George Michael: quando la morte porta ad un boom di vendite

Succede spesso che dopo la morte di un cantante ci sia un vero e proprio boom di vendite dei suoi lavori più importanti. Un caso recente è quello di George Michael, morto lo scorso 25 dicembre tra lo stupore di tutti. Nei giorni successivi la sua scomparsa, le vendite dei suoi album sono arrivate a 48000 copie, mentre i suoi brani a 429000 copie. Una crescita complessiva del 2,678% , che comprende non solo la carriera da solista del cantante ma anche le sue pubblicazioni con i Wham!(il gruppo di cui era leader George Michael).

A tornare di moda album come “Make it big” dei Wham!, “Faith”, che si sono inseriti nella classifica dei dischi più popolari negli Stati Uniti, ma anche singoli come “Careless whisper” e “Last Christmas”. Quest’ultimo, favorito anche dal periodo natalizio, è stato riprodotto in streaming per ben 8,2 milioni di volte, seguito dal già citato “Careless whisper” con 7,7 milioni di ascolti. In totale, la musica del cantante ha avuto 50,7 milioni di riproduzioni con un incremento del 553%rispetto alla settimana precedente.

George Michael si va dunque ad aggiungere alla lunga lista di cantanti che, dopo la loro morte, vengono apprezzati ed amati ancora di più rispetto a quando erano in vita. Un fenomeno molto in voga ultimamente, soprattutto se si vanno a considerare le recenti scomparsi di Prince, David Bowie, ma che mette in risalto ancor di più quel carattere iconico che circonderà per sempre queste grandi star.

Il ritorno del vinile

E se fosse il vinile a risollevare il mercato sempre più arido dell’industria discografica?
La questione naturalmente è abbastanza utopica, ma i dati di vendita del formato, che sembrava destinato a diventare soltanto un pezzo d’antiquariato, sono quanto mai sbalorditivi.
Secondo il resoconto fornito dalla Entertainment Retailers Association, nel 2016 in Gran Bretagna le vendite del vinile hanno superato quelle dei download digitali: 2.4 milioni di sterline contro i 2.1 milioni del digitale.Lo scorso anno di questi tempi, invece, il rapporto parlava di 1.2 milioni di sterline provenienti dalla vendita dei vinili contro i 4.4 milioni provenienti dai download digitali.Una grossa inversione di tendenza che fino a un anno fa sembrava veramente impensabile.
E le vendite del vinile sono in crescita un po’ in tutto il mondo: negli Stati Uniti si è passati dai 4 milioni di pezzi venduti nel 2011 ai 13 milioni del 2014, mentre in Italia, nei primi sei mesi del 2016, si è registrato un +43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un boom caratterizzato dalla nuova rotta intrapresa dalle case discografiche che, mentre fino a poco tempo fa pubblicavano i dischi dei loro artisti – sopratuttto quelli pop – esclusivamente nei formati
“moderni”, oggi hanno deciso di mettere in commercio vinili di ogni genere, dal pop alle compilation fino alle colonne sonore.
Infine, un’altra spinta importante a questo mercato, quella forse più romantica, è stata data dalla riscoperta della “seduta d’ascolto”, il momento di relax al quale sia il vero intenditore di musica che il semplice fruitore non possono e non devono rinunciare.
Insomma, muniamoci immediatamente di un lettore, il vinile non è morto!

Mozart – boom, artista dell’anno per le vendite nel 2016

31852Sapete quale artista ha venduto più dischi nel 2016? Drake? Beyoncé? Siete proprio fuori strada, l’artista che ha conquistato lo scettro di miglior artista dell’anno per quanto riguarda le vendite è Wolfgang Amadeus Mozart.
Il cofanetto per il 225° anniversario della morte del compositore, infatti, ha venduto più di un milione di cd in cinque settimane. Il box contiene ben 200 cd, con il contributo di 600 solisti di fama mondiale e 60 orchestre, per una durata di ascolto pari a 240 ore.
“Mozart 225” è in vendita su Amazon per 500 dollari. Il che significa, come fa notare il giornale Quartz, che sino ad oggi ci sono state più di 6mila persone disposte a sborsare una cifra non irrisoria per una compilation classica.
Il caso Mozart non è il solo che fa pensare ad un prepotente ritorno in pista della musica classica. La Fimi (Federazione industria musicale italiana) segnala infatti, una crescita delle vendite dei cd del repertorio classico, in controtendenza con la crisi del mercato musicale del pop. Il motivo di questo successo è il progressivo riavvicinamento dei giovani a questo mondo e la grande attenzione del mondo teatrale per i grandi drammi lirici, che rappresentano un linguaggio universale mai in crisi.