Il Pagante tra le aule universitarie: ecco il nuovo singolo ‘Fuori Corso’

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E’ uscito oggi pomeriggio il nuovo singolo de ‘Il pagante’ dal titolo ‘Fuori corso’. Dagli scenari estivi, tra spiagge (Bomber) e viaggi in mete famose (Dam), il gruppo milanese ha voluto fare tappa nelle aule universitarie per trovare la giusta ispirazione. Quale location migliore se non la famosissima facoltà di economia della Bocconi, luogo di ‘secchioni’ e di ‘ragazze accattivanti’?

Già dall’inizio infatti s’intravede nei personaggi di Riccanza questo richiamo allo svago, allo snobismo e agli ‘innamoramenti’ nei banchi delle aule, sotto le forme provocanti di Baby K. Attraverso questa piccola scenetta senza musica, si parte così con la voce di Eddy Veerus per fare un viaggio tra gli stereotipi comuni degli studenti, impauriti dall’andare fuori corso, ma pronti a fare una ‘notte da leoni’ in qualsiasi caso. Un mosaico dissacrante della classe universitaria, resa orecchiabile da consuete rime semplici e da un motivetto elettronico che è il marchio di fabbrica.

Dai primi risultati si vede immediatamente una grande accoglienza degli utenti, pronti a vedere più volte il video e ad ascoltare l’ennesimo tormentone giovanile. Forse per divertimento, o forse per immedesimazione.

 

Lo streaming salverà la musica?

Music-StreamingIl mercato della musica in Italia non sta di certo vivendo un periodo florido. Nel 2016 i dati riguardanti le vendite fisiche hanno registrato un nuovo trend negativo. Tuttavia il mercato della musica digitale ha registrato una lieve impennata per merito delle piattaforme di streaming, sempre più caratterizzata da una vasta scelta di offerte.

Eppure a differenza di altri mercati come quello statunitense, in cui lo streaming ha sorpassato la musica fisica nel 2014, la crescita della musica in streaming sul mercato italiano matura ai danni di un mercato del download in calo sempre più accentuato. Questa tendenza mostra con chiarezza i limiti della musica digitale in download, incapace di reggere il confronto con la convenienza e la libertà di fruizione di piattaforme come Spotify, Deezer, Soundcloud, Tidal o lo stesso YouTube.

A crescere in maniera più evidente in termini di fatturato è lo streaming su abbonamento, un vero e proprio punto di forza delle piattaforme sopracitate che a prezzi bassissimi offrono all’utente una quantità di brani musicali immensa.

In conclusione di questa analisi va però analizzato il profitto che gli addetti ai lavori di un progetto artistico ricavano dagli ascolti su queste piattaforme; sono ancora troppo basse le cifre percepite, che appaiono drasticamente inferiori se paragonate al mercato delle copie fisiche degli album. Insomma, un’evoluzione quella del mercato discografico che ha forse bisogno di regolamentazioni nuove per tutelare maggiormente gli artisti.

Lo streaming salverà la musica? Come dicevano gli antichi “Ai posteri l’ardua sentenza!”

Un compleanno “virtuale”e “collettivo”

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Nel giorno dedicato ai single, cade un paradossale compleanno, agli antipodi della concezione individualistica. Si festeggia infatti il 12° anno di vita del più grande servizio di videosharing mondiale, Youtube.

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Un sito web fondato il 15 Febbraio 2005, in sordina da tre dipendenti Paypal – Hurley, Chen e Karim -,  che rivoluzionò definitivamente i confini spazio-temporali nell’arco di un anno. Anticipato da un breve video di 18 secoli dal titolo “Me at the zoo”, Youtube fece una sorta di “sperimentazione” in termini di debugging e di perfezionamento dei codici fino all’autunno, quando fu definitivamente lanciata.

In quei mesi ci fu la possibilità di creare l’impalcatura del sito, con lo sviluppo del codice html per l’incorporamento in altri siti, la creazione degli spazi per gli utenti e infine la possibilità di vedere i video a tutto schermo. Piccoli elementi rimasti invariati fino ad oggi che è diventato un colosso mondiale.

Ovviamente l’obiettivo iniziale di “fare video delle vacanze per amici e parenti lontani” è andato via via perso, grazie all’illimitata creatività dei content creator, ma ha lasciato in ognuno di noi una convinzione: “la bellezza di condividere la propria vita per gli altri”.

“La settimana di lavoro” degli Actual

“Un successo tira l’altro”. Nulla meglio di questa frase potrebbe descrivere la carriera artistica degli Actual.

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Il duo romano, infatti, ha conquistato ancora una volta gli internauti con l’ultimo video caricato sul loro canale YouTube e postato sui loro canali social, una parodia grottesca della vita di un normale e rispettabile ufficio intitolata “La settimana di lavoro”.

Una settimana trascorsa tra l’inizio alla “Paranormal Activity” del lunedì, l’atmosfera cupa e nostalgica dei “bei week end di una volta” sognati al martedì, la situazione thriller del mercoledì, i tic isterici del giovedì e l’euforia festaiola del venerdì con un fil rouge ad unire il tutto rappresentato da una domanda ricorrente e spesso minacciosa: “Ao’, me li date i soldi per il regalo di Luca?”.

La soluzione della storia arriva poco prima del week end liberatorio; è la nuova app “P2P” di PosteItaliane che permette di trasferire il denaro dalla nostra postepay a quella di altri comodamente da uno smartphone.

Insomma, gli Actual hanno fatto centro colpo ancora una volta e tutti se ne stanno accorgendo, anche le grandi aziende che, siamo sicuri, non si lasceranno scappare l’opportunità di vedere i propri prodotti raccontati con ironia e fantasia dall’estro dei due giovani romani.

 

“Pellicole libere”: l’oasi di YouTube

Libere da cosa? Vi chiederete. Semplice, da copyright ed obblighi vari, relativi a case produttrici ed etichette. Eh già, perché ormai saprete bene che pochi sono i punti di riferimento, online, per la fruizione di prodotti cinematografici (fruizione illegale, voglio precisarlo); non dico che sia giusto “delinquere” in questo senso, tanto meno che sia sbagliato. Ma solo che c’è la possibilità, su YouTube, di potersi guardare un film in santa pace, senza essere nel torto, e con una discreta qualità.

Ma perché? Sono molti i motivi per i quali alcuni film risultano essere senza diritti. Spesso, ad esempio, non vengono depositati correttamente; in altri casi (sembra incredibile) proprio ci si è dimenticati di farlo, o, ancora, in altri, il diritto non è stato rinnovato. E quindi scaduto.

The Driller Killer, ad esempio. E’ il primo lungo di Abel Ferrara, e contiene tutto quello che poi il regista farà vedere, ma in chiave horror. In uno stranissimo miscuglio, si trovano il cattolicesimo ma anche le prospettive dal punto di vista del killer, come nei film di Argento dell’epoca. O, ancora, La notte dei morti viventi, di Romero, che, in questo film, inventa il concetto contemporaneo di zombie, iniettando però elementi più politici che legati all’horror. I morti, infatti, escono dalle tombe, desiderando i vivi che sono costretti a barricarsi e a fidarsi gli uni degli altri; troviamo, poi, fra gli altri, anche Da uomo a uomo con protagonista un imperdibile Lee Van Cleef.

Ma non solo: anche L’ultimo uomo sulla terra, che rappresenta la prima versione filmica del romanzo di Matheson, Io sono leggenda. E’ girata a Roma, tra il Villaggio Olimpico e l’EUR, ed ha al suo centro, nel ruolo dell’ultimo uomo, l’immenso Vincent Price, uno dei più grandi simboli delle origini del miglior cinema dell’orrore. Per finire – ma ve ne abbiamo detti solo cinque, in realtà sono almeno cinquanta – troviamo Santa Claus Conquers The Martians.