I Vichinghi stanno per invaderci ancora (attenzione: SPOILER e anticipazioni)

La serie televisiva targata History Channel, frutto del genio di Michael Hirst, sta per tornare con la quinta stagione, di cui non è ancora nota la data ufficiale di rilascio. La quarta stagione (o meglio, la quarta bis) ci ha lasciati con non pochi avvenimenti di grande rilevanza:

  • il personaggio centrale, il grande e leggendario Ragnar Lothbrok, muore per mano di re Aelle – il quale verrà successivamente punito con l’aquila di sangue per mano dei figli di Ragnar;
  • lo spinoso personaggio di Aslaug viene ucciso – per la gioia di molti fan – per mano di Lagertha, che in un colpo solo vendica il suo cuore infranto e ottiene il titolo di Regina di Kattegat;
  • Re Ecbert muore, non prima di aver tratto in inganno i figli di Ragnar e di aver nominato come suo successore il figlio Aethelwulf;
  • durante un banchetto in Inghilterra, dopo aver vendicato la morte di Ragnar, Ivar il Senz’ossa uccide suo fratello Sigurd Serpe nell’occhio, sotto lo sguardo sbigottito degli altri fratelli.

Il finale dunque, più che concludere gli avvenimenti della stagione, ha aperto le porte per tutto quello che accadrà nella stagione a venire. Nel frattempo i fan – già in trepidante attesa – non perdono occasione per scovare indizi nelle decine di foto che i protagonisti della serie pubblicano sui propri social.

La “spontaneità” del cast nel condividere con il pubblico gli scatti rubati sul set viene temuta dalle “armate anti spoiler” che – a ragione – trovano poco prudente la pubblicazione del dietro le quinte di uno spettacolo ancora da vedere. Da ogni nuova cicatrice immortalata in sala trucco, da ogni nuovo dettaglio del set o dei costumi potrebbero emergere dei particolari rilevanti sulla trama della nuova stagione; persino l’assenza di immagini ritraenti alcuni specifici personaggi potrebbe essere vista come presagio della loro morte. Prendiamo ad esempio gli scatti pubblicati dall’attrice Katheryn Winnick, che nella serie interpreta Lagertha (prima moglie di Ragnar Lothbrok e attuale regina di Kattegat):

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My new chair.. #Lagertha #queen #myassisstayingputIvar

Un post condiviso da Katheryn Winnick (@katherynwinnick) in data:

Nel caso in cui la posizione fiera della Regina sul suo trono nuovo di zecca non fosse abbastanza esplicita, ecco che l’hashtag #myassisstayingputIvar ( – “Ivar, il mio sedere rimane dov’è “) toglie ogni dubbio: Lagertha non cederà presto il posto di sovrana e il Senz’ossa dovrà attendere per avere la sua vendetta. Ma non si fa in tempo a ben sperare, quand’ecco che sui social della Winnick spuntano immagini tutt’altro che rincuoranti:

Il nuovo tatuaggio della shieldmaiden, indubbiamente bello, non riesce a distogliere i fan più attenti dal trucco sul volto dell’attrice: tra ecchimosi, evidenti occhiaie e una grande cicatrice che parte dalla bocca e raggiunge lo zigomo – mal celata dall’uso dei divertenti filtri di snapchat – è evidente che Lagertha avrà dei momenti non facili. Un nuovo tentativo di invasione si abbatterà su Kattegat? Ivar tenterà davvero di vendicare sua madre? Che una nuova sanguinosa battaglia attenda i nostri vichinghi? Per ora non è dato sapere, ma incuriosisce constatare che al suo fianco potrebbe avere proprio Ubbe, primogenito di Ragnar e Aslaug.

Le teorie nate a seguito della pubblicazione di questa foto sono state molteplici. Alcuni vedono nella straordinaria somiglianza tra Ubbe e il Ragnar dei primissimi tempi un motivo sufficiente per far scattare la scintilla con Lagertha; altri ritengono che sia semplicemente un’alleanza politica per contrastare la lucida follia di Ivar e la sua smania di potere. Quale che sia la risposta, ne vedremo sicuramente delle belle.
Altrettanta curiosità è suscitata dalle foto pubblicate da Alexander Ludwing, interprete di Bjorn Fianco di Ferro, primogenito (e unico figlio in vita) di Lagertha e Ragnar.

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#vikings Season 5

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Savage makeup by @puffjockey #vikings #work

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Il personaggio di Bjorn – oramai maturo – ha assunto fattezze che ricordano moltissimo quelle del padre in età avanzata, ma la nuova cicatrice sull’occhio fa sorgere nuovi interrogativi: sarà il segno lasciato dalla conquista del Mediterraneo o il frutto delle stesse violente vicende di cui sarà protagonista sua madre?

Il fatto che tante domande sul futuro di una serie siano nate grazie ai canali social dei singoli interpreti, non attraverso pubblicazioni sulle pagine ufficiali del programma, è uno dei migliori esempi del funzionamento dei prodotti culturali ai tempi del web. L’utilizzo di canali innovativi – a conti fatti – sembra essere una scelta vincente non solo per tenere vivo l’interesso dei fan, ma anche per il plus di portare il pubblico ad affezionarsi ad altri personaggi: è infatti indubbio che la morte dell’amatissimo Ragnar, interpretato dall’australiano Travis Fimmel, abbia lasciato un enorme vuoto e dunque una pesante eredità. I suoi figli saranno in grado di tenere il programma allo stesso livello del padre? Non rimane che attendere la nuova stagione.
Nel frattempo,  vi lascio con un ultimo sguardo al nostro vichingo dagli occhi blu.

LEGION: episodio o1x01 – La recensione (senza spoiler)

Il primo episodio di Legion è un viaggio nella disturbata mente di uno dei mutanti più potenti del pianeta: tra salti temporali, sintetizzatori e colori da LSD

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Il rischio di saturazione del mercato filmico e televisivo di prodotti supereroistici è veramente molto vicino: come al cinema sono ormai moltissime le pellicole prodotte dalla Marvel (nelle sue molteplici ramificazioni, dai Marvel Studios fino a quelle degli X-Men prodotte da 20th Century Fox), così anche la scia dei prodotti televisivi della “Casa delle Idee” non accenna a diminuire. Dopo Agents of Shield, Agent Carter e gli show del progetto Marvel-Netflix (tutti prodotti appartenenti al Marvel Cinematic Universe) Lunedì sera è andata in onda in Italia la prima puntata di Legion, attesa nuova serie tv frutto della collaborazione Marvel-Fox, tecnicamente appartenente all’universo cinematografico degli X-Men ma spiritualmente ad esso totalmente scollegata.

La necessità e la voglia di trovare una propria identità estetica è infatti un chiaro tratto distintivo di Legion fin dalla prima scena, carrellata dove seguiamo rapidamente la crescita di David Haller (Dan Stevens) dall’infanzia fino al ricovero, e che ci fa subito comprendere la difficile esistenza del protagonista: costantemente in bilico tra realtà e proiezioni mentali, David si ritrova rinchiuso in un ospedale psichiatrico, ma è subito chiaro come dietro la sua follia si nascondano in realtà delle facoltà psichiche che ne fanno uno dei più potenti e pericolosi mutanti in circolazione.

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La scelta dello showrunner Noah Hawley (la mente dietro la straordinaria serie tv Fargo) di portare questo problematico personaggio fumettistico su schermo è sicuramente azzardata: insieme alla storia di Legione (apparso per la prima volta in un albo del 1985 e nato dalla penna di Chris Claremont e Bill Sienkiewicz) andava infatti necessariamente trasposto tutto il suo contorno di allucinazioni, visioni e salti spazio-temporali che difficilmente sarebbe riuscito ad essere altrettanto efficace su schermo. L’approccio di Hawley è però sorprendentemente interessante: con inquadrature dagli echi kubrickiani, una recitazione sopra le righe e una gamma di colori saturi che ricordano molto la serie britannica Utopia, veniamo messi di fronte ad un disordinato insieme di scene dove è difficile capire cosa si svolga prima e cosa dopo, cosa stia accadendo realmente e cosa invece sia frutto di una proiezione mentale di David. Il risultato è un pilot studiato attentamente, disturbato e disturbante, che trasporta lo spettatore nello stesso labirinto mentale del protagonista e che crea un effetto straniante derivante proprio da questo disordine temporale. Quella che affrontiamo, infatti, è una confusione che rispecchia quella che alberga dentro la mente del protagonista, aiutata anche da una musica modellata su questo tipo di narrazione sincopata e da una sceneggiatura dalle atmosfere oniriche e visionarie, che però spiega perfettamente il passaggio da uno stato di assenza mentale ad un progressivo stato di consapevolezza del proprio essere e delle proprie potenzialità.

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Immaginatevi di vivere ogni giorno catapultati in una realtà straniante dove non riuscite a capire cosa sia reale e cosa no, un mondo in cui tutti vi credono pazzo e dove quindi, di conseguenza, cominciate a crederci per davvero anche voi. Un’ambientazione dove il tempo e lo spazio sono continuamente distorti e tutto ciò che vi circonda potrebbe essere tanto reale quanto puro frutto della vostra fantasia: i meandri della mente sono grandi quanto un universo, così come lo sono le domande lasciate insolute dalla conclusione del pilot, che non è detto troveranno una risposta nemmeno al termine delle 8 puntate che compongono questa stagione.

Legion è una serie molto diversa dai prodotti supereroistici che siamo stati abituati a vedere in questi ultimi anni, che non si limita ad un target di appassionati ma vuole fin da subito elevarsi a qualcosa di più: è un puzzle dove ci vengono forniti i pezzi in ordine sparso, e sta proprio a noi spettatori ricomporli nel giusto ordine. Quel che è certo è che il viaggio nella folle mente di David non è che all’inizio… E si prevede dannatamente interessante.

Legion è una serie televisiva ideata e prodotta da Noah Hawley, trasmessa negli Stati Uniti dall’emittente via cavo FX dall’8 Febbraio 2017 e che in Italia va in onda ogni lunedì su Fox. Interpreti: Dan Stevens, Rachel Keller, Aubrey Plaza, Bill Irwin, Jeremie Harris, Amber Midthunder, Katie Aselton, Jean Smart. Una produzione Marvel Television, FX Productions, 26 Keys Productions.