#OutThisWeek – Le novità in sala, 27/02

Le uscite in sala della prima settimana di Marzo

Febbraio si è concluso e ha portato con sé moltissime pellicole interessanti, molte delle quali candidate ai premi Oscar che si sono svolti proprio lo scorso weekend. Con Marzo vediamo tornare sugli schermi il supereroe “artigliato canadese” più amato, Wolverine, per il suo ultimo film: Logan. Ma non solo: ecco il nuovo film di Ferzan Ozpetek, Rosso Istanbul (qui la nostra recensione); Omicidio all’italiana di Maccio Capatonda e anche il nuovo film che vede Ben Affleck alla regia: La legge della notte.

Ma andiamo a vedere insieme tutte le pellicole che vi aspettano al cinema a partire da questa settimana:

DAL 27 FEBBRAIO:

PIENA DI GRAZIA di Andrew Hyatt

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Questa pellicola storica ripercorre gli ultimi anni della vita di Maria di Nazareth, mostrando i suoi sforzi per aiutare la nascente Chiesa cristiana a riguadagnare il suo incontro con il Signore.


DAL 1 MARZO:

LOGAN di James Mangold

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L’ultimo capitolo della saga che ha visto uno straordinario Hugh Jackman ricoprire le vesti (e gli artigli) di Wolverne, si ambienta ad El Paso, nel 2029. Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione. Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funziona più come un tempo, mentre il Professor X ha novant’anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro. Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.


CARO LUCIO TI SCRIVO di Riccardo Marchesini

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Un viaggio nella poetica di Lucio Dalla ma anche nella città di Bologna. I personaggi principali della docufiction sono quelli delle canzoni di Lucio, tra Anna e Marco, Futura, Meri Luis. Saranno loro a prendere carta e penna per raccontare a Dalla le proprie vite, a partire dal momento in cui lui li ha persi di vista.


DAL 2 MARZO:

ROSSO ISTANBUL di Ferzan Ozpetek

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Qui la nostra recensione. Ferzan Ozpetek torna nella sua terra natale per adattare su schermo il suo libro, dedicato alla madre: Orhan Sahin è uno scrittore che torna ad Istanbul dopo vent’anni di lontnanza per fare da editor a un celeberrimo regista, Deniz Soysal, che ha scritto un libro in cui sono contenuti ricordi d’infanzia e giovinezza, nonché amori, amici e parenti: questi ultimi ancora vivi e presenti nella Istanbul contemporanea, e pronti a presentarsi al cospetto di Orhan. Soysal invece, dopo un breve contatto iniziale, scompare, come per lasciare il suo posto all’editor venuto dall’Inghilterra. Sahin raccoglierà suo malgrado il testimone del regista entrando nella sua vita e nel suo mondo degli affetti, con un coinvolgimento personale che sorprenderà lui per primo.


LA LEGGE DELLA NOTTE di Ben Affleck

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Veterano della Prima Guerra Mondiale, Joe Coughlin diventa un criminale nell’America del proibizionismo. Figlio del capo della polizia di Boston, ripudia il genitore e la buona educazione per trovare il suo posto nella guerra tra irlandesi e italiani, tra fiumi di champagne, club fumosi, banditi che volano dai tetti, Ku Klux Klan, fanatismo religioso e donne. Per guadagnarsi una vita di giorno, dovrà mettere mano alle armi e abbracciare la legge della notte.


OMICIDIO ALL’ITALIANA di Marcello Macchia (Maccio Capatonda)

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Una divertente commedia che mette in scena brillantemente il problema della cronaca nera “scandalistica”: nel paesino abruzzese di Acitrullo non succede mai niente, finché la contessa Ugalda Martiro In Cazzati non si strozza con un dolcetto e al sindaco Piero Peluria non viene in mente di trasformare quella morte accidentale in un accoltellamento multiplo, di quelli che piacciono tanto alla trasmissione televisiva Chi l’acciso. Da non perdere.


OZZY – CUCCIOLO CORAGGIOSO di Alberto Rodriguez

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Ozzy, un simpatico beagle, svolge una vita serena e idilliaca fino al giorrno in cui i suoi padroni, devono improvvisamente partire per il Giappone senza la possibilità di portarlo con loro. Profondamente addolorati, i Martins dovranno cercare una sistemazione temporanea per Ozzy e la scelta ricade su un canile extra lusso: quello che all’apparenza sembra un paradiso di amore e coccole, si rivelerà ben presto una terribile prigione per cani, gestita da un proprietario malvagio.


VI PRESENTO TONI ERDMANN di Maren Ade

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Winfried Conradi è un anziano uomo che ama scherzare, colpendo indistintamente da familiari a fattorini: a casa della ex moglie una sera a sorpresa ritrova sua figlia. Ines ha quasi quarant’anni e una carriera che impegna ogni ora della sua giornata, vivendo appesa al telefono e con poco tempo da spendere in famiglia. Senza preavviso, Winfried decide di farle visita, infilandosi una parrucca e una dentiera artificiale, irrompendo nella sua vita come Toni Erdmann, coach naïve e improvvisato che sa bene che una canzone crea più valore di un’azione in borsa.


A GOOD AMERICAN di Friedrich Moser

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La storia del più grande fallimento nella storia dell’NSA: William Edward Binney è un critto-matematico, decodificatore, analista dell’intelligence ed ex Direttore Tecnico della National Security Agency degli Stati Uniti. Bill Binney comincia a sviluppare un programma in grado di tracciare collegamenti precisi tra due miliardi e mezzo di telefoni, che pian piano si allargano a coprire la quasi totalità di individui e mezzi di comunicazione sul globo terrestre. Il programma si chiama Thin Thread e sarebbe stato probabilmente in grado di sventare l’11 settembre, come ha dimostrato un esperimento successivo, se non fosse stato subito proibito dalla sua eccessiva economicità, che avrebbe stravolto il mercato.


FALCHI di Toni D’Angelo

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Peppe e Francesco sono due Falchi, ovvero due poliziotti della sezione speciale della Squadra mobile di Napoli, e danno la caccia alla piccola e grande criminalità della città: sono però soprattutto uomini fallibili, fratelli di strada impegnati a distinguere il giusto dall’ingiusto in un mondo in cui quel confine diventa sempre più labile.


GOD’S NOT DEAD 2 di Harold Cronk

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Ispirato a numerose cause legali accadute negli Stati Uniti, il film affronta il delicato tema della difesa del diritto alla libertà di espressione e di opinione, spingendo a interrogarsi sui grandi valori della vita, per arrivare a chiedersi: quanto si è disposti a rischiare per difendere ciò in cui si crede?


PASSERI di Runar Runasson

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Questo racconto di formazione ambientato nella campagna islandese vede protagonista un ragazzino sedicenne che, quando la madre decide di partire per una missione in Uganda con il nuovo compagno, si vede costretto a trasferirsi da Reykjavik nel desolato e sperduto paese dove aveva vissuto da ragazzino. Nell’estate islandese, illuminata notte e giorno, Ari, dapprima perso e solitario, capisce che deve affrontare la vita.

 

Rosso Istanbul – La recensione in Anteprima del nuovo film di Ferzan Ozpetek

Rosso Istanbul è un film diretto da Ferzan Ozpetek, con Halit Ergenç, Tuba Büyüküstün, Nejat İşler, Mehmet Günsür, Serra Yilmaz; Prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli: R&C Produzioni – Faros Film con Rai Cinema – BKM- Imaj; Distrubuito da 01 Distribution. In tutte le sale dal 2 Marzo 2017.

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Ferzan Ozpetek, regista di lavori come Le fate ignoranti e Allacciate le cinture, torna a descrivere il suo Paese natale, 20 anni dopo Il Bagno turco e Harem Suare, con Rosso Istanbul, un film che è un’aperta lettera d’amore a una città.

Tratto dal suo libro omonimo uscito nel 2013, la trama è incentrata sul ritorno dello scrittore Orhan Sahin a Istanbul dopo quasi 20 anni di assenza: lì dovrà aiutare il suo vecchio amico regista Deniz Soysal a finire la scrittura del suo libro, rimanendo però intrappolato in una città carica di ricordi rimossi. Si ritroverà infatti sempre più coinvolto nei legami di famiglia e di amicizia di Deniz, molti dei quali rispecchiano i personaggi fittizi del libro che il regista deve finire, rimanendo quasi prigioniero nella vita di un altro, ma finendo per indagare soprattutto su se stesso.

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Se le storie a cui Ozpetek ci ha abituato in questi ultimi anni si concentravano sulle relazioni tra due individui spesso diversi, affrontando ed equilibrando difficili temi come i sentimenti e la morte, qui l’amore è invece quello per una città, una realtà dimenticata e lontana: è infatti l’ambientazione stessa a riuscire ad offuscare i protagonisti, le interpretazioni dei quali restano comunque ottime anche se forse vincolate ad alcuni comportamenti che possono funzionare bene su carta ma un po’ meno se trasposti su schermo. La città di Istanbul invece si illumina di luci al neon soprattutto nei suoi scorci sul Bosforo, dipinta nelle sue atmosfere sospese, quasi come in attesa di un qualcosa che sta per accadere: quella che domina è una lenta aura di inquietudine che permea una città in divenire e il clima di un Paese che sta cambiando velocemente.  Come ha dichiarato anche il regista in conferenza stampa, dove abbiamo avuto modo di venire a conoscenza di alcuni gustosi retroscena: “In Rosso Istanbul i cantieri, il rumore delle fabbriche  e delle trivelle diventano quasi un vero sottofondo musicale” (un plauso va all’incredibile lavoro del sound designer turco Sertal Muldur). Anche se non mancano alcuni graditi rimandi politici come il ricordo del problema curdo e alle “madri del sabato” ( le donne che si riuniscono in piazza Galatasaray con le foto dei loro cari scomparsi sul petto) , la Istanbul che qui vediamo è infatti soprattutto quella più laica e moderna.

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Ma quanto c’è di Ferzan Ozpetek stesso in questo film? Tanto, forse più che in tutti i lavori precedenti: è infatti la sua stessa storia e personalità ad essere sottolineata in tutta la pellicola, più o meno esplicitamente. I ricordi d’infanzia (una delle case viste nel film era proprio quella dove viveva il regista da bambino), gli amici lasciati, le strade perdute e l’amore per la madre, scomparsa da poco, una donna che amava il colore rosso e alla quale il film è dedicato. Non è infatti un caso che la data che vediamo all’inizio della pellicola, il 13 Maggio, oltre ad essere una doverosa precisazione che la pellicola è ambientata precedentemente al golpe di Erdogan, era stata anche quella dell’inizio delle riprese di Bagno Turco: questo è il ritorno spirituale e artistico in un Paese lontano di un regista che sente la necessità di raccontare una città attraverso gli occhi di una persona che l’ha lasciata da tanto tempo, e che nel frattempo è diventata quasi uno straniero.

Se tutti questi fattori concorrono a fare di Rosso Istanbul un film  molto intimo e delicato, forse quello che si va un po’ a perdere è una storia che si dipana lentamente senza però lasciare pienamente soddisfatti: la virata verso una specie di thriller-noir non riesce ad essere pienamente efficace, non sviluppando in pieno molte situazioni che rimangono quindi scene un po’ fini a se stesse. Ciò non toglie che la pellicola resta un affascinante dipinto di una realtà lontana, che ci viene mostrata in una maniera molto diversa rispetto all’immagine creata nelle nostre menti dalle numerose notizie politiche: ci si immerge nella quotidianità di un Paese dormiente, come un tuffo nel Bosforo tinto di rosso dal tramonto.