La Recensione di Smetto Quando Voglio 2: per adesso è un 27

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La recensione di Smetto Quando Voglio – Masterclass, film di Sydney Sibilia con Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Luigi Lo Cascio, Greta Scarano e Valeria Solarino. Una produzione Groenlandia, Fandango e Rai Cinema, distribuito da 01 Distribuition. Nelle sale dal 2 febbraio 2017.

Torna al cinema la Banda dei Ricercatori: un sequel difficile!

Sveglia alle 8, vado in bagno, preparo il caffè e scelgo la camicia… Nella mia testa inizio a pensare – cosa abbastanza strana a quell’ora – a come potrebbe essere questo sequel, sperando non segui la linea de Il Padrino: il primo leggendario, il secondo splendido, il terzo che ve dico fermateve!

Arrivo al cinema, prendo posto, sfoglio il pressbook accuratamente impaginato gli do una lettura veloce e aspetto con attesa l’inizio di questo secondo film, tanto, forse troppo sponsorizzato.

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Partiamo dal principio… Nel primo questa “banda” aveva creato la droga perfetta, raggiungendo le vette più “alte” de Roma bella. Sibilia era stato eccezionale nel descrivere, con chiave satirica, il lavoro in Italia: un posto dove essere laureato è quasi una vergogna!

Pietro Zinni (Edoardo Leo) dopo essere stato arrestato, viene contattato dall’ispettore Paola Coletti (Greta Scarano) che per fermare il dilagare delle “smart drugs” chiede aiuto alla banda. Il regista aggiunge tre membri al cast Lucio Napoli (Giampaolo Morelli) un ingegnere di meccatronica, un anatomista Giulio Bolle e il legale Vittorio (Rosario Lisma). Al gruppo gli viene chiesto di agire nell’ombra, una sorta di “task force” della polizia…

Il Commento

Che dire, mi sono divertito. Il film è ironico e la sceneggiatura è scritta in maniera molto comica, forse troppo. Il taglio è, ovviamente, simile al primo anche se in alcuni punti è più lento. I testi e i dialoghi sono veri, gli attori recitano in maniera impeccabile creando un amalgama perfetta, con espressività eloquenti e azzeccate, purtroppo si toccano schemi e tematiche meno forti a confronto con il 1° film, ma per come era finito era impossibile toccarne altri di così spigolosi, quindi viene meno la satira pungente e prende il comando la comicità fatta da battute e frecciatine sibilline.

Consiglio di vederlo, non è al livello della prima pellicola, si capisce che è costruito per dare il meglio di sé nella terza e ultima parte, però è comunque un’opera – rimanendo in tema universitario – da 27, anche se per dare un voto totale bisognerà aspettare l’ultima parte, forse potrà trasformarsi in un 30, magari con lode.

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