sulla chitarra). L’importante era che il focus del video, e qui Lorenzo Piermattei (il regista, n.d.r.) è stato bravissimo, fosse la mia canzone e il suo messaggio.

A proposito di dimenticanze. Cosa non puoi proprio dimenticare del tuo percorso nella musica che ti ha portato all’uscita di questo primo singolo ufficiale?

No, il mio rapporto con la musica me lo ricordo sempre benissimo (ride, n.d.r.). Vivo di musica da quando sono bambino e mia madre mi faceva ascoltare tanta buona musica, poi anche nelle scuole ho sempre cercato di seguire dei percorsi musicali e ho fatto anche un anno di Conservatorio. Insomma, per me la musica è vita, è la cosa più importante. Essere arrivato al punto in cui sono oggi è certamente solo una partenza, ma mi sento già molto fortunato. Anche solo sognare di poter vivere della mia più grande passione è meraviglioso.

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Parliamo del tuo nome d’arte “Alieno”. Questo nickname ti è stato “affibbiato” da bambino e ora hai deciso di portartelo dietro nel tuo percorso artistico. Guardandoti intorno nel panorama musicale nostrano, ti senti un po’ un alieno, magari diverso e per questo azzeccato?

Come dicevo già prima, io vedo la musica al centro di tutto. Per me non conta essere un personaggio, conta l’essenza e quindi la musica che fai. Oggi vedo spesso dei ragazzi, miei coetanei più o meno, che puntano maggiormente all’apparenza che alla musica che fanno. Diciamo che grazie a quei dischi che mi faceva sentire mamma e dunque alla musica di Michael Jackson, di Lucio Dalla, di Lucio Battisti ecc. ecc. ho avuto la fortuna di conoscere il vero senso di fare musica, l’importanza del contenuto e la forza, nonché la bellezza, di creare un mondo intorno a quel contenuto e poi comunicarlo.

Prima abbiamo accennato al nuovo disco, sarà un lavoro che ti rappresenterà molto, quindi? E com’è pubblicarlo con un’etichetta già affermata come la Honiro?

Sì, il disco sarà proprio un insieme di emozioni e parole che riguardano, o hanno riguardato, la mia vita. Lavorare con Honiro è fantastico perché mi hanno concesso una libertà impressionante e al momento penso sia questa la forza di un’etichetta come la loro che è davvero indipendente dalle logiche di mercato. Uscivo dal mio studio abituale e andavo in quello che mi hanno messo a disposizione per la registrazione, ma non sentivo la differenza: mi sentivo sempre come se fossi a casa mia.

In chiusura ti faccio una battuta. Sei davvero molto maturo per la tua età, significa che la bocciatura alle scuole superiore ti è servita (ride, n.d.r.)?

(Ride, n.d.r.) Non rimpiango nulla del mio passato, sicuramente mi è servita. Sono stato bocciato perché pensavo sempre alla musica e avevo quindi la testa sempre da un’altra parte. I voti, le promozioni, non misurano di certo l’intelligenza di una persona, ma sì, lo scossone della bocciatura mi è servito nella vita, di certo non mi ha allontanato dalla musica, anzi… 😊