Garage & Roll!

21740166_267626637082723_8273475122893111704_nA Roma c’è una nuova realtà niente male, alla quale ci sentiamo in dovere di dare un po’ di spazio…. il suo nome è GARAGE & ROLL. Volete saperne di più?

Bene, GARAGE & ROLL – Sotterranei musicali romani e non solo – è un web format musicale che tramite una serie di puntate a cadenza settimanale, con interviste, live session e rubriche musicali vuole far luce sull’ “underground” musicale e realizzare una mappatura dei garage, box e cantine ancora in fervore al giorno di oggi.

Il canale vuole essere uno spazio aperto per la musica emergente, libera ed indipendente e documentare la realtà “BOXOFILA” ed i suoi protagonisti mostrandone il lato più intimo e confidenziale; valorizzare progetti e produzioni ancora in “ombra” e puntare i riflettori su artisti e su tutto quello che accade nel “sotterraneo” delle nostre città. Questo progetto vuole rivalorizzare il garage come luogo e spazio per eccellenza sin dai tempi della creazione artistica e luogo di ritrovo dove coltivare idee e talento, e rivalorizzare le band perché  la musica è da sempre un potente mezzo di inclusione, coesione e partecipazione sociale.

Contatti e maggiori info:

Cell: 3204516135

E-mail: garageroll@gmail.com

Canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCRbqHA7SKSiSHzHJXBn_yHg

 

Eurovision 2017, questo sconosciuto

eurovision

Non avevo mai sentito parlare di questa specie di Zecchino d’Oro Europeo prima del mio Erasmus in Svezia. Quando si entra nella dimensione Erasmus seguire questo show abbastanza trash diventa un’esperienza tutto sommato divertente, quasi come seguire le finali dei mondiali di calcio per chi di calcio non se ne intende.

Per i novellini come la sottoscritta, Eurovision Song Contest è un programma nato nel 1956 per riunire i destini dei diversi paesi europei nello scenario del dopoguerra all’ interno del palinsesto televisivo European Broadcasting Union. Questo contest musicale internazionale che ogni anno raggiunge tra i 100 e i 200 milioni di telespettatori sembrerebbe essere uno dei programmi più longevi della televisione mondiale e che annovera tra i vincitori nomi come i mitici Abba (Svezia, 1974) e Celine Dion (1988 Svizzera).

Questo programma è molto amato in Europa, in particolare dagli Svedesi che hanno ospitato l’edizione 2016. Nel 2016, circa il 40% della patria degli Abba era concentrata sul piccolo schermo. Non sorprende quindi il fatto la Svezia nel 2017 sia arrivata 5 e che quasi ogni anno sia nella top 10.  Ovviamente, questo programma così internazionale riflette gli umori e le tendenze politiche europee. Un esempio di queste è dato dalla diatriba Ucraina- Russia. Anche quest’anno c’è stato spazio per tensioni tra i due paesi dato che la rappresentante della Russia Julia Samoylova non ha ottenuto il visto per l’ Ucraina.

E l’Italia?

Il 2017 è stato un anno di eccezione per l’ Italia poiché si sono verificate in contemporanea alcune condizioni mai accadute negli ultimi 20 anni. Infatti probabilmente per la prima volta a Sanremo ha vinto una canzone già conosciuta e cantata dagli italiani come Occidentali’s Karma. Inoltre il video di Gabbani aveva riscosso molte reazioni positive su Youtube dal pubblico straniero anche prima del contest europeo (probabilmente grazie al suo charme da tipico italiano).

Morale, nonostante avessimo tutte le carte in regola per conquistare una vittoria che non vediamo dal 1990 con Cotugno, il nostro Gabbani non ce l’ ha fatta e si è aggiudicato soltanto il Premio Stampa, circa 115 milioni di visualizzazioni su Youtube e un’accusa di alcolismo. E come con Trump ed il referendum di dicembre, le previsioni non ci hanno azzeccato e così ci siamo aggiudicati il sesto posto anziché l’ atteso podio.

La colpa di questa mancata vittoria potrebbe essere attribuibile ad una buona dose di disinteresse nostrano. Su Rai 1 c’è stato il 16,94% di share che solo per un soffio ha superato Amici di Maria de Filippi; dato ridicolo se si pensa che per Sanremo 2017 lo share è arrivato al 58% e che ha raggiunto il 66% per la finale Germania – Italia nel 2016.

Negli anni 80 l’Italia prese le distanze da questo festival per il basso livello delle canzoni nonostante Eurovision sia stato fondato proprio usando il modello di Sanremo. Nel 2003 venne però ritrasmesso da GAY TV dove ebbe circa 5 milioni di contatti e iniziò a riacquisire importanza.

L’augurio è che nel futuro questa manifestazione possa riaccendere lo spirito Europeo (o Erasmus) che giace in tutti noi con la speranza che diventi sempre un momento interessante di intrattenimento e non solo un teatrino politico. In ogni caso un grazie a Gabbani per averci fatto sognare la vittoria almeno un po’!

 

 

Quando il gospel incontra il rock

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La musica può essere interpretata in qualsiasi modo, come dimostra il fenomeno intramontabile delle cover. Ma ci sono casi che l’originalità prende il sopravvento, ed escono fuori prodotti inaspettati. Capita a pennello con i Vocal Blue Trains, il giovane coro fiorentino che sta stupendo nel panorama nazionale e internazionale.

Attraverso il loro ‘gospel elettronico’, essi hanno inciso alcune cover di brani intramontabili, raggiungendo un livello davvero alto con quest’ultimo dei Nirvana. Parliamo della memorabile ‘Smells Like Teen Spirits’, realizzata in un magazzino abbandonato nel territorio toscano, attraverso tonalità eccentriche, sicuramente lontane dallo stile originale. Grazie ad un ‘mix’ tra gospel e sonorità contemporanee, vicine al downtempo e il grime, il famosissimo pezzo dei Nirvana assume un connotato diverso e al tempo stesso brillante. “L’intuizione”, racconta il direttore Alessandro Gerini, “è stata quella di sperimentare un nuovo modo di produrre ed arrangiare la musica vocale, avvicinandola alle ritmiche di matrice r’n’b e hip hop”.

Uno stile già noto ai fan dei Vocal Blue Trains che, dopo le performance ascoltate nel loro primo anno di attività (farcite di collaborazioni pregiate come con Gigi Proietti e del meeting in Repubblica Ceca), sono pronti a riabbracciare il collaudato coro nell’Auditorium Sant’Apollonia di Firenze il prossimo 14 Maggio. Un appuntamento importante, pronto a bissare il successo dell’esordio alla Sala Vanni sempre nel capoluogo toscano.

Il Pesce d’Aprile 2.0 di Showreel

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L’impegno di Showreel, il famoso leader nel branded entertainment, non si ferma mai e la conferma è arrivata anche quest’oggi, 1 Aprile. Un giorno ‘scherzoso’ che ha vissuto nascere le basi proprio ieri su Twitter.
Attraverso la creazione di un originale hashtag (#WebOnesto) è partita una bagarre infinita tra i vari artisti che ha innescato un cinguettio a catena, sino ad arrivare al vertice dei trend di giornata. Qual è stato l’oggetto della discordia? Il libro di Sofia Viscardi Succede che, a quanto dichiara @dueditanelcuore, non sarebbe stato scritto dalla vlogger ma da lei stessa. Da lì si è scatenato un pandemonio con teorie complottiste annesse da parte di molti utenti, ricalcando l’onda di qualche tempo fa per motivi affini.

Stavolta, però, si celava uno scherzo da parte delle singole webstar visto che l’intento era di provocare una riflessione relativa all’ uso corretto e rispettoso dei social e mostrare l’effetto domino esponenziale che le parole postate, in rete e non solo, possono avere. E la prova si vede con il video condiviso oggi su Youtube, dove viene illustrata con ironia tutta la situazione, cercando infine la riflessione su questa tematica.

 

Il Pagante tra le aule universitarie: ecco il nuovo singolo ‘Fuori Corso’

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E’ uscito oggi pomeriggio il nuovo singolo de ‘Il pagante’ dal titolo ‘Fuori corso’. Dagli scenari estivi, tra spiagge (Bomber) e viaggi in mete famose (Dam), il gruppo milanese ha voluto fare tappa nelle aule universitarie per trovare la giusta ispirazione. Quale location migliore se non la famosissima facoltà di economia della Bocconi, luogo di ‘secchioni’ e di ‘ragazze accattivanti’?

Già dall’inizio infatti s’intravede nei personaggi di Riccanza questo richiamo allo svago, allo snobismo e agli ‘innamoramenti’ nei banchi delle aule, sotto le forme provocanti di Baby K. Attraverso questa piccola scenetta senza musica, si parte così con la voce di Eddy Veerus per fare un viaggio tra gli stereotipi comuni degli studenti, impauriti dall’andare fuori corso, ma pronti a fare una ‘notte da leoni’ in qualsiasi caso. Un mosaico dissacrante della classe universitaria, resa orecchiabile da consuete rime semplici e da un motivetto elettronico che è il marchio di fabbrica.

Dai primi risultati si vede immediatamente una grande accoglienza degli utenti, pronti a vedere più volte il video e ad ascoltare l’ennesimo tormentone giovanile. Forse per divertimento, o forse per immedesimazione.

 

Lo streaming salverà la musica?

Music-StreamingIl mercato della musica in Italia non sta di certo vivendo un periodo florido. Nel 2016 i dati riguardanti le vendite fisiche hanno registrato un nuovo trend negativo. Tuttavia il mercato della musica digitale ha registrato una lieve impennata per merito delle piattaforme di streaming, sempre più caratterizzata da una vasta scelta di offerte.

Eppure a differenza di altri mercati come quello statunitense, in cui lo streaming ha sorpassato la musica fisica nel 2014, la crescita della musica in streaming sul mercato italiano matura ai danni di un mercato del download in calo sempre più accentuato. Questa tendenza mostra con chiarezza i limiti della musica digitale in download, incapace di reggere il confronto con la convenienza e la libertà di fruizione di piattaforme come Spotify, Deezer, Soundcloud, Tidal o lo stesso YouTube.

A crescere in maniera più evidente in termini di fatturato è lo streaming su abbonamento, un vero e proprio punto di forza delle piattaforme sopracitate che a prezzi bassissimi offrono all’utente una quantità di brani musicali immensa.

In conclusione di questa analisi va però analizzato il profitto che gli addetti ai lavori di un progetto artistico ricavano dagli ascolti su queste piattaforme; sono ancora troppo basse le cifre percepite, che appaiono drasticamente inferiori se paragonate al mercato delle copie fisiche degli album. Insomma, un’evoluzione quella del mercato discografico che ha forse bisogno di regolamentazioni nuove per tutelare maggiormente gli artisti.

Lo streaming salverà la musica? Come dicevano gli antichi “Ai posteri l’ardua sentenza!”

Un compleanno “virtuale”e “collettivo”

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Nel giorno dedicato ai single, cade un paradossale compleanno, agli antipodi della concezione individualistica. Si festeggia infatti il 12° anno di vita del più grande servizio di videosharing mondiale, Youtube.

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Un sito web fondato il 15 Febbraio 2005, in sordina da tre dipendenti Paypal – Hurley, Chen e Karim -,  che rivoluzionò definitivamente i confini spazio-temporali nell’arco di un anno. Anticipato da un breve video di 18 secoli dal titolo “Me at the zoo”, Youtube fece una sorta di “sperimentazione” in termini di debugging e di perfezionamento dei codici fino all’autunno, quando fu definitivamente lanciata.

In quei mesi ci fu la possibilità di creare l’impalcatura del sito, con lo sviluppo del codice html per l’incorporamento in altri siti, la creazione degli spazi per gli utenti e infine la possibilità di vedere i video a tutto schermo. Piccoli elementi rimasti invariati fino ad oggi che è diventato un colosso mondiale.

Ovviamente l’obiettivo iniziale di “fare video delle vacanze per amici e parenti lontani” è andato via via perso, grazie all’illimitata creatività dei content creator, ma ha lasciato in ognuno di noi una convinzione: “la bellezza di condividere la propria vita per gli altri”.