Intervista a Leonardo Monteiro, da ballerino a cantante di Sanremo 2018

3_Leonardo Monteiro_foto di Domenico Lops_b

Con il brano “Bianca”, Leonardo Monteiro è uno degli 8 finalisti di Sanremo nella sezione nuove proposte 2018. Noi di MZKnews – Musica Zero Km lo abbiamo raggiunto durante il suo soggiorno sanremese:

Per quei pochi, anzi pochissimi che ancora non ti conoscessero come ti definiresti?

Beh… una persona semplice, una persona tranquilla che sta vivendo una grande esperienza che porterò sempre nel cuore.

Sei uno dei due selezionati da Area Sanremo. Che effetto fa essere stato selezionato da un “mostro sacro” della musica come Baglioni?

Da ragazzo ero un grande fan di Claudio Baglioni, di Cocciante, di Battisti etc. Comunque, è un valore aggiunto. Sono molto felice che ci sia lui come direttore artistico. Poi durante i provini di Area Sanremo sono stato scelto da lui che guidava la giuria; mi sento un prescelto di Baglioni e questo è un grande onore per me.

Qual è il tuo ricordo legato al festival?

Mia Martini con l’esibizione della canzone: “Gli uomini non cambiano”. Il suo modo di interpretare il brano era quasi pietrificante. Quell’esibizione ha lasciato un grande ricordo nel mio cuore.

Il tuo brano si chiama “Bianca”. Come lo racconteresti?

Bianca” è una canzone, che tratta la storia di una relazione che finisce per colpa di un tradimento. Ci sono delle persone che non concepiscono bene il tradimento e hanno bisogno di tempo per far rimarginare le ferite. Però poi si possono ricordare i bei momenti di una storia, anche se finita male.  Poi chissà, magari un giorno si trova l’anima gemella, ma sono tutte esperienze che fanno crescere. Questa canzone è un brano di speranza.

Progetti?

Dopo il Festival di Sanremo uscirà un album. Al suo interno metterò tutto quello che è il mio mondo musicale: il gospel, il funky e R’n’B. Non vedo l’ora che esca l’album anche per poter ballare.

Ultima domanda: vieni da un senso della musica importante. Sei un ballerino e sei un cantante ti vedremo mai nella duplice veste di cantante e ballerino?

In questo momento vorrei che il pubblico sentisse la mia forma di espressione attraverso il canto. Però in futuro mi piacerebbe unire entrambe le cose, magari in un video o in un concerto.

A tu per tu con Alice Caioli, cuore e valori siculi in gara a Sanremo Giovani 2018

Alice Caioli è una delle otto nuove proposte che calcheranno il palco dell’Ariston per Sanremo 2018. Dentro di lei l’esperienza maturata ad Area Sanremo e la consapevolezza di poter dire la sua anche sul temutissimo palco più famoso della città dei fiori.

Ciao Alice, sei una dei due giovani scelti da Area Sanremo. Che emozione è stata essere selezionata da Claudio Baglioni?

Essere scelta da un pilastro della musica come Claudio Baglioni è stato un grandissimo onore. Il percorso di Area Sanremo è stato difficile, ma sempre chiaro e limpido. Ho affrontato il tutto con grande umiltà e mi è dispiaciuto molto per alcuni di loro che non hanno avuto l’accesso agli otto perché, oltre ai meriti artistici, si era creato anche un feeling umano.

Cosa daranno i giovani come te a Sanremo e cosa Sanremo darà a voi giovani?

Sicuramente noi giovani porteremo al festival freschezza, novità. Secondo me, mai come quest’anno, nei pezzi proposti da noi nuove proposte c’è tanta innovazione. Cosa ci darà Sanremo? Beh, il festival è una grossa cassa di risonanza, che quindi ci offrirà un’opportunità di grande visibilità, che non mi spaventa. Sono pronta a subire l’ondata di Sanremo con la testa giusta.

Come nasce il tuo brano “Specchi rotti”?
Nasce dalla mia esperienza personale, in particolare del mio rapporto con mio padre. Lui non mi è stato mai vicino nella mia crescita e ne ho pagato le conseguenze. “Specchi rotti” parla di noi. Vogliamo vederci sempre intatti, perfetti, sempre con il sorriso, quando in realtà non è affatto così, gli specchi delle varie esperienze personali sono un po’ tutti rotti. Il segreto sta nel mostrarci sempre come siamo davvero, senza paura. Devo dire però che oggi, l’unica cosa che unisce la mia famiglia “divisa” è proprio la mia passione per la musica, il mio sogno.

Quali sono i progetti futuri?

Sicuramente un disco nel dopo Sanremo. Sto mettendo insieme storie di vita personale e pillole di vita quotidiana, che vedo intorno a me per fare un disco di brani tutti scritti di mio pugno.

Piccoli Fastidi Quotidiani: il nuovo divertente disco dei Controsenso Acoustic Duo

Band LR

 

E’ mattina e sto tocciando il primo Pan di stelle nel mio zuppone di caffèlatte. Ovviamente la sonnolenza è tale che il biscotto va in immersione subaquea in due secondi. Cerco un po’ di sound per iniziare la giornata e scelgo “Piccoli Fastidi Quotidiani”, titolo che mi sembra idoneo per coronare tale tragedia mattutina.

Inizialmente, ascoltando l’apertura dell’album penso subito a Marco dei Cesaroni e a Ed Sheeran. Ammazza ha del sound questa roba! Subito mi metto a saltellare e penso soltanto “questi Controsenso Acoustic Duo mi capiscono proprio”! Tra lamentarsi degli esami, delle ascelle maleodoranti sugli autobus e delle dubitabili doti canore degli artisti che passano per radio costantemente, rappresentano proprio un manifesto di protesta alle mie mattinate tipiche! Mi innamoro di loro quando però descrivono la scena epica di un sorpasso a destra da parte di un vecchietto con improbabili capacità di guida e quando esordiscono con un “sono già le 7.30 e già non vi reggo più!”

I Controsenso Acoustic Duo sono partiti facendo cover di canzoni metal, rock, pop e rivedendole in chiave acustica e hanno esordito a febbraio con il loro primo album “Piccoli Fastidi Quotidiani”.

I contenuti sono alquanto ironici ma davvero poetici e sentiti, anche se dedicati ad un noioso “Correttore Corruttore” che devasta umore e amori.

Il loro sound rende la narrazione molto leggera e divertente grazie  a una chitarra acustica molto ben strimpellata e da due belle voci come quelle di Davide Cotena e Chiara Consolini. A dirla tutta, come raccontano loro stessi nel Manifesto, la loro musica è creata anche suoni prodotti da cimbalino, loopstation, stompbox, cimbali a piede e tanto altro (ma tutto suonato dal solo Davide)!

Vi lasciamo con il loro divertente video di The Odorante!

Prossime Date dei concerti dei Controsenso Acoustic Duo:

  • 6 maggio (Sorbakko, RN)
  • 12 maggio (Quingentole, MI)
  • 20 maggio (Scandiano, RE)

Artwork.png

Nuove Proposte 2017, atto finale: i vincitori e i retroscena

lele
Ieri si è concluso il lungo percorso delle Nuove Proposte di Sanremo 2017 con una vittoria prevedibile, ma di indiscusso spessore.

lele-1Il piccolo leoncino è stato assegnato a Lele con la sua ‘Ora mai’, un brano nato da “una sensazione provata”  come lui stesso ci dichiarò qualche giorno fa. In effetti si sente un tratto autobiografico, anche se diventa una sensazione comune, grazie ad un ritornello pop facile da canticchiare. Sarà forse questo il segreto della vittoria? Per i maliziosi c’è dietro la spintarella data da Maria De Filippi, conduttrice del Festival e del talent Amici, testimoniata dall’abbraccio commuovente nel backstage. Fatto sta che il televoto ha premiato il cantautore napoletano, grazie alla forza della fandom rispetto agli altri 3 finalisti o le logiche di un pezzo da radio.

maldestro.jpgDietro Lele, si è classificato Maldestro con la sua ‘Canzone per Federica’, un brano rivolto ad una “forza della natura” dall’omonimo nome. Purtroppo non ha fatto breccia totalmente nel pubblico, ma ci è riuscito con la critica che gli ha assegnato con 39 voti il Premio Mia Martini davanti a Marianne Mirage e  lo stesso Lele sui 111 disponibili. Senza dimenticare il Premio Lunezia ricevuto prima del Festival di Sanremo per il miglior testo: in pratica un bottino collaterale da fare invidia che trascina l’artista tra le rivelazioni collaudate. Chiudono il podio Francesco Guasti (3° posto) e Leonardo Lamacchia (4° posto).

pini.jpgChi invece non ha preso parte alla finale, ma se ne torna a casa con un premio è Tommaso Pini che ha ricevuto il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” con la sua ‘Cose che danno ansia’. Grazie ad un solo voto in più (27 a 26), l’artista toscano si è posto davanti a Maldestro e si è preso una sorta di rivincita. Infatti il pezzo è stato forse uno dei grandi esclusi nella finalissima delle Nuove Proposte, grazie ai notevoli risultati airplay ottenuti tra Sarà Sanremo e l’effettivo Festival.

#GiovaneAriston: Tommaso Pini

giovani.jpg

A ridosso dell’Ariston che vedremo live da stasera, passiamo in rassegna l’ultimo cantante tra i Giovani, Tommaso Pini. Siete curiosi di conoscere la sua storia prima dell’esordio sanremese? Vamos!


tommaso-pini

Basta vedere quest’immagine per capire chi è Tommaso Pini, colui che ha portato in scena uno dei drammi dei nostri giorni: l’ansia. Eppure lui, di ansia, ne ha sicuramente sofferto tantissimo durante le molteplici performance eseguite tra  Talent e concerti locali. Da un’influenza degli anni ’80/’90, l’artista di Bagno a Ripoli, vicino Firenze ,si è fatto carico di tantissime sfaccettature che però non hanno portato lusinghe a X Factor nel 2011. Ma Tommaso non si è fermato sul piccolo schermo: ecco, infatti, l’approdo a The Voice 2014 nel Team Carrà che gli varrà la terza posizione e tanta visibilità. Grazie alla rivisitazione di ‘Sweet Dreams’, il cantante fa il boom su Itunes, giungendo sino alle prime posizioni. Colui che lo ha supportato, credendo nelle potenzialità del ragazzo, è stato Sergio Dall’Ora che ne è divenuto produttore discografico. Insieme a lui ha condiviso il sogno dell’Ariston per ben 3 anni (‘Passatempo’ e ‘Veleno ed antidoto’), sino a raggiungerlo proprio quest’anno con ‘Cose che danno l’ansia’. Un brano, quest’ultimo, che risente delle sonorità britanniche, inglobate grazie al pernottamento per alcuni mesi a Londra. Ed ora, ecco Sanremo e le sue paure: riuscirà l’ansia a trionfare?

Ci sta qualcosa oltre l’ansia? Scopritelo insieme a noi in questa divertente intervista esclusiva:

Com’è nata l’idea di parlare di ‘ansia’?unnamed.jpg

“Io sono un tipo molto ansioso nella vita, quindi ad un certo punto è nata l’esigenza di tirare fuori questo turbamento. Alla fine c’è stato questo brano che parla del rapporto che ho con l’ansia nella vita quotidiana in veste ironica, svelando i falsi miti della perfezione”.

In che genere metteresti questo brano?

“Sicuramente pop-elettronico, di natura autobiografica. So che è un pezzo non tipicamente sanremese ma essendo nel 2017 magari Carlo e gli operatori hanno voluto dare spazio alla musica che va adesso”.

Quanto ha influito il percorso sul web dello scorso anno per arrivare alla fase finale di questa edizione?

“Non so se ha influito e quanto. Sicuramente quello era un brano totalmente diverso (una ballad che parlava di un rapporto complicato) rispetto a questo. Questo invece è molto più forte perché è un tema che prende più persone, ma non so se avrà successo perché il web è sempre una lotteria”.

Cosa rappresenta per te Sanremo?

“E’ un’esperienza unica e un onore essendo un’artista italiano. E’ la possibilità di lanciare un progetto al quale lavoriamo da due anni e mezzo, una sorta di coronamento”.

E la vittoria?

“Aldilà del risultato è un trampolino di lancio: esserci ci sono e ora cercherò di viverla  serenamente, anche se d’ansioso non sarà facile…”

live

#GiovaneAriston: Marianne Mirage

giovani

Dalla resistenza, al viaggio: c’è un’azione diversa che distacca il precedente cantante con la nuova artista che prendiamo in considerazione. Ci farà viaggiare idealmente in parecchie zone del mondo, senza mai dimenticare la forza della Madre Patria. Per cui si parte (testualmente)!


Sessione senza titolo0075.jpg

Si può avere mille nature in una persona sola? Marianne Mirage ci dice di sì. Infatti l’artista nata a Cesena racchiude mille sfaccettature che la rendono poliedrica e imparagonabile. Tra lo studio di recitazione (diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano) e lo yoga nel tempo libero, Marianne ha cantato ovunque, curandosi  da sola l’artwork del disco e i visual dei suoi concerti.
In pratica una self-made che è partita con la chitarra e ha conquistato parecchi palcoscenici, da Berlino a Parigi sino a giungere nell’Estremo Oriente. Un globo visto in lungo e largo, alla ricerca di nuove esperienze da inglobare nel suo ‘zainetto’. L’impostazione musicale però rimane la stessa: atmosfere black e soul, adatte anche per il jazz internazionale. Un genere così interessante che ha ingolosito parecchi artisti a tal punto da invitarla nei loro opening act. Parliamo di mostri sacri come Zucchero e Patty Pravo e di rivelazioni straniere come Kiesza e Benjamin Clementine, che hanno favorito la sua voglia di viaggiare.
Chi ci ha visto lungo da dietro le quinte, è stata la Sugar che la ingaggiò nel 2014 e gli ha dato la possibilità di produrre il primo album  proprio lo scorso anno con il titolo ‘Quelli come me’. Un progetto discografico che invita gli altri nel suo mondo: basta solamente rispecchiarcisi. Ed ora, l’elogio alla musica, ‘Le canzoni fanno male’, singolo e nome dell’album che esamina la rilevanza di questo ambito, reiettato invece a mero strumento di sottofondo nella vita. Troverà nuovi seguaci nell’Ariston? Questo non si sa’, ma proverà lo stesso ad ipnotizzarli con una performance curata nei minimi dettagli.

Cos’altro c’è da sapere? Basta leggere la nostra chiaccherata:

MMcover_oddproduzioni-1.jpgQuanto ti sei rivista nel brano scritto da Bianconi e Kaballà?
“Mi ci sono rivista in tutto ciò che è stato detto e ho pensato che fosse quella giusta per Sanremo”.

Com’è nata l’idea di parlare delle ‘canzoni’?
“Per far ricordare la forza della musica e la potenza di alcune canzoni che abbiamo ascoltato nei momenti più salienti della nostra vita. A volte, infatti,  ci concentriamo sulle storie, ma non sull’importanza di essa…”

Dove lo inseriresti in termini generali?
“In quello che traspare in tutto l’EP in uscita: nel genere soul che ricorda le sonorità della musica black con una struttura semplice ed intuitiva pop, come si nota sul ritornello. Inoltre le ritmiche sono incalzanti grazie all’uso di trombe e bassi, perché mi piace avere cura di ogni canzone. Non riuscirei a pensarmi senza grew…”

Beh ne sei stata influenzata da quando sei piccola,  quando hai iniziato a calcare palchi prestigiosi in tutto il mondo . Che differenza  hai notato tra questi posti all’estero e l’Italia?
“Ogni posto ha qualcosa di bello e qualcosa di brutto, come succede ogni volta che viaggi. Il pubblico più attento è stato chiaramente quello di Tokio, mentre quello che mi ha stupito è quello di Berlino: dovetti fare un concerto più breve perché i tedeschi stanno in silenzio tutto il tempo per ascoltare, dando tutto loro stessi durante la performance . Noi, invece, siamo meno ‘attenti’ all’ascolto, ma non vuol dire che non ci piace…Forse è perché, essendo più latini, siamo più calorosi!  Comunque non ci sono parecchie differenze, anche perché, passata la crisi dei generi con l’avvento dei Talent rispetto alle proposte delle majors , è rinato un mercato florido nella musica italiana e le stiamo colmando”.

oddproduzioni_0737-1.jpgOltre alla musica, ti sei dedicata alla recitazione e ad altre passioni. Come riesci a conciliare tutti questi mondi?
“Questi mondi, fortunatamente, sono tutti uniti. Anche la stessa recitazione ti aiuta a capire come gestire fisicamente l’energia, che è fondamentale anche per stare sul palco. Penso che se la voce è un muscolo, tutto il corpo deve muoversi in quella direzione…”

Cosa rappresenta per te questo Festival, essendo la tua prima volta?
“E’ un punto fondamentale della mia carriera e lo vivo con estrema fiducia nelle mie capacità e nella canzone. Voglio dare quello che sono su quel palco, dato che il palco è la cosa più importante per me”.

La vittoria, invece, cosa simboleggerebbe?
“Come ogni volta, si vorrebbe vincere ma io non sento parecchio la competizione: faccio il mio e lo faccio al meglio. Se vinco, vuol dire che sono piaciuta al pubblico ed è la cosa che piace di più a tutti!”

Sul nuovo EP ‘Le canzoni fanno male’: cosa ci dovrebbe spingere ad acquistarlo?
“Perchè parla di un modo di vivere l’amore e di essere donna. Purtroppo si pensa che le donne siano la parte debole dell’amore, ma,  siccome  io vivo le storie da protagonista, è importante che le donne la vivano allo stesso modo. C’è, in pratica, una voglia di dimostrare in musica il femminismo, con originalità”.

Sessione senza titolo0671.jpg

 

#GiovaneAriston: Maldestro

Quando la timidezza non può essere di casa: c’è uno stacco netto tra il precedente cantante esaminato e Maldestro, il giovane cantautore partenopeo che è stato definito da tutti come la possibile rivelazione di questo Sanremo Giovani. Siete pronti a scoprirlo da vicino? Si parte!


Maldestro - Foto (4).jpg

“Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità”. Parafrasando Einstein, possiamo intravedere  Maldestro, la rivelazione della musica indie degli ultimi 3 anni. E le difficoltà, in tal caso, le hanno offerte l’ambiente in cui è vissuto da piccolo, nella pericolosa Scampia. Nella vita, però, si sceglie sempre cosa diventare e Maldestro percepì nell’arte la fuga ideale. Dapprima sotto forma di teatro –  dove si improvvisa regista, interprete e drammaturgo – l’adolescente scorge un prezioso campo, grazie anche ai premi ricevuti (Premio Sipario e Premio Scheggie di Teatro), dove potersi scontrare con le mafie inneggiando alla legalità. Al contempo esamina la musica, iniziando a scrivere testi senza velleità di pubblicarli: sono piccole scintille che fanno da preludio alla sua carriera da cantautore. Infatti a 28 anni sente l’esigenza di rendere pubblici i suoi sentimenti legati all’amore, la rabbia e la speranza, decidendo così di rilasciare “Sopra al tetto del comune” e “Dimmi come ti posso amare”. Non fu un salto nel vuoto: i brani piacquero così tanto da ricevere parecchi riconoscimenti tra il 2013 e il 2014. Da queste iridate basi nacque il suo primo album ‘Non trovo le parole’ nel 2015, che gli valse la Targa Tenco come miglior album d’esordio. E l’impatto col grande pubblico? Arrivò grazie alla partecipazione sul palco di San Giovanni per il Primo Maggio 2016, dove si dimostrò all’altezza delle aspettative.  Ora solcherà un altro palcoscenico da urlo e punterà a conquistarsi un altro tipo di pubblico con la sua ‘Canzone per Federica’, arrangiata da Maurizio Filardo. Comunque andrà, sarà una vittoria – dettata anche dal premio Lunezia per il miglior testo ricevuto ieri – e il raggiungimento di un traguardo che pochi sarebbero in grado di raggiungere guardando il tortuoso itinerario!

C’è altro da sapere? Questa è la nostra intervista:

Com’è nata l’idea di questo ‘inno alla vita’ e perché dedicarlo a questa persona?

“E’ nata in modo naturale, un paio di anni fa, senza pensare a Sanremo. Perché lei? E’ una persona a cui voglio molto bene, una forza della natura, nonostante le avversità della vita, ha un sorriso per tutti, è stato un onore poterla immortalare in una canzone”.

Come si può catalogare tecnicamente questo brano?
“Non lo so, è una cosa che non mi chiedo mai. Spero si sistemi dentro qualcuno, quando fuori il tempo minaccia tempesta”.

Hai vissuto un’infanzia difficile, ma ti ha reso un uomo forte e virtuoso: quanto ha influito il passato nella tua musica?

Il luogo in cui nasci, ti forma, lo porti addosso, per sempre. Ha influito e continuerà a farlo”. 

Cosa rappresenta per te Sanremo?
“Un altro punto di partenza. Dopo Sanremo quello che conta e continuare il viaggio, strada per strada, centimetro per centimetro”. 

Cosa faresti in caso di vittoria?
“Primo o ultimo, farei la stessa cosa: costruire”.

Maldestro - Foto (6).jpg