Una playlist per un San Valentino alternativo

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Il 14 febbraio è il giorno dedicato alle coppie, rassegniamoci. Inutile cadere nei soliti luoghi comuni che mettono in evidenza la vocazione sempre più commerciale della festa degli innamorati; per un giorno l’anno dobbiamo sopportare cuoricini, regalini, cene forzate e canzoncine strappalacrime. Per l’ultima tortura però possiamo regalarvi un piccolo sollievo.

Vi lascio una playlist d’amore veramente alternativa (tranquilli, la potete ascoltare anche se siete single e vi giuro che non vi dispererete):

  • Bianco feat. Margherita Vicario – Le Stelle Di Giorno

  • Eman – Il Mio Vizio

  • Ex Otago – Gli Occhi Della Luna

  • I Cani – Una Cosa Stupida

  • The Zen Circus – L’anima Non Conta

  • Thegiornalisti – Il Tuo Maglione Mio

  • Fabrizio Moro – Portami Via

  • Ermal Meta – Ragazza Paradiso

San Valentino: tra leggenda e storia

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L’origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Fin dal quarto secolo a.c. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna ed un bambino estraeva i nomi, opportunamente rimescolati, creando coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità ed il Dio fossero onorati, rito che una anno più tardi si sarebbe celebrato nuovamente con la creazione casuale di altre coppie. Gli antichi Padri della Chiesa, considerando immorale questa vecchia pratica, cercarono un Santo “degli innamorati”, per sostituire il libertino Lupercus. Venne così trovato un candidato possibile in San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. A Roma, nel 270 d.c. il Vescovo Valentino di Interamna, fatto arrestato dall’imperatore Claudio il Gotico per persuaderlo ad abiurare ed a ritornare al paganesimo, non solo rifiutò di rinunciare alla sua Fede, ma tentò di convertire Claudio al Cristianesimo, senza riuscirci, dato che la storia sostiene che il 14 febbraio 273, Valentino fu messo a morte.

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Le leggende su San Valentino fioccano, la più interessante sembra essere questa: mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione, si innamorò, riamato, della figlia cieca del guardiano, Asterius. Valentino con la forza della sua fede restituì miracolosamente la vista alla fanciulla e, al momento dell’addio, prima della lapidazione e della successiva decapitazione sulla Via Flaminia, le lasciò un messaggio d’addio, firmandosi “dal vostro Valentino”…frase che sopravvisse al suo autore.

I due innamorati e la rosa

Un’altra leggenda narra che un giorno San Valentino sentendo due fidanzati bisticciare al di là della siepe del suo giardino andò loro incontro porgendo una bellissima rosa rossa. Donandola ai due giovani raccomandò loro di stringere insieme il gambo con cautela per non pungersi. Questo semplice gesto ebbe il magico potere di riconciliare i due innamorati che vollero che fosse proprio Valentino a benedire il loro felicissimo matrimonio.

San Valentino, i bambini e il giardino

Questa storia racconta che San Valentino aveva un bellissimo giardino dove tutti i bambini si riunivano per giocare insieme. Giunta la sera egli usciva dalla cappella, li benediva e donava a ciascuno un fiore raccomandando loro di ubbidire alla propria mamma. Ogni bambino, tornando a casa, coltivava nel cuore sentimenti di amore e rispetto.

Sabino e Serapia insieme per l’eternità

Un giovane centurione romano di nome Sabino si innamorò di una bellissima ragazza di nome Serapia e la chiese in sposa. I parenti di lei, essendo cristiani, non acconsentivano perché Sabino era pagano. Il giovane innamorato si fece istruire e battezzare e gli ostacoli sembravano superati, ma Serapia si ammalò gravemente. Sabino disperato chiese l’intervento del santo vescovo dicendogli che vivere senza Serapia sarebbe stato per lui un inutile e insopportabile martirio. San Valentino alzò le mani e la voce a Dio e un sonno beatificante unì per l’eternità i due innamorati.

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“A tutti i bambini che amo.. dal vostro Valentino”

Il buon Vescovo Valentino aveva un bellissimo giardino dove permetteva ai bambini di giocare e, a fine giornata, regalava loro un bel fiore. Un giorno però, dei soldati lo fecero prigioniero e il loro re lo condannò al carcere a vita. In cella Valentino si preoccupava per i bambini che non avevano più un luogo sicuro dove giocare. Il Signore allora fece fuggire dalla casa del custode due dei piccioni viaggiatori che il vescovo teneva nel suo giardino e questi si posarono sulla sua finestra. Valentino li riconobbe e legò al collo di uno un sacchetto a forma di cuoricino con dentro un biglietto. I bambini e i familiari lessero il biglietto. che diceva “A tutti i bambini che amo.. dal vostro Valentino”.

Terni la città di San Valentino

San Valentino fu il primo vescovo di Terni e la città ne conserva le spoglie mortali in una Cattedrale a lui dedicata. San Valentino, in seguito martirizzato per aver celebrato il matrimonio tra una giovane cristiana ed un legionario pagano, divenne il protettore degli innamorati perché i suoi conterraneo gli chiedevano la benedizione nuziale per adeguarsi ai costumi cristiani che il Santo propugnava. La città di Terni ricorda ancor oggi la “Festa della Promessa” ed ogni anno, nella basilica dedicata a San Valentino, centinaia di futuri sposi, danno vita a questa cerimonia, scambiandosi una “promessa d’amore” ed i festeggiamenti dell’amore proseguono per tutto il mese di febbraio con le manifestazioni più diverse. Il culto di San Valentino risale ai tempi di Papa Gregorio Magno quando veniva tra l’altro invocato contro i mali della peste e dell’epilessia.

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