‘Rewind’: la mostra di Mar Hernàndez tra annullamento e conservazione

Dal 15 giugno al 31 luglio, alla ‘White Noise Gallery‘ di Roma, è possibile ammirare le opere suggestive di Mar Hernàndez, artista spagnola che ha partecipato a tante esposizioni in giro per l’Europa, ottenendo diversi premi in concorsi per incisione, fotografia e grafica .
La mostra rappresenta l’ultimo capitolo della cosiddetta ‘Trilogia del silenzio’, progetto a cui hanno partecipato artisti del calibro di Jason Shulman e Lee Madgwick, che con linguaggi differenti hanno provato a dare la loro interpretazione del “silenzio”. Il primo, con l’esposizione ‘Fast Forward’, ha mostrato come comporre un’unica fotografia unendo migliaia di frame appartenenti a film differenti. La mostra ‘Stand-by’ invece, è stata un’occasione per il secondo di far vedere il mondo congelato in un’unica istantanea, rappresentando insieme luoghi apparentemente contrapposti.

Con ‘Rewind’, Mar Hernàndez crea, attraverso la stampa fotografica digitale, una realtà fatta da un passato che non esiste più, ma che nell’opera sembra più vivo che mai. Disegnando con matita e penna salotti vittoriani all’interno di edifici diroccati, l’artista spagnola crea un’immagine surreale, che unisce il paesaggio domestico con le rovine dell’umanità. Nonostante la sensazione di silenzio e malinconia che percepisce lo spettatore, nelle opere l’uomo non è assente, le sue tracce infatti risaltano in tutti gli oggetti raffigurati da Hernàndez, a testimonianza di un passato lasciato ‘in sospeso’. Interni dunque vuoti, ma allo stesso tempo pieni di vita, come dimostrano tutte le ombre proiettate con la grafite. All’interno delle architetture industriali però, l’artista non rappresenta solo elementi appartenenti al mondo borghese, ma anche oggetti legati all’età contemporanea, come dimostrano alcune opere esposte. Basta fare poi un salto nella ‘Project room’ della galleria romana, per rendersi conto dell’evoluzione dell’artista spagnola, che aggiunge alle sue creazioni elementi legati al mondo naturale, dando una luce diversa al paesaggio rappresentato. Crollo e ricostruzione, annullamento e conservazione: sono queste le contrapposizioni più forti che lo spettatore prova dentro di sé osservando attentamente le opere. ‘Rewind’ dunque è un tornare indietro nel tempo, ma allo stesso tempo proiettarsi in avanti senza esitare troppo.

Di Andrea Celesti

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