Valentina Polinori: “Trasparenti? Racchiude vari aspetti come l’onestà, la limpidezza…”

Di Francesco Nuccitelli

Valentina Polinori è un’artista romana di grande talento e dopo alcuni anni di studio e di lavoro è tornata con un nuovo progetto discografico di grande interesse. “Trasparenti” è il titolo del nuovo album, un lavoro personale, intrigante e di grande classe, dove la cantautrice mette in mostra tutto il suo talento, il suo repertorio, la sua delicatezza e delle sonorità più ricercate ed elettroniche rispetto al rock del primo album.

cover Trasparenti

Come stai con l’uscita di questo album?

Sto realizzando solo adesso che l’album e i brani sono disponibili all’ascolto di tutti. Sono molto contenta, stanca e rilassata allo stesso tempo. Inoltre, sto già ricevendo delle belle reazioni dagli addetti ai lavori e non solo…

L’album ha avuto un periodo di gestazione piuttosto lungo, ma come è nato?

Ho iniziato questo progetto con tre brani che avevo scritto a marzo. Poi ho avuto un momento naturale di stop e solo durante l’estate ho ricominciato a scrivere e così sono usciti altri due brani quali: “Lontani” e “Lo spazio“. Solo in seguito sono nati tutti gli altri brani e con l’avvento del nuovo anno abbiamo poi registrato il tutto, così è uscito il primo singolo “Bosco” e successivamente l’album per intero (uscito il 21 febbraio 2020, ndr.).

Come è nato il tema della trasparenza, argomento che poi è presente in tutte le tue canzoni?

In realtà è un concetto che è emerso dai brani stessi ed è anche un termine che poi utilizzo in modo più specifico nel brano “Andiamo fuori”. Questo tema racchiude vari aspetti come l’onestà, la limpidezza, la trasparenza nei rapporti, il mostrarsi in tutti i propri aspetti e anche la difficoltà dell’aprirsi con l’altro.

Si può essere trasparenti nel fare musica?

È difficile ed è molto complesso dare una risposta. Soprattutto perché siamo condizionati da tantissime cose: dagli ascolti, da quello che musicalmente sembra funzionare di più, dai tanti stimoli che abbiamo, dai tanti generi che ascoltiamo e poi anche perché passa tanta musica e spesso non sappiamo quale sia il nostro posto.

C’è stata una qualche influenza sul tuo modo di scrivere o di fare musica?

Per quanto riguarda i testi cerco di rimanere più personale possibile, però ci sono delle cose che mi piacciono di più. Tendenzialmente cerco di creare dei testi semplici, di essere essenziale e di non utilizzare tante parole per un concetto. Per il sound poi mi sono allontanata dal rock del mio primo album.

Tre anni di distanza da “Mobili”, hai aspettato per un nuovo album per un’esigenza fisiologica o perché in un mondo musicale liquido è meglio far ascoltare un singolo?

Probabilmente entrambe le cose… ho cercato la soluzione migliore per far uscire i brani, avevo pensato di pubblicare subito qualche singolo, però sono ancora legata al concetto di disco. L’idea di far uscire un brano così senza un progetto dietro non mi convinceva molto.

Nonostante il periodo particolare, stai pensando con le dovute precauzioni ad un live estivo per presentare il progetto?

Sì, certamente! Ci stiamo muovendo per dei live, ma stiamo monitorando la situazione per organizzare più date possibili e per poter cantare dal vivo le canzoni dell’album. Mi piace tantissimo la dimensione del live e mi fa sentire a mio agio.

ValentinaPolinori1_ph.Davide Fracassi

TRACKLIST – “TRASPARENTI”

01) 16 vasche

02) Bosco

03) Lontani

04) Camilla

05) Andiamo Fuori

06) Niente

07) Lo Spazio

08) Io credo che

09) Fa lo stesso

10) Sembra un fiore

SPAZIO MUSICA: Nùma

 

Le recensioni degli artisti e delle nuove produzioni discografiche 2020

 

Nùma_Narghilè e Babà 3000x3000

Nùma – “Narghilè & Babà”

(POP / FOLK)

di Francesco Nuccitelli

Vita quotidiana in musica, l’attualità e la contrapposizione tra nord e sud, Lorenzo Pompili in arte Nùma, in questo nuovo singolo dal nome “Narghile & Babà” si esalta e oltre a mostrare una penna molto raffinata e ironica, mette in evidenza una voce non comune e unica nel suo genere, aiutato dai tipici ritmi della musica folk, ma legati comunque alla modernità dei suoni. La canzone è una gita continua tra culture differenti di uno stesso paese; dal mercato dell’usato che vende i dischi di Concato al porto di Napoli con il suo via vai, passando per i ritardi di Roma Termini e il vento d’Africa.

 

Ganoona: “In questo brano ho cercato di fare qualcosa di inedito”

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Di Francesco Nuccitelli

Artista emergente, di personalità e di gran talento. Ganoona è tra i pochi artisti moderni in grado di unire due generi apparentemente distanti come il cantautorato italiano e la musica latina, in un crossover unico e di grande interesse. Tante le influenze in questo brano: tra il racconto di un’amicizia turbolenta, un’identità divisa tra due culture e il romanzo “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez. Ganoona si è così raccontato dopo l’uscita di “Cent’anni”.

Come nascono i tuoi brani?

Scrivere una canzone è un modo per conoscermi meglio e per capire ciò che mi accade intorno. Poi una volta che il pezzo esce è quasi una liberazione. È terapeutico per me.

Cosa racconti in “Cent’anni”?

Parlo di un’amicizia tossica che ho sperimentato sulla mia pelle e che ho sentito l’esigenza di raccontare. L’ho fatto per leccarmi un po’ le ferite e per riuscire ad andare avanti. In questo brano ho cercato di fare qualcosa di inedito, quello che oggi possiamo definire come urban pop, indie pop ecc.

Il brano è uscito il 31 gennaio, hai già ricevuto un feedback dal tuo pubblico?

Il brano mi sta dando grandi soddisfazioni e la risposta è molto buona. Tante persone mi hanno scritto sui social, si immedesimano nel brano, in quello che racconto e questa è la cosa più bella per me.

Nel brano citi Gabriel Garcia Marquez e il suo romanzo “Cent’anni di solitudine”,  cosa ti ha ispirato di quel romanzo?

Di questo libro mi ha colpito la corrente letteraria alla quale appartiene, quella sorta di  realismo magico che mi ha sempre affascinato tanto. Anche la mia scrittura è legata alla fusione tra realtà e spiritualità. Ciò che mi è rimasto impresso è quella sorta di spaesamento che deriva dall’incomprensione del lettore verso il romanzo. Tra chi è vivo e chi non lo è…

Sei italo-messicano, quanto è importante per la tua musica unire queste due culture?

Il tentativo è proprio quello di creare una “confusione” unendo due tradizioni così differenti. In passato avere contemporaneamente queste due culture mi dava l’impressione di una frattura, come due pezzi dei lego che non si incastravano. La musica è stata un’occasione per creare un ponte tra queste due realtà così diverse.

Dietro al singolo c’è un progetto più ampio?

Devono uscire ancora un paio di singoli (uno probabilmente già nel mese di marzo, ndr.), che successivamente confluiranno in un album, anche se non so se uscirà prima dell’estate o dopo. Sarà qualcosa di più elaborato e completo per far conoscere tutte le mie sfaccettature musicali.

Per l’estate stai preparando un tour?

Sì sto preparando qualcosa. Ho appena fatto due date zero a Milano, per lavorare con tutti i musicisti. Sarà tutto suonato e non ci sarà nulla di registrato. Posso già dire che il 7 agosto sarò ospite “all’IndiePendenza festival” in provincia di Alessandria, che è un evento musicale molto bello e interessante. Invito poi a seguire tutti i miei social per rimanere aggiornati sulle prossime date.

SPAZIO MUSICA: Viola Violi

Le recensioni degli artisti e delle nuove produzioni discografiche 2020

 

Viola Violi - Alma

Viola Violi – “Alma”

(R’N’B/SOUL/URBAN)

di Alessio Boccali

“Alma” è un omaggio di Viola Violi ad Alma, compositrice e scrittrice austriaca considerata femme fatale indomabile e tormentata, ex moglie e amante di molte figure note della scena artistica e intellettuale novecentesca, a lungo discriminata ed esclusa dalla società. Attraverso questa dedica la toscana Violi intende rivendicare la libertà e l’indipendenza della donna. Un grido al “girl power” condito da storie forti e toccanti, senza tralasciare l’intimità emozionale della cantautrice, raccontate sulle sonorità calde dell’r’n’b e del soul modernizzate grazie a degli influssi urban. La voce e la personalità di Viola sono ben riconoscibili e spaziano dai tempi più “stretti” del rap alla melodia di gran respiro. Un progetto originale e che ben rappresenta il tema, purtroppo non ancora sdoganato, dell’emancipazione femminile.

SPAZIO MUSICA: Tutti Fenomeni

Le recensioni degli artisti e delle nuove produzioni discografiche 2020

 

Tutti Fenomeni – “Merce funebre”

(CANTAUTORATO / ELETTRONICA)

di Alessio Boccali

Tutti Fenomeni, all’anagrafe Giorgio Quarzo Guarascio, è la possibile rivelazione di questo 2020. La sua scrittura è fuori dagli schemi, così eclettica e strampalata da essere in grado di inquadrare alla perfezione tutto ciò che ci circonda. Il ragazzo riuscirebbe a prendere ispirazione anche da un sacco dell’immondizia e a trasformarlo, nel suo racconto, in un sacco d’oro. Quello espresso in “Merce funebre” è un cantautorato onirico che balla su delle basi elettroniche e lo fa con una naturalezza e una genialità che lo rendono davvero piacevole all’ascolto anche all’orecchio più scettico. Teniamo d’occhio questo ragazzo, l’esordio è da numero 10.

SPAZIO MUSICA: Bardamù

Le recensioni degli artisti e delle nuove produzioni discografiche 2020

 

Bardamú_stray bop

Bardamù – “Stray Bop”

(JAZZ/HIP HOP)

di Francesco Nuccitelli

Anticipato dall’omonimo singolo, “Stray Bop” è il nuovo progetto discografico del duo Bardamù. Un album che va al di sopra del semplice crossover, dove le sonorità jazz si mischiano alle sonorità dell’hip hop, con brani strumentali e ritmati e con la costante presenza di un pianoforte a fare da cornice. 10 sono i pezzi presenti all’interno di questo disco, i quali vedono tante collaborazioni di livello nazionale e internazionale. Il Jazz randagio dei Bardamù vive di contaminazioni, di storie e di esperienze di vita vissuta e proprio “Stray Bop” porta nel mondo tutto lo straordinario scenario musicale dei due fratelli.

SPAZIO MUSICA: Il Triangolo

Le recensioni degli artisti e delle nuove produzioni discografiche 2020

 

Il Triangolo-faccio un cinema

Il Triangolo – “Faccio un cinema”

(CANTAUTORATO POP)

di Alessio Boccali

Sonorità retrò, o per meglio dire senza tempo, accompagnate da testi ben scritti e “sul pezzo”. A 5 anni dall’ultimo album pubblicato, il Triangolo ha dato vita a un bel disco e gli ha trovato proprio il titolo giusto: “Faccio un cinema”. Sì, perché tutte le storie raccontate da questi ragazzi potrebbero benissimo fare il pienone in sala: sono interessanti, non tanto leggere quanto trattate con leggerezza, condite dall’eleganza del cantautorato e allo stesso tempo dalla fruibilità del pop. I 5 anni di stallo del progetto non hanno arrugginito il Triangolo, anzi gli hanno donato una nuova lucentezza e consapevolezza.