Enrico Nigiotti: “Nonno Hollywood” è una pagina del diario della mia vita.

Enrico Nigiotti, livornese classe ’87, ha ben figurato nell’ultimo Festival di Sanremo portando sul palco un pezzo struggente dedicato al nonno scomparso e ad un mondo e un modo di vivere che non ci sono più. Al di là del buon decimo posto ottenuto, nonostante le sue esibizioni siano state forse penalizzate dall’esibirsi sempre in tarda serata, l’avventura sanremese di Enrico è stata piena di soddisfazioni per i riconoscimenti ottenuti dal pubblico e dalla critica.

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Di seguito le chiacchiere che abbiamo scambiato la mattina prima dell’esordio sanremese:

Ciao Enrico, tu inizi questo Festival con già un riconoscimento in bacheca: il Premio Lunezia per il testo di “Nonno Hollywood”. Te l’aspettavi?

In realtà non me l’aspettavo. Un po’ per il pregiudizio che si ha per chi viene da un talent – che poi io vengo da Livorno, mica dai programmi televisivi (ride, n.d.r.) – e un po’ perché in gara c’erano altri pezzi ben scritti come quelli di Silvestri o di Cristicchi, tanto per citarne due. Son contento che il messaggio del brano sia arrivato, nonostante sia una canzone molto personale, anche se poi già in molti, dopo aver letto il testo, mi hanno detto di rispecchiarcisi. Poi, oh, non ho mai vinto niente in vita mia, quindi sono ancora più felice di aver vinto ‘sto premio!

Hai calcato per la prima volta il palco dell’Ariston tra i giovani (Sanremo 2015, n.d.r.), com’è ora calcarlo nuovamente nella gara dei “grandi”?

A prescindere dalla categoria, Sanremo è sempre Sanremo. Che lo si faccia tra i giovani o tra i big. Guarda Ultimo che, da giovane che era l’anno scorso, già fa numeri da superbig. Salire sul palco dell’Ariston, da cantautori poi, è una cosa molto prestigiosa perché porti la tua musica, porti quello che scrivi su un palco che celebra l’evento musicale più importante dell’anno.

Come sarà duettare con Paolo Jannacci?

Son contento e onorato che abbia accettato. Non volevo fare un duetto cantato perché non ci stava col pezzo e perché volevo dare a questa canzone una veste ancora più intima. Ho scelto Paolo perché è una persona e un musicista eccezionale. Poi nel duetto c’è anche una chicca: un’artista che si chiama Massimo Ottoni. Lui è un sand-artist, che durante l’esibizione, modellerà la sabbia per dare un’immagine alle mie parole.

Una delle artiste che stimi di più è Gianna Nannini, anche lei però è in gara come autrice per Il Volo…

Sì sì, ma tifa per me, lo so già… (ride, n.d.r.).

Finito Sanremo, ti “riposerai” un po’ e poi partirai ad aprile con un tour teatrale. Come mai hai scelto i teatri per portare la tua musica al pubblico?

È una scelta partita a dicembre con tre date di anteprima del tour a Livorno, Milano e Roma, che sono andate molto bene. Per questo abbiamo deciso di perseverare nella scelta del teatro, un ambiente potenzialmente anche molto pericoloso vista la grandezza di questi spazi, che però ti dà la possibilità di godere al meglio di un rapporto più diretto col pubblico e della sovranità dei silenzi. Sì, a teatro e nella musica son belli anche i silenzi.

Tornando a bomba sul pezzo sanremese. “Nonno Hollywood” è un pezzo che hai sempre definito molto intimo, ma se dovessi definirlo con altri aggettivi, come lo definiresti?

Sicuramente lo definirei “vero”. “Nonno Hollywood” è una pagina del diario della mia vita.

I promossi e i bocciati della serata dei duetti di Sanremo 2019

Queste le impressioni dei nostri Alessio Boccali e Francesco Nuccitelli al termine della quarta serata del 69° Festiva della Musica Italiana di Sanremo: la serata dei duetti. Di seguito promossi e boccati:

Federica Carta e Shade con Cristina D’avena

Alessio Boccali: La voce di Cristina sovrasta troppo quella di Federica. BOCCIATI ↓

Francesco Nuccitelli: Cristina non aggiunge niente all’interpretazione. BOCCIATI ↓

Motta con Nada

A.: L’esperienza e la presenza scenica di Nada sono un valore aggiunto di rilievo. PROMOSSI ↑

F.: Con buona pace del pubblico, il duetto è ben costruito. Motta rinvigorisce grazie alla presenza di Nada.  PROMOSSI ↑

Irama con Noemi

A.: Il duetto tra i due è credibile e azzeccato. PROMOSSI ↑

F.: All’apparenza una coppia rodata da anni. PROMOSSI ↑

Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo

A.: Troppa confusione tra le voci. BOCCIATI ↓

F.: Niente di più, niente di meno dalla solita esibizione. BOCCIATI ↓

Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci

A.: Il graffio di Ruggeri e la tromba di Roy Paci non potevano che essere valori aggiunti. PROMOSSI ↑

F.: Con Ruggeri diventa più rock e con Roy Paci il brano diventa più bello. PROMOSSI ↑

Il Volo con Alessandro Quarta

A.: Il violinista è una piacevolissima sorpresa. PROMOSSI ↑

F.: Sorprendente e azzeccata la scelta di Alessandro Quarta come ospite. PROMOSSI ↑

Arisa con Tony Hadley e i Kataklò

A.: Hadley canta come Mal, Kataklò necessari (importanti), ma non sufficienti. BOCCIATI ↓

F.: Non sarà più uno “Spandau Ballet”, ma Hadley ci sa ancora fare e i Kataklò sono un valore aggiunto ad una bella performance. PROMOSSI ↑

Mahmood con Guè Pequeno

A.: Guè c’è poco e niente, ma va bene così: la scena deve rimanere di Mahmood. PROMOSSI ↑

F.: Breve, ma intenso. PROMOSSI ↑

Ghemon con Diodato e i Calibro35

A.: Sound elegante e raffinato, davvero un bel gruppone. PROMOSSI ↑

F.: Esibizione dalle atmosfere fantastiche e puntare su Diodato come ospite è la scelta giusta. Ottimi anche i Calibro35. PROMOSSI ↑

Francesco Renga con Bungaro e le etoiles Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel

A.: L’eleganza dei ballerini si vede, l’anima di Bungaro si sente. PROMOSSI ↑

F.: Carine le atmosfere e carino il duetto con l’autore, ma il pezzo non mi migliora. BOCCIATI ↓

Ultimo con Fabrizio Moro

A.: Ultimo al piano e Moro alla chitarra: L’affiatamento è perfetto e il brano acquisisce sicuramente una marcia in più. PROMOSSI ↑

F.: Tra le migliori esibizioni della serata. Forse il duetto più completo. PROMOSSI ↑

Nek con Neri Marcorè

A.: Neri riesce a rendere credibile una canzone, a mio parere, non di certo memorabile. PROMOSSI ↑

F.: Bene, ma è solo merito di quel fenomeno di Neri Marcorè. PROMOSSI ↑

Boomdabash con Rocco Hunt e i Musici cantori di Milano

A.: Il rappato di Rocco si mescola bene a quello di Payà e Biggie Bash. Per quanto riguarda i musici: beh, vedere bambini (che si divertono) sul palco fa sempre allegria. PROMOSSI ↑

F.: Bello divertente e sciolto… Hunt fa quello che vuole e lo fa bene. Portare i bambini sul palco è sempre bello. PROMOSSI ↑

The Zen Circus con Dario Brunori

A.: Il duetto della meritocrazia: entrambi i progetti meritano la vetrina dell’Ariston e noi ci meritiamo la loro (buona) musica. PROMOSSI ↑

F.: La rivincita degli Zen e la conferma di Brunori. PROMOSSI ↑

Paola Turci con Beppe Fiorello

A.: Mi stupisce il fatto che Beppe non reciti, ma canti. Tutto sommato, il duetto ci sta. PROMOSSI ↑

F.: Piacevolmente colpito da Beppe Fiorello, che da bravo ospite, si mette al servizio di Paola Turci e lo fa molto bene. PROMOSSI ↑

Anna Tatangelo con Syria

A.: Le due voci femminili si intendono bene e migliorano sicuramente il pezzo. PROMOSSE ↑

F.: Questo duetto non convince del tutto, le due artiste sono troppo diverse – musicalmente parlando – per fare una cosa insieme. P.S. Bello ritrovare Syria al festival, anche solo per una sera. BOCCIATE ↓

EX-Otago con Jack Savoretti

A.: Quello di Jack è uno dei talenti più sottovalutati dal pubblico nostrano; l’artista anglo-italiano impreziosisce e di molto il brano in gara. PROMOSSI ↑

F.: Abbinamento perfetto. Savoretti è un fenomeno e migliora di tanto l’interpretazione del brano. PROMOSSI ↑

Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci e Massimo Ottoni

A.: Emozionante performance d’arte a 360°. PROMOSSI ↑

F.: Toccante ed emozionante. PROMOSSI ↑

Loredana Bertè con Irene Grandi

A.: È difficile fiancheggiare la Bertè, lo è ancor di più per una Grandi davvero spenta. BOCCIATE ↓

F.: Nonostante la forza straripante di Loredana in questo festival, il duetto non mi è dispiaciuto. PROMOSSE ↑

Daniele Silvestri e Rancore con Manuel Agnelli

A.: Spettacolare. Grandi avvocati difensori della musica italiana. PROMOSSI ↑

F.: Tutto perfetto! Qualsiasi altra spiegazione sarebbe inutile. PROMOSSI ↑

Einar con Biondo e Sergio Sylvestre

A.: “Eravamo tre Amici a Sanremo…”. Nulla di più. BOCCIATI ↓

F.: Il trio non convince. L’unico che si salva è Sylvestre, troppo poco. BOCCIATI↓

Simone Cristicchi con Ermal Meta

A.: Intensi ed emozionanti. PROMOSSI ↑

F.: Sublimi, intensi e inarrivabili. La loro esibizione regala forti emozioni. PROMOSSI ↑

Nino D’Angelo e Livio Cori con i Sottotono

A.: Bello il ritorno dei Sottotono, anche se l’unico a divertirsi sembra essere Livio Cori. Il maestro D’Angelo fa tanta, troppa fatica a star dietro al beat. BOCCIATI ↓

F.: Cori si diverte, mentre D’Angelo sembra spaesato. Bello il ritorno dei Sottotono, ma non regalano nulla in più al pezzo. BOCCIATI↓

Achille Lauro con Morgan

A.: La vita spericolata di Morgan e la sua caratura musicale al servizio della mina vagante Lauro. Uno show dannatamente rock. PROMOSSI ↑

F.: Rock puro!!! Il duetto è perfetto e Morgan si conferma come grande artista (con troppi rimpianti alle spalle). PROMOSSI ↑

Le pagelle del secondo ascolto di Musica Zero Km

Direttamente dalla Sala Stampa Lucio Dalla del Palafiori di Sanremo queste sono le nostre impressioni (e le nostre pagelle) dopo l’ascolto dei 24 brani in gara durante la prima serata del Festival di Sanremo.

Francesco Renga – “Aspetto che torni”

Francesco – Al secondo ascolto il mio giudizio non cambia. Il passato di Renga parla da solo, ma il suo presente non può essere solo questo. 5.5

Alessio – Il testo c’è, la voce pure, ma stiamo sempre là: da Renga ci si aspetterebbe molto di più. 5

Livio Cori e Nino D’Angelo – “Un’altra luce”

F – Cori e D’Angelo, si sono ripresi benissimo da una prima serata sotto tono.  La loro canzone mi piace e la seconda esibizione rende molta più giustizia. 6.5

A – Buona la seconda, senza problemi tecnici la canzone si dimostra per quello che è: un bel mix tra modernità e storia della musica. L’accoppiata mi piace molto. 7

Nek – “Mi farò trovare pronto”

F – Come per Renga, anche per Nek il mio giudizio non migliora. Grande artista, grande cantante, ma poteva osare di più nella sua seconda esibizione. 5

A – Nek migliora nella performance. Il pezzo è brutto, non credo servano altre parole. 4

The Zen Circus – “L’amore è una dittatura”

F – Tengono il palco in maniera impressionante. Il secondo ascolto conferma la bontà del loro brano e del loro progetto. 7

A – I ragazzi questo palco se lo sono ampiamente meritato e anche Sanremo aveva bisogno della loro carica e della loro penna. La seconda esibizione è in linea con la prima: animali da palcoscenico. 7

Il Volo – “Musica che resta”

F – Non c’è molto da dire su di loro… sono forti e hanno delle voci importanti. Confermato il voto. 7.5

A – L’interpretazione non è di certo il loro problema, il pezzo regala qualche graffio in più dei classici de Il Volo, ma non mi convince comunque. 6

Loredana Bertè – “Cosa ti aspetti da me”

F – Standing ovation per la Loredana nazionale! La sua interpretazione migliora di tanto il brano. 7.5

A – La performance è perfetta, la canzone è un po’ troppo pop per la Bertè che amo.  6.5

Daniele Silvestri e Rancore – “Argentovivo”

F – Che coppia!!! Confermo il mio giudizio su di loro, Silvestri e Rancore sono una garanzia. 9

A – Confermo: il pezzo di Silvestri e Rancore è un pugno duro allo stomaco. Uno di quei colpi che a Sanremo fa anche piacere ricevere. C’è il testo, c’è il sound e sul palco ci sono Silvestri e Rancore! Colleghi o semplici amanti della musica italiana, citate sempre entrambi! 9

Shade e Federica Carta – “Senza farlo apposta”

F – Migliori nella loro seconda esibizione. Meglio Federica Carta di Shade. 6

A – Meglio entrambi, lui più preciso e lei ancora più sicura della sua (bella) voce. Il pezzo non è granché, ma piacerà molto al loro target. 6

Ultimo – “I tuoi particolari”

F – Esibizione più grintosa per Ultimo. Si conferma nel giudizio. 7.5

A – “A Niccolò voglio bene, a Niccolò davanti al piano voglio ancora più bene.”. Ieri scrivevo questo, oggi lo confermo notando, purtroppo, che il piano nella seconda esibizione non c’è. Mezzo punto in meno. 7.5

Paola Turci – “L’ultimo ostacolo”

F – Migliora al secondo ascolto il brano di Paola Turci. Lei sicuramente più matura, ma al brano manca ancora qualcosa. 6.5

A – Confermo: È una Turci che ricorda molto Irene Grandi, il pezzo è sanremese, ma poco graffiante. Senza infamia e senza lode. 6

Motta – “Dov’è l’Italia”

F – Motta si conferma come uno dei migliori cantautori della scena italiana. 7

A – Grazie Motta, bel testo e bell’interpretazione. La vetrina dell’Ariston è meritata così come questo voto bello tondo. 8

Boomdabash – “Per un milione”

F – Meno male che ci sono loro. Freschezza e spensieratezza anche nella seconda esibizione 6.5

A – Al secondo ascolto si continua a ballare e a canticchiare. Serve anche un po’ di leggerezza. 6.5

Patty Pravo e Briga – “Un po’ come la vita”

F – Finalmente si può giudicare l’esibizione del duo più improbabile del festival.  Al secondo ascolto il mio giudizio è più che positivo. Ottima Patty Pravo e grande sorpresa Briga. 7

A – Tolti i problemi tecnici, l’accoppiata non mi convince. Dirò una cosa impopolare, forse verrò accusato di lesa maestà, ma avrei preferito se questo pezzo fosse stato cantato dal solo Briga. 5.5

Simone Cristicchi – “Abbi cura di me”

F – Emozione pura! 9

A – “Vorrei saper scrivere come Simone Cristicchi” pt.2 + “Vorrei saper emozionare come Simone Cristicchi” 9

Achille Lauro – Rolls Royce

F –  Apre la seconda serata del festival e lo fa alla grande! La “Rockstar” maschile di questa edizione è sicuramente lui. Vasco o non Vasco, è lui la rivelazione. 7.5

A – Lui scansa i paragoni e le polemiche, sale sul palco carico a pallettoni e porta a casa una prestazione da rocker. Boss Doms lo accompagna sempre alla grande col suo chitarrone elettrico. 8.5

Arisa – “Mi sento bene”

F – Frozen la vendetta 2.0. La voce di Arisa non si discute, ma la canzone purtroppo sì. 5.5

A – In sala stampa paragonano la sua esibizione a quelle storiche della Carrà pop. Io penso sempre che un film Disney potrebbe usarla come sigla. 4.5

Negrita – “I ragazzi stanno bene”

F – Grandi Negrita. Loro stanno bene e si divertono sul palco. Il secondo ascolto è solo una conferma. 7

A – Confermo: “I ragazzi stanno bene” e si vede. Tornano a Sanremo per riscattarsi più che per vincere. Il loro obiettivo l’hanno già raggiunto. 6.5

Ghemon – “Rose viola”

F – Questo brano mi convince sempre di più. Sentirlo in un orario decente aiuta.

A – Confermo: l’eleganza e il soul dei suoi brani sono oramai inconfondibili. Il pezzo non è fra i suoi migliori, ma è comunque un buon bigliettino da visita da presentare a chi ancora non lo conosceva. 7

Einar – “Parole nuove”

F – Confermo la sufficienza. Il brano non decolla e sul palco, lui non mi convince del tutto. 6

A – Il brano è davvero poca cosa, antiquato e non adatto alla sua voce. Gli auguro ancora una volta che questa precoce promozione tra i big non lo bruci. 4.5

Ex-Otago – “Solo una canzone”

F – Il secondo ascolto conferma il voto. 7

A – Bravi ragazzi, reggono bene il palco, ma il pezzo non è tra i loro migliori. Per Sanremo, però, ci voleva questo. 6.5

Anna Tatangelo – “Le nostre anime di notte”

F – Bella e brava. Tiene benissimo il palco, ma la canzone non decolla del tutto. Il secondo ascolto conferma solamente il mio voto. 6

A – Ottima presenza scenica: la sua voce è identica a quella del cd e la sua bellezza ed eleganza attirano l’attenzione. Il pezzo, però. è qualcosa di poco incisivo. 5

Irama – “La ragazza con il cuore di latta”

F – La canzone merita tanto. Lui è bravo ad emozionare ed emozionarsi. Il secondo ascolto conferma la sua candidatura alla vittoria finale. 8

A – Irama sa scrivere , emozionare ed emozionarsi. Se avete ancora dei pregiudizi su di lui, andatevi ad ascoltare un po’ di roba di questo ragazzo e non fermatevi a “Nera come la tua schiena…” 8

Enrico Nigiotti – “Nonno Hollywood”

F – Emozionante, quasi struggente in alcun momenti. La sua seconda esibizione è migliore rispetto alla prima serata. 8.5

A – Confermo: Commovente, emozionante ed emozionato. Enrico Nigiotti ha una bella penna, ora ha bisogno del suo bell’orto da coltivare, un orto che darà sicuramente i suoi frutti. 8.5

Mahmood – “Soldi”

F – Forte, forte e forte. il pezzo è di pregevole fattura e lui è un ottimo performer. 7.5

A – Un fuoriclasse con un pezzo non banale e coinvolgente. Gli auguro di spiccare il volo definitivamente. 7.5

Le pagelle di Musica Zero Km dopo la prima serata del Festival di Sanremo 2019

Direttamente dalla Sala Stampa Lucio Dalla del Palafiori di Sanremo queste sono le nostre impressioni (e le nostre pagelle) dopo l’ascolto dei 24 brani in gara durante la prima serata del Festival di Sanremo.

Francesco Renga – “Aspetto che torni”

Francesco – Testo impegnato e si vede la mano di Bungaro. Lui scende tra il pubblico e dimostra la sua sicurezza. Sufficiente, ma da lui, ci si aspetta di più. 6

Alessio – Testo buono (Chiodo-Bungaro sono una coppia goal), ma da Renga ci si aspetterebbe molto di più. Il problema, forse, è che a Sanremo la sua “Angelo” viene sempre ricordata, ma mai superata. 5

Livio Cori e Nino D’Angelo – “Un’altra luce”

F – Problemi tecnici per il duo, ma nonostante ciò, l’esibizione è sofferta e sofferente. Un padre che parla ad un figlio. Emotività al massimo. 6.5

A – Iniziano col freno a mano tirato (colpa dei problemi tecnici), ma subito dopo l’amalgama delle due voci inizia a funzionare bene e l’appello di un padre a un figlio disilluso è da lacrimuccia. 7

Nek – “Mi farò trovare pronto”

F – Testo elementare ed esibizione non da Nek. Poca energia e poca grinta. Troppa emozione? 5.5

A – Mi aspettavo una “Fatti avanti amore” parte 2, invece è anche peggio e poco radiofonica. 4

The Zen Circus – “L’amore è una dittatura”

F – Questo è il Festival dei testi impegnati. Gli Zen non si fanno mancare nulla, il brano è un pugno nello stomaco. Esibizione da primo maggio, forse lontano dai ritmi sanremesi 6.5

A – Testo da Zen, esibizione da Zen. I ragazzi non si sono snaturati e, nel loro caso, va bene così. Il pezzo non è “sanremese”, ma il coraggio e la loro autenticità vanno premiati. 6.5

Il Volo – “Musica che resta”

F – Connubio perfetto tra rock e lirica (si sente la mano della Nannini sulla musica). Perfetta l’esibizione, che altro dire? 7.5

A – Non è “Grande amore” ed è già qualcosa, lo stile de Il Volo però è quello e a parte qualche graffio regalato dalla penna della Nannini, non mi entusiasma. Sufficienza perché voci del genere vanno comunque apprezzate. 6

Loredana Bertè – “Cosa ti aspetti da me”

F – Il pezzo Rock del Festival per la musicalità e pop per il testo. Interpretazione pazzesca per Loredana. 7

A – Pezzo più pop dello standard berteiano. Siamo più vicini all’ultima Loredana che alla storica, eppure la verve sembra quella dei tempi d’oro. Il testo, nonostante la penna di Curreri, la penalizza. 6

Daniele Silvestri e Rancore – “Argentovivo”

F – Duetto perfetto. Silvestri mette tanta esperienza e Rancore tanta freschezza. Il pezzo merita ed è forte emotivamente parlando. La musica e il testo sono legati alla perfezione. 9

A – Il pezzo di Silvestri e Rancore è un pugno duro allo stomaco. Uno di quei colpi che a Sanremo fa anche piacere ricevere. C’è il testo, c’è il sound e sul palco ci sono Silvestri e Rancore! Colleghi o semplici amanti della musica italiana, citate sempre entrambi! 9

Shade e Federica Carta – “Senza farlo apposta”

F – Lei porta il coraggio per entrambi. Lui troppo intimorito dall’Ariston. Canzone radiofonica, ma non da Festival. 6-

A – Lei è giovanissima, ma ha un bel prospetto davanti. Lui è troppo emozionato e l’esibizione ne risente. Il pezzo non è bello, ma, come sempre, è questione di gusti. 5

Ultimo – “I tuoi particolari”

F – Tanta sensibilità per Niccolò, prima al piano e poi sul palco. All’interno si sente molto Moro. Vedremo una super esibizione nella serata dei duetti. 7.5

A – A Niccolò voglio bene, a Niccolò davanti al piano voglio ancora più bene. Il pezzo è abbastanza da Ultimo, magari meno immediato del brano dello scorso anno, e l’esibizione è minuziosamente curata. Apprezzabile ancor di più dopo il primo ascolto. 8

Paola Turci – “L’ultimo ostacolo”

F – Mi aspettavo più grinta dalla Turci. Un pezzo sicuramente più sanremese, ma meno nelle sue corde. Comunque, buona performance. 6.5

A – È una Turci che ricorda molto Irene Grandi, il pezzo è sanremese, ma poco graffiante. Senza infamia e senza lode. 6

Motta – “Dov’è l’Italia”

F – Adattato al festival. Bel pezzo, ma forse non del tutto capito al primo ascolto. 6.5

A – La penna di Motta scrive molto bene e si sente, il pezzo è bello e leggermente più pop del suo solito. Non vincerà, ma è una delle più grandi dimostrazioni di come il cantaurato italiano abbia ancora qualcosa da dire. 8

Boomdabash – “Per un milione”

F – La prima canzone ballabile e leggera a Sanremo. Freschi, nuovi e bravi. Bel brano e bella esibizione. 6.5

A – Il pezzo più movimentato del Festival. Si sente tutto il Salento nella loro esibizione, il testo è volutamente leggero. Portano allegria e ci ricordano che la musica è anche intrattenimento. 6.5

Patty Pravo e Briga – “Un po’ come la vita”

F – Ancora problemi tecnici al Festival. Per fortuna c’è Patty, che con tanta ironia salva la situazione. Buona performance, ma merita un ascolto più tranquillo. Bene anche Briga, forse intimorito per l’esordio. 6

A – Problemi tecnici a parte, l’accoppiata non mi convince. Rimandati alla seconda esibizione visto la caratura artistica della Pravo e il talento della penna, forse spesso sottovalutata, di Briga. 6

Simone Cristicchi – “Abbi cura di me”

F – Non è una semplice canzone, ma è una poesia. L’unico artista in grado di creare pezzi del genere. 9

A – Vorrei saper scrivere come Simone Cristicchi, l’ho scritto ormai ovunque, su qualsiasi social. Il suo brano è un monologo emozionante da ascoltare con attenzione, il testo è da libro di letteratura. 9

Achille Lauro – Rolls Royce

F – Curioso fino all’ultimo e piacevolmente sorpreso da Rolls Royce. Il Vasco Rossi 2.0. 7

A – Vasco è tornato a Sanremo e veste Achille Lauro. Il ragazzo dimostra di saperci fare e anche Boss Doms dietro a lui sfodera una performance rock che sorprende. Bella sorpresa che non conoscerà via di mezzo: o arriverà sul podio o ultimo. 8

Arisa – “Mi sento bene”

F – Voce spettacolare di Arisa, ma il brano è troppo delicato per il festival. Più da musical. 6

A – A me Arisa non piace e quindi potrei essere di parte nel giudicarla male, ma oggettivamente il pezzo sembra un classico disneyano: Frozen che incontra Mary Poppins e insieme cantano sotto la neve o la pioggia. 4.5

Negrita – “I ragazzi stanno bene”

F – Grande ritorno per i Negrita. Il loro pezzo della maturità al festival. 6.5

A – “I ragazzi stanno bene” e si vede. Tornano a Sanremo per riscattarsi più che per vincere. Il loro obiettivo l’hanno già raggiunto. 6.5

Ghemon – “Rose viola”

F – Bel pezzo, anche se l’ora tarda non lo ha aiutato. 6.5

A – L’eleganza e il soul dei suoi brani sono oramai inconfondibili. Il pezzo non è fra i suoi migliori, ma è comunque un buon bigliettino da visita da presentare a chi ancora non lo conosceva. 7

Einar – “Parole nuove”

F – Grande coraggio per Einar nell’esibirsi alle 00:27. Brano fragile e performance non di altissimo livello. Ancora acerbo per stare tra i Big di Sanremo. 6

A – Esordisci al festival e lo fai dopo la mezzanotte, nonostante questo l’emozione non lo sovrasta più di tanto. Il problema è che il brano è davvero poca cosa. Gli auguro soltanto che questa precoce promozione tra i big non lo bruci. 5

Ex-Otago – “Solo una canzone”

F – La band genovese si è reinventata per Sanremo. Brano tipicamente sanremese, ma che funziona bene. 7

A – Maurizio Carucci, frontman della band, è un uomo di sani principi e lo si vede nella scrittura e nell’abbraccio a fine esibizione, che non può passare inosservato ad un romanticone come me. Il brano è fuori dalla comfort zone degli Ex-Otago, ciò nonostante porta a casa il suo compitino con un sound sanremese. 6.5

Anna Tatangelo – “Le nostre anime di notte”

F – Altro ritorno importante al festival. La Tatangelo è tra le ultime ad esibirsi e forse questo è stato un limite per lei. 6

A – Sarà l’ora tarda, sarà che il pezzo non è particolarmente travolgente, ma la sua esibizione scorre via senza quasi accorgermene. 5

Irama – “La ragazza con il cuore di latta”

F – Tra i candidati alla vittoria finale. Il testo è importante e il coro gospel si lega alla perfezione con Irama. 7.5

A – Il testo è bello ed emozionante, l’esibizione emozionata, ma buona. Il ragazzo sa scrivere, questo è indubbio, aspetto la seconda esibizione per capire se può essere uno dei suoi cavalli di battaglia per il futuro. Per ora è una bella sorpresa. 7.5

Enrico Nigiotti – “Nonno Hollywood”

F – Tra i testi più belli di questo festival. Emozione pura e splendida esibizione. 8

A – Commovente, emozionante ed emozionato. Enrico Nigiotti ha una bella penna, ora ha bisogno del suo bell’orto da coltivare, un orto che darà sicuramente i suoi frutti. 8.5

Mahmood – “Soldi”

F – Ventiquattresimo artista ad esibirsi, solo per questo andrebbe premiato. La canzone merita e lui è veramente forte. 7.5

A – Ultimo ad esibirsi, menomale che ha un pezzo coinvolgente e ben scritto. La sala stampa applaude a tempo nonostante sia già passata l’una di notte. Un altro fiore da coltivare e di cui bisogna ricordarsi anche dopo l’ondata sanremese. 7.5

RICCARDO SINIGALLIA

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Come connettersi a tutto ciò che abbiamo intorno e trovare la felicità

di Lavinia Micheli

Cantautore, produttore di artisti del calibro di Tiromancino, Motta e Coez ma soprattutto grande artista, Riccardo Sinigallia è tornato sulla scena il 14 settembre con il suo ultimo capolavoro, “Ciao Cuore”. Un album d’amore, in tutto e per tutto. In programma un tour di 9 date in giro per migliori club italiani, a partire dall’ Hiroshima Mon Amour di Torino, il 17 gennaio 2019. Con grande emozione, ci ho fatto due chiacchiere qualche giorno fa. Di seguito, quello che ne è uscito fuori.
Ciao Riccardo, sei pronto per il tour?
Ciao! Beh, ancora c’è qualche mese di tempo. Dobbiamo addirittura ancora cominciare le prove, però sono abbastanza pronto! Io i pezzi me li sono un po’ rivisti (ride n.d.r.).
Cosa si prova a tornare sul palco, a quattro anni di distanza da “Per tutti” e dopo un periodo da produttore dietro le quinte?
In realtà ho continuato e continuo l’attività live, un po’ con i Deproducers, con cui ho un progetto parallelo di scienza e musica, un po’ con qualche data, per esempio quella al Monk di Roma, due anni fa. Diciamo che non mollo mai gli strumenti, questo è sicuro! Ma comunque è sempre una grande emozione.

Federico Zampaglione, ha recentemente dichiarato: “Dietro a mille cose della scuola romana, quelle più riuscite, c’è Riccardo. Meriterebbe sicuramente uno spazio maggiore, perché è un grande ricercatore”. Cosa pensi dell’ultimo lavoro dei Tiromancino, di cui non hai curato la produzione?
Ho avuto modo di ascoltarlo a casa sua. È stato interessante sentire cantare questi colossi della canzone italiana, anche se è chiaro, io sono affezionato alle nostre versioni degli stessi pezzi. Però io sono contento che lui stia proseguendo per la sua strada come meglio crede.
Dal tuo ultimo album, “Ciao Cuore”, traspare un profondo amore verso i tuoi affetti. Mi ha molto intenerita “Dudù”, che parla della tua bambinaia d’infanzia, a cui “piaceva Bowie, Bob Marley e Peter Tosh.” La senti ancora?
No, purtroppo non l’ho più vista e per questo ho scritto questa canzone. Questa ragazza arrivò negli anni ’80, a 19 anni, da Capo Verde. Io e mio fratello ce la ritrovammo in casa e fu fondamentale per la nostra crescita, soprattutto musicale. Portò in casa il reggae, Marley e Peter Tosh, ma anche David Bowie, che io chiamo Bawie perché lei lo chiamava in questo modo.

Quattro anni per costruire un nuovo album. Il risultato è fine, ricercato, puro. Come si capisce quando un disco è pronto per il pubblico?
C’è qualcuno che ha detto che un disco non si interrompe mai. Ad un certo punto ci si rende conto che è il momento di mollare e di chiudere un ciclo. Io credo di averlo chiuso quando sono riuscito a trovare la musica di “Niente mi fa come mi fai tu”.
In “Backliner”, che tra l’altro è anche il nome di un documentario sulla tua carriera recentemente presentato al festival del cinema di Roma, canti: “Comunque fuori moda, mentre un altro pezzo vola”. Ti è mai capitato di sentirti fuori moda e di soffrire per questo?
Tantissime volte. Da sempre, anzi, credo che questa sensazione sia stata proprio una compagna di vita. Tutt’oggi la sento e non la vivo più come un problema ma come una contingenza, quasi con fierezza. Da bambino, delle volte cercavo anche di adeguarmi. Adesso lo lascio fare a mio figlio con molta tenerezza, anche se spero e vedo che anche lui ha il mio stesso “file”.
Cosa ascolta tuo figlio?
Tutto ciò che arriva ad un ragazzo della sua età: molta trap. Fortunatamente in casa, essendo tutti musicisti, è spinto anche verso altri orizzonti e influenze, segretamente, nelle sue cellule.
“Che male c’è” è una bellissima canzone nata da una poesia di Valerio Mastandrea, dedicata a Federico Aldrovandi. Qual è la sensazione che si prova ad affrontare temi così delicati?
Si trattava di due pagine di pensieri e suggestioni rabbiose su questa vicenda. Un giorno, molti anni fa, è arrivato a casa mia e mi ha lasciato questa chiavetta dicendomi: “Falla diventare una canzone”. Per molti anni non ho affrontato quel testo. Poi una notte, in Grecia, ho sentito l’istinto di riaprire quella chiavetta ed è venuta fuori questa canzone. Piano piano, dopo averla suonata anche a Ferrara davanti ai genitori e al fratello di Federico mi sono sentito pronto. Era giusto avere il coraggio di esprimere quelle cose._D0B7501©fabiolovino.JPGCom’è nata la storia d’amore fra “uno difficile, che viene sempre da fuori” e “una facile, una per tutte le stagioni”? Qual è il tuo rapporto con Laura (bassista nonché moglie di Riccardo n.d.r.)?
Ci conoscevamo da tantissimo però ci evitavamo perché in effetti avevamo anche altre storie. Poi ad un certo punto una sera, in un locale, andando a sentire un nostro amico che faceva musica elettronica, al bar ci siamo trovati entrambi con un drink. Lei guardandomi negli occhi mi disse: “Bevi,bevi (ridiamo n.d.r.) !” E così è nato tutto.
Di “Ciao Cuore” hai scritto: “Questa canzone è un invito ad aprire le braccia, la bocca, le orecchie, i polmoni a mettere in connessione il proprio respiro con tutto quello che ci circonda e vivere lealmente e pienamente il momento.” Una sorta di Carpe Diem alla Riccardo Sinigallia?
Più che Carpe Diem si tratta di accorgersi della felicità. È la cosa più difficile che ci sia. Tutti sprecano parole per capire quale sia la chiave della felicità, in realtà la cosa più complicata è accorgersene. Spesso uno è felice e non se ne rende neanche conto. Il fatto di mettere in connessione il proprio respiro con ciò che accade intorno a noi, è un buon esercizio per entrare in sintonia con quello che si sta vivendo, e quindi, probabilmente per accorgersi meglio di come si sta veramente.

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Diretta della quinta ed ultima serata Sanremo 2018

Diretta #Sanremo2018 dalla sala Lucio Dalla del Palafiori di Sanremo.

Finale di categoria per i campioni.

Ore 20,50 – Apre la serata il vincitore della nuove proposte Ultimo. Emozionato ed emozionante.

Ore 20,58 – Primo big sul palco: Luca Barbarossa. Il suo pezzo è, ascolto dopo ascolto, sempre più bello.

Ore 21,06 – Il secondo campione ad esibirsi è Red Canzian. Lui si diverte e la sala stampa balla anche stasera.

Ore 21,13 – Terzi a salire sul palco sono i The Kolors. Grintosi all’ennesima potenza, stanno vivendo un sogno e si vede.

Ore 21,21 – Dalla scalinata dell’Ariston scendono mano nella mano Claudio Baglioni e Laura Pausini. Il primo brano eseguito è il suo nuovo singolo “Non è detto”. Terminato il brano interviene telefonicamente Fiorello, che si propone come scaldapubblico virtuale. In chiusura Pausini e Baglioni duettano sulle note di “Avrai”. La sala stampa tutta canta il successo di Baglioni. Laura Pausini ci ha preso gusto e allora prima di uscire di scena canta anche il suo successo “Come se non fosse stato mai amore”, durante l’esibizione esce fuori dall’Ariston e canta col pubblico assiepato vicino al red carpet fuori dal teatro.

Ore 21,44 – Riprende la gara con gli Elio e le Storie Tese, che portano nuovamente con loro anche i Neri Per Caso. Ecco il loro ultimo “Arrivedorci”.

Ore 21,50 – Il quinto artista ad esibirsi è Ron. Emozionante come sempre.

Ore 22,04 – Ospiti sul palco i ragazzi di Sanremo Young e Antonella Clerici.

Ore 22,08 – Tocca a Max Gazzè. La sua “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” è sempre ammaliante.

Ore 22,12 – La prima donna in gara a salire sul palco è Annalisa. Performance sempre impeccabile e pezzo che inizia ad entrare in testa. Andrà molto in radio.

Ore 22,23 – Pronto sul palco Renzo Rubino. Stasera al pianoforte convince sicuramente di più. Sul palco anche i nonni dell’artista pugliese.

Ore 22,32 – Arrivano i Decibel. Grande prestazione per la band capitanata da Enrico Ruggeri.

Ore 22,38 – Adesso sul palco Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico. L’inedito trio continua ad emozionare.

Ore 22,45 – Undicesimo campione in gara: Giovanni Caccamo. Stasera l’esibizione di Caccamo è intensa e piacevole.

Ore 22,54 – Continua la gara, è il momento de Lo Stato Sociale. Tutta la sala stampa “Lucio Dalla” balla durante l’esibizione. Il pezzo è forte ed è tra i favoriti per la vittoria finale.

Ore 23,00 – I tre conduttori sono insieme sul palco. Dietro di loro passano alcune foto fatte durante la kermesse e alcuni “errori” nelle prove.

Ore 23,05 – Riparte la gara, è il turno di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli. Il pezzo non convince.

Ore 23,11 – La Hunziker annuncia il prossimo duo. Sul palco Diodato e Roy Paci. La canzone continua a stupire.

Ore 23,26 – Arriva Fiorella Mannoia, dopo il monologo sulla sofferenza dei migranti e dei clandestini raccontata da Favino. La Mannoia e Baglioni si esibisco insieme in “Mio fratello che guardi il mondo”.

Ore 23,32 – Adesso sul palco Nina Zilli. Questa sera la sua migliore interpretazione.

Ore 23,37 – Ultima donna in gara: è il turno di Noemi. Buona prova per la rossa, che sfodera tutta la sua grinta.

Ore 23,41 – Tocca al duo Meta/Moro. Interpretazione monumentale.

Ore 23,51 – Sul palco arriva Mario Biondi. Il pezzo non rende nemmeno stasera.

Ore 23,59 – Penultima esibizione della serata. Sul palco le Vibrazioni con il loro tipico sound. Buona prova e tanta grinta per la band.

Ore 00,03 – Ultima esibizione del festival di Sanremo 2018: Enzo Avitabile e Peppe Servillo. Peccato per l’orario, ma l’esibizione rimane emozionante.

Ore 00,08 – Sale sul palco Baglioni e canta “Strada facendo”, insieme a Max Pezzali, Francesco Renga e Nek. Il trio ha inserito la loro cover di questo brano nel loro album.

Ore 00,21 – Favino chiama sul palco il padrone di casa del Dopofestival Edoardo Leo. Insieme a Baglioni ricordano Louis Armstrong.

Ore 00,32 – Momento classifica (dalla 20 alla 4): 20 Elio e le storie tese, 19 Mario Biondi, 18 Facchinetti-Fogli, 17 Nina Zilli, 16 Decibel, 15 Red Canzian, 14 Noemi, 13 Renzo Rubino, 12 Avitabile-Servillo, 11 Le vibrazioni, 10 Giovanni Caccamo, 9 The Kolors, 8 Diodato-Roy Paci, 7 Luca Barbarossa, 6 Max Gazzè, 5 Vanoni-Bungaro-Pacifico, 4 Ron. Si riapre il televoto per il podio, che sarà occupato da Annalisa, Lo stato sociale e Fabrizio Moro con Ermal Meta.

Ore 00,43 – Sale sul palco un’altra conduttrice del Dopofestival: Sabrina Impacciatore. Insieme ai tre conduttori del Festival canta “Canzone intelligente”.

Ore 00,55 – Geoff Westley dirige l’orchestra, che esegue il brano che ha fatto da sigla a questa sessantottesima edizione del Festival di Sanremo.

Ore 01,00 – Premio della critica Mia Martini categoria Campioni a Ron, premio sala stampa Lucio Dalla a Lo stato sociale, premio alla miglior interpretazione Sergio Endrigo a Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico, premio Sergio Bardotti per il miglior testo a Mirkoeilcane, premio Giancarlo Bigazzi alla migliore composizione musicale a Max Gazzè, premio TIM MUSIC a Fabrizio Moro ed Ermal Meta. 

Ore 01,10 – Vincono il Festival di Sanremo: Fabrizio Moro ed Ermal Meta! Secondo posto per Lo stato sociale e terzo posto per Annalisa.

Le pagelle del secondo ascolto – Sanremo 2018

Nella seconda e nella terza serata della giornata abbiamo riascoltato i brani dei 20 campioni in gara nella 68° edizione del festival della canzone italiana. Di seguito le nuove pagelle dei nostri Alessio Boccali e Francesco Nuccitelli.

Annalisa – “Il mondo prima di te

A.B. 5,5 Esibizione migliore di quella della prima puntata, ma il pezzo continua a non convincere. Nella prima serata c’era la scusante del primo ascolto, ma ora?

F.N. 5,5 Più sicura sul palco, ma il pezzo non le rende giustizia.

Ron – “Almeno pensami

A.B. 6,5 Pezzo da brividi! Non riesco a non pensare al capolavoro che sarebbe potuto essere se questo pezzo l’avesse interpretato il grande Lucio. La voce di Ron non è mai stata tra le mie preferite, mi scuserete.

F.N. 8 Ron piace, emoziona e rende giustizia a Lucio Dalla. Anche nella seconda esibizione la magia di questo pezzo rapisce tutti.

The Kolors Frida – Mai mai mai

A.B. 5 Pezzo orecchiabile che migliora col secondo ascolto; non ha tante pretese, ma nemmeno noi ci aspettavamo di più.

F.N. 6 Sufficienza per i The Kolors nella seconda esibizione. Il pezzo non è sanremese, ma il ritornello rimane e piace.

Max Gazzè – “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

A.B. 8  Sempre più bello il pezzo di Gazzè. Una poesia che resta impressa, non da Baci Perugina, ma da libro di letteratura.

F.N. 8 Gazzè si conferma; altra performance incredibile per lui. Il pezzo è una poesia e il palco dell’Ariston è la giusta cornice.

Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico – “Imparare ad amarsi

A.B. 6,5 Il pezzo è bello, l’interpretazione di Vanoni e co. ci sta. Per amanti del genere.

F.N. 7 L’inedito trio continua a stupire. Il pezzo è bello e migliora ascolto dopo ascolto.

Ermal Meta e Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente

A.B. 8,5 Un pezzo che continua a convincere oltre ogni polemica. Un inno all’amore universale, che merita di essere apprezzato anche per la splendida amalgama delle voci dei due interpreti.

F.N. 7.5 Dopo la polemica il ritorno sul palco. Il duo si conferma molto legato a dispetto delle cattive dicerie…

Mario Biondi – “Rivederti

A.B. Il pezzo migliora e dà vita ad un rimpianto: cantato in un’altra lingua e su un altro palco avrebbe raccolto di sicuro un migliore riscontro.

F.N. 4,5 Migliora con la seconda esibizione, ma non convince ancora. Forse è troppo anche per Sanremo.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – “Il segreto del tempo

A.B. 3 Forse l’unico pezzo che al secondo ascolto peggiora l’impressione che fa. “Non si può, non si può, non si può…”

F.N. 3 Anche nella seconda esibizione il duo stecca…

Lo Stato Sociale – “Una vita in vacanza

A.B. 7,5 Dei simpatici monelli in gita sul palco dell’Ariston. Del festival gli importa poco o nulla, forse proprio per questo riescono a divertirsi e a far divertire così tanto.

F.N. 7 Qualche stonatura di troppo nella seconda esibizione, ma sono loro la sorpresa del festival.

Noemi – “Non smettere mai di cercarmi

A.B. 6,5 Il secondo ascolto conferma la prima impressione. Un pezzo da Noemi vecchio stampo, che fa la Noemi vecchio stampo.

F.N. 7 Noemi vecchio stile, voce graffiante e testo impegnato. Si conferma con la sua performance… provocando anche qualche imbarazzo di troppo.

Decibel – “Lettera dal duca

A.B. 6 Mea culpa: Il secondo ascolto convince molto più del primo. Continua a non essere uno dei miei brani preferiti, ma merita di certo la sufficienza.

F.N. 6 Il secondo ascolto convince. L’omaggio a Bowie inizia a prendere forma.

Elio e Le Storie Tese – “Arrivedorci

A.B. Ciao ragazzi, grazie della vostra ironia, ma quest’ultimo canto del cigno non convince proprio.

F.N. 4 Come per i due ex Pooh: la storia non basta. Grazie per la vostra musica e “Arrivedorci

Giovanni Caccamo – “Eterno

A.B. Il pezzo è molto sanremese e migliora al secondo ascolto. Sono curioso di ascoltarlo in duetto con Arisa.

F.N. 6.5 Caccamo migliora con la seconda esibizione. Passata l’emozione, passata la paura.

Red Canzian – “Ognuno ha il suo racconto

A.B. 7 Il pezzo è ballabile ed è una cosa nuova per Red. Il coraggio va premiato.

F.N. 7 Ringraziamo Red per il brano molto musicale. Inspiegabile la sua classifica..

Luca Barbarossa – “Passame er sale

A.B. Sempre più romantico. Piace ed emoziona anche al secondo ascolto.

F.N. 7,5 Portare un pezzo in dialetto non era facile e lui anche nella seconda serata si conferma all’altezza.

Diodato e Roy Paci – “Adesso

A.B. 7,5 Bel pezzo, al secondo ascolto piace ancor di più. Diodato e Roy Paci sono due fuoriclasse spesso troppo sottovalutati.

F.N.  7,5 La seconda esibizione conferma la delicatezza del pezzo. Diodato e Roy Paci si prendono la scena.

Nina Zilli – “Senza appartenere

A.B. Da Nina mi aspettavo molto di più. Bello l’omaggio alle donne, ma il brano non mi convince proprio.

F.N. 4,5 Bel pezzo, ma poca personalità per lei. Spero nel duetto e nell’eleganza di Sergio Cammariere.

Renzo Rubino – “Custodire

A.B. 6 Pezzo pop sanremese. Merita di certo la sufficienza, ma non esalta.

F.N. 6 Bravo, ma non si applica. Strappa una sufficienza, ma è troppo poco.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo – “Il coraggio di ogni giorno

A.B. Piace anche al secondo ascolto. Poetica l’amalgama delle voci e la musica che colora le parole del brano.

F.N. 7,5 Le voci si trovano alla perfezione. Da tenere in considerazione per eventuali premi…

Le Vibrazioni – “Così sbagliato

A.B. 6,5 Pezzo rock ben confezionato. Questi ragazzaccii hanno certamente fatto di meglio, ma ci avvaliamo del concetto di aurea mediocritas.

F.N. 6,5 Le Vibrazioni sono tornate e la seconda esibizione fa percepire meglio il loro brano.