Sun Meeter Fest: figli di Roma sotto ai riflettori

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ph. Francesca Romana Abbonato

Di Manuel Saad

Domenica 21 luglio, si è concretizzato a Largo Venue il tanto atteso festival di Sound Meeter: il Sun Meeter Fest.
Nonostante l’improvviso contrattempo che ha minacciato la realizzazione della serata, lo staff di Sound Meeter si è fin da subito attivato per evitare che l’evento fosse rimandato o, addirittura, cancellato.
Fortunatamente, il cambio di location ha permesso al Sun Meeter Fest di aprire gli occhi e rendere una calda serata romana diversa dalle altre.
Una serata in cui la musica, protagonista indiscussa della serata, si è unita al mondo audiovisivo palesando, quindi, il vero spirito del progetto Sound Meeter.
Sound Meeter è la prima Music Web Series italiana, ideata da Giacomo Latorrata e Arianna Bureca, che ha come missione quella di raccontare e mostrare, soprattutto, tutto quello che c’è dietro alla musica, dietro a una canzone, dietro a un artista.
I protagonisti camminando per le strade dei quartieri dove sono cresciuti, si immergono, e immergono lo spettatore, nei ricordi passati di quando erano più piccoli, delle giornate passate a scrivere su una panchina o più semplicemente una partita di pallone dalla quale è nata una canzone.
Oltre a questo, Sound Meeter segue gli artisti producendoli, promuovendoli e creando contenuti inediti, aiutandoli nella ricerca della propria identità.

Durante la serata, abbiamo chiesto ad Arianna Bureca, co-fondatrice del progetto, di raccontarci com’è nato e cosa li ha spinti nel realizzare tutto questo.

“È nato tutto per gioco. Abbiamo cominciato a sentire gli artisti romani che ci piacevano di più e gli abbiamo chiesto il proprio tempo, il loro quartiere di riferimento e una chitarra, partendo dal loro background, dai loro aneddoti, per riuscire a raccontarli meglio. Eravamo io e Giacomo: una telecamera e un’intervista spartana, e se vedi le prime puntate si nota molto questa cosa. Successivamente, abbiamo inserito una seconda camera, una persona in produzione, una fotografa di scena, una terza camera, un montatore, un colorist e abbiamo creato questo team di otto persone. Da parte dei musicisti c’è stata una risposta super positiva, in quanto potevano raccontarsi come volevano loro attraverso i luoghi dov’erano cresciuti. Ad un certo punto, poi, ci siamo resi conto che potevamo creare un business attraverso tutto questo, visto che gli artisti, dopo le puntate, ci chiedevano i videoclip per i loro singoli. Anche per le puntate, che fino a poco tempo fa ci autofinanziavamo, potevamo trovare degli accordi con l’artista promuovendolo a 360° e curando gli aspetti non solo video, ma anche live e stampa per poterlo aiutare a crescere. Sound Meeter è in continua evoluzione e la gente sta rispondendo bene a questo tipo di format. Abbiamo ricevuto proposte importanti per far diventare Sound Meeter qualcosa di più grande ma ancora non posso dire nulla a riguardo, dato che ci sono delle trattative in corso, se non che c’è la voglia di farlo diventare nazionale e di farlo approdare in tv. Posso dirti che è un sogno che piano piano si sta realizzando e ne siamo veramente orgogliosi.”

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ph. Francesca Romana Abbonato

Abbiamo intervistato anche gli artisti partecipanti, chiedendogli come sono entrati in contatto con il mondo di Sound Meeter e cosa li ha spinti a raccontarsi attraverso i luoghi dove sono cresciuti.

PIETRO SERAFINI
“Online. Ho visto che lavoravano sia con artisti affermati che con emergenti come me, e ho chiesto se potevano inserirmi in questo progetto. Mi hanno accolto e abbiamo deciso di partire con la registrazione di un brano, “Washington”, ed è stato fatto anche il videoclip.”

CHIARA MONALDI
“Partecipai alla prima puntata che fecero. Mi contattò Arianna, tramite delle amicizie in comune, sapendo che sono di Roma, in particolare di Garbatella, e di quanto fossi radicata nel mio quartiere. Mi contattò dicendomi che stavano creando un format sugli artisti e sui quartieri dove sono cresciuti. L’idea mi entusiasmò molto e accettai subito.”

THE ROYAL STATE
“Conosco Arianna da quando avevamo 13 anni. Io ho sempre suonato, in precedenza anche in band pop punk e successivamente come solista. In contemporanea, Arianna e Giacomo hanno tirato su questa realtà chiamata Sound Meeter e così ho deciso di fargli ascoltare alcuni miei brani. A loro son piaciuti molto e così è nata questa collaborazione per la realizzazione dei video.”

MATTEO GABBIANELLI – KUTSO
“Mi hanno proposto di fare questa cosa bellissima, che era questa intervista/documentario video dal vivo. L’ho trovato un pacchetto comunicativo veramente bello. C’erano tante cose insieme e l’idea di andare in un quartiere, camminare lungo le strade dove sei cresciuto e che hanno significato tanto per te, l’ho trovato fichissimo ed ho accettato subito la loro proposta. Se fossi pubblico, lo vedrei sicuramente in quanto è interessante vedere cosa c’è dietro un artista. Le domande sono fatte bene e i video sono girati e montati in maniera impeccabile. Spero crescano sempre di più fino ad arrivare a nomi sempre più grandi in modo da poter divulgare quest’iniziativa ad un pubblico ancora più grande.”

CESARE BLANC
“Conoscere Sound Meeter è stato un caso, in realtà. Hanno prodotto un mio video live, al Monk, e da quel momento ci siamo innamorati l’uno dell’altro. È iniziata questa collaborazione che ha portato alla produzione del mio primo EP e alla realizzazione del video di “Collage”, il mio primo singolo. L’idea del video è nata tutta dalla squadra di Sound Meeter, ascoltando il brano.”

LUCA CAROCCI
“Mi chiamarono, in quanto interessati a realizzare una puntata su di me. Li ho portati ad Artena, dove abito, e da lì ci siamo conosciuti ed è nata subito una bella sintonia. Mi è piaciuto molto il loro modo di lavorare e siamo sempre rimasti in contatto anche a livello personale. Hanno girato il mio ultimo video, “L’insuccesso mi ha dato alla testa” con Alessandro Pieravanti, riportando l’idea che mi era venuta in studio, davanti ad una videocamera.”

GIORGIO CAPUTO
“Li ho conosciuti in occasione del concerto con l’Orchestraccia alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Ci sono venuti a cercare per questa nostra affinità con Roma e con la romanità, in quanto loro “scavano” molto attraverso questo format sui quartieri di questa città e su quello che significa molto per gli artisti. Non potevano non intervistare l’Orchestraccia! (ride, ndr)
Ci siamo trovati molto bene e mi hanno aiutato molto nella distribuzione del video del mio primo singolo, “Er Principetto”. È stato un “Ciao, piacere, come stai? Ti va di lavorare con me?”. Approccio migliore non poteva esserci. (ride, ndr)”

NEW JERSEY QUAY
“Quando abbiamo visto i video che avevano fatto con The Castaway e Lucio Leoni, ci è piaciuto molto il tipo di format, ovvero il fatto che legasse i gruppi ai posti da cui provengono. Per noi, questa cosa è molto importante anche perché tutto quello che cantiamo, che scriviamo e che suoniamo, viene dal territorio in cui siamo cresciuti, nel nostro caso Guidonia. Quando li abbiamo contattati, proponendoci come band, trovavamo interessante il fatto che una puntata fosse girata nella provincia di Roma anziché nella città. Da lì è nato un amore infinito che ha portato alla realizzazione del nostro videoclip e a collaborare il più possibile.”

ALESSANDRO PIERAVANTI
“Ci siamo conosciuti a ‘Na Cosetta, durante la trasmissione radio che conduco su Radio Sonica, “Raccontami di Te”. Sono venuti a vedere una serata e lì mi hanno proposto di partecipare al progetto. Mi piaceva molto il discorso sui quartieri e sul fatto di localizzare chi fa musica, chi scrive, nelle varie zone di Roma e fargliele raccontare. C’era la possibilità di far uscire anche cose intime legate al posto in cui si è cresciuti. Personalmente, credo molto in quello che una persona fa nel posto in cui è vissuto, anche perché questo influenza molto chi sei. Mi capita spesso di ambientare quello che scrivo nei vicoli, nelle piazze e nei parchi dove sono cresciuto e Sound Meeter permette di far vedere questi posti alle persone che li hanno semplicemente ascoltati attraverso una canzone.”

PAN BELVISI
“Conosco Sound Meeter da tanti anni in quanto loro si occupano da anni di realtà live e mi è capitato spesso di incontrarli e di conoscerli attraverso la realtà di palco. Da lì è nato l’intento di voler fare un’intervista. Io sono di Roma mentre Andrea è di Napoli e ci siamo conosciuti già tramite web in quanto mi aveva contattato per delle produzioni. Da lì abbiamo deciso di unire i nostri due progetti e nel contempo abbiamo realizzato l’intervista insieme con Sound Meeter.”

JACOPO RATINI
“Era uscito il mio disco e loro ascoltandolo hanno contattato il mio ufficio stampa in quanto interessati al mio progetto. Ci siamo conosciuti insieme a tutta la squadra e abbiamo girato la puntata con due estratti live, e da lì è nata una bella amicizia. La cosa che mi ha affascinato molto è stato il fatto di poter creare un punto di contatto con il mio pubblico attraverso il quartiere in cui sono nato e cresciuto, e tutti quei luoghi dove insieme a me è cresciuta anche la mia musica.”

THE CASTAWAY
“Sound Meeter mi ha contattato circa due anni fa. Ci siamo conosciuti durante una mia serata live e hanno trovato interessante il mio progetto musicale. Mi hanno chiesto se fossi interessato a partecipare ad una loro puntata ed ho accettato subito, specificando però che non abitavo a Roma, ma ai Castelli Romani. Loro sono stati molto contenti di questa occasione nel poter raccontare una realtà “stretta” in quanto sono cresciuto in una paese, fondamentalmente, e abbiamo realizzato una puntata di cui andiamo orgogliosi.

GABRIELE AMALFITANO – JOE VICTOR
“Ci hanno contattato loro e abbiamo realizzato una delle loro prime interviste. Ci siamo conosciuti e ci siamo andati a genio fin da subito. Il format è veramente bello ed è stato molto divertente andare in giro per il mio quartiere, Parioli, che è un po’ lontano culturalmente dall’ambiente musicale. Ero molto contento di descriverlo anche se di cose interessante ce n’erano molto poche, ma interessanti (ride, ndr).”

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ph. Francesca Romana Abbonato